Il primo impianto europeo per il riciclo totale delle batterie al litio

A Soliera nasce il primo hub europeo per il riciclo totale delle batterie al litio. Capacità 12.000 t/anno, Black Mass 99,6% e tracciabilità digitale con Digital Battery Passport

Il primo impianto europeo per il riciclo totale delle batterie al litio
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 21 gen 2026

Il riciclo batterie litio sta vivendo una vera rivoluzione in Europa grazie all’inaugurazione, a Soliera in provincia di Modena, del primo impianto continentale capace di gestire in modo integrato l’intero ciclo di recupero delle batterie. Questo polo innovativo, frutto della sinergia tra Reinova, A&C Ecotech e il gruppo BTS & Saker, è destinato a cambiare radicalmente la filiera delle batterie esauste: la struttura può trattare fino a 12.000 tonnellate l’anno, garantendo una purezza della Black Mass certificata al 99,6% e la piena aderenza al Regolamento UE 2023/1542. Il progetto si pone come risposta concreta alla necessità di ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di metalli critici, trasformando gli scarti in nuove risorse preziose per la mobilità elettrica.

Un modello produttivo integrato e certificato

L’impianto modenese rappresenta una svolta per il riciclo batterie litio, coprendo tutte le principali chimiche dei pacchi batteria oggi in circolazione. In particolare, vengono trattate le tecnologie NMC (nichel-manganese-cobalto) e LFP (litio-ferro-fosfato), che da sole rappresentano circa il 98% della domanda europea. Il processo produttivo è articolato in più fasi: si parte dallo screening iniziale e dalla classificazione, si prosegue con il pre-trattamento meccanico tramite shredding, per poi passare al trattamento chimico e infine al recupero metallurgico. Questa filiera avanzata consente di estrarre e valorizzare elementi chiave come litio, cobalto, nichel, rame, alluminio, oro e argento, tutti materiali indispensabili per la produzione di batterie di nuova generazione e veicoli elettrici.

Divisione dei ruoli e specializzazione

Il successo di questa infrastruttura risiede anche nella chiara suddivisione delle competenze tra i partner coinvolti. Reinova ha progettato l’architettura complessiva dell’impianto, definendo gli standard di sicurezza, il sistema di screening e la piattaforma di tracciabilità digitale. A&C Ecotech si occupa della gestione normativa, della logistica e di un hub operativo strategico nel Sud Italia, garantendo così una copertura territoriale capillare. BTS & Saker, invece, mette a disposizione tecnologie di pre-trattamento all’avanguardia e il know-how maturato nei propri impianti pilota, contribuendo in modo determinante all’efficienza del processo.

Innovazione nella tracciabilità digitale e conformità normativa

Un elemento di assoluta novità è rappresentato dal “Digital Battery Passport”, un sistema di tracciabilità digitale che permette di registrare in modo puntuale la storia, la composizione e tutte le fasi di trattamento di ogni singola batteria. Questo strumento garantisce trasparenza lungo tutta la filiera, agevolando il rispetto dei rigorosi requisiti previsti dalla normativa europea e ponendo le basi per un modello di recupero circolare sempre più efficiente e controllato.

Benefici per la supply chain della mobilità elettrica

L’attivazione del centro di Soliera rappresenta un vantaggio strategico per costruttori e fornitori del settore automotive: l’approvvigionamento di metalli critici diventa più stabile e prevedibile, contribuendo a ridurre i costi e a rendere le catene di fornitura meno vulnerabili alle oscillazioni del mercato internazionale. Nel breve periodo, il nuovo impianto consente di alleggerire la pressione sui flussi di rifiuti pericolosi, mentre nel medio-lungo termine punta a sostenere un modello industriale europeo sempre meno dipendente dalle importazioni extra-UE e più orientato alla sostenibilità.

Le sfide ancora da affrontare

Nonostante i progressi compiuti, permangono alcune criticità da risolvere. Tra queste, la disponibilità costante di batterie esauste da avviare al riciclo batterie litio, l’efficienza energetica dell’intero processo rispetto all’estrazione primaria, la necessità di sviluppare una rete di raccolta capillare e la valutazione del bilancio ambientale dei processi chimici utilizzati. La vera sfida sarà la capacità di replicare questo modello su scala continentale e di integrarlo all’interno di una politica industriale che favorisca in modo concreto la circolarità nel settore automobilistico, garantendo al contempo competitività, innovazione e rispetto dell’ambiente.

Ti potrebbe interessare: