Geely EX5 testa batteria d'alluminio a –25 °C: il 90% si ricarica in 20 minuti
Test su strada in Cina: batteria a base di alluminio installata sulla Geely EX5 mantiene oltre 92% efficienza a -25°C e raggiunge il 90% di carica in ~20 minuti, senza preriscaldamento
L’innovazione nel campo delle batterie per veicoli elettrici sta vivendo una vera e propria rivoluzione, guidata dalla sperimentazione cinese in condizioni climatiche proibitive. L’ultimo banco di prova arriva direttamente dalle strade gelate della provincia di Heilongjiang, dove una batteria alluminio ha dimostrato prestazioni sorprendenti a temperature che metterebbero in crisi qualsiasi tecnologia tradizionale. I dati raccolti parlano chiaro: efficienza del 92% a –25 °C, possibilità di effettuare una ricarica rapida fino al 90% in appena 20 minuti e una stabilità operativa garantita in un intervallo termico che va da –70 °C a +80 °C. Questi risultati, frutto di una prova su strada condotta dall’Accademia Cinese delle Scienze, potrebbero cambiare le regole del gioco per la mobilità elettrica nei climi più rigidi, dove le batterie al litio soffrono perdite di capacità notevoli.
Una sperimentazione significativa
Ciò che rende questa sperimentazione particolarmente significativa è la scelta di testare la tecnologia non in laboratorio, ma su un veicolo reale: la Geely EX5. Si tratta di un SUV elettrico di produzione equipaggiato con un pacco LFP (litio-ferro-fosfato) da 60,22 kWh, in grado di supportare la ricarica in corrente continua fino a 160 kW. I tecnici coinvolti hanno monitorato in tempo reale tutti i parametri prestazionali e la temperatura, assicurandosi che il sistema rimanesse costantemente entro i limiti di sicurezza previsti. Il cuore della nuova soluzione risiede nell’anodo in alluminio, potenziato grazie a leghe speciali che favoriscono la mobilità degli ioni e preservano la densità energetica anche quando il termometro scende a livelli estremi.
Un aspetto che ha destato particolare interesse tra gli addetti ai lavori riguarda il sistema di gestione termica. Durante la ricarica rapida a basse temperature, il calore generato è stato dissipato in modo efficace, senza ricorrere a sistemi di isolamento attivo o a un preriscaldamento della batteria. Questo dettaglio rappresenta una doppia vittoria: da un lato dimostra la validità della chimica impiegata, dall’altro ne attesta la praticabilità su piattaforme automobilistiche già esistenti, senza necessità di modifiche radicali.
Tecnologie emergenti
Se si confrontano questi risultati con quelli di altre tecnologie emergenti, come le batterie liquido-solide – capaci di mantenere l’85% della capacità a –34 °C ma testate solo in laboratorio – la batteria alluminio si distingue per un vantaggio fondamentale: le sue prestazioni sono state certificate in condizioni reali, con tutte le incognite e le variabili di un ambiente non controllato. Questo elemento aggiunge un valore concreto alla ricerca, rendendo il salto dalla teoria alla pratica molto più credibile.
Le implicazioni di questa scoperta si estendono ben oltre il settore automotive. L’Accademia Cinese delle Scienze ha già depositato domande di brevetto nazionali e sta esplorando applicazioni che spaziano dallo stoccaggio energetico per le smart grid all’accumulo stagionale di energia. Una tecnologia capace di funzionare in un ampio intervallo termico potrebbe rivoluzionare la gestione delle infrastrutture energetiche, soprattutto in quelle regioni dove il freddo estremo rappresenta una sfida quotidiana e i costi operativi sono particolarmente elevati.
Ricarica rapida
Nonostante l’entusiasmo per i risultati raggiunti, gli esperti invitano alla cautela. La ricarica rapida a temperature molto basse può sottoporre i componenti interni della batteria a stress significativi, richiedendo strategie di gestione avanzate per evitare un degrado accelerato. Inoltre, la possibilità di una diffusione su larga scala dipenderà da fattori cruciali come la competitività dei costi di produzione, la disponibilità delle materie prime, la sicurezza intrinseca del sistema e la compatibilità con le infrastrutture di ricarica già esistenti.
Il percorso verso la commercializzazione di questa innovazione resta quindi ancora lungo. Saranno necessari ulteriori test sulla durabilità a lungo termine, sulla resistenza dopo migliaia di cicli di carica e scarica e sulla performance in scenari di guida molto diversificati. Tuttavia, se le future valutazioni multidimensionali dovessero confermare le promesse iniziali, la batteria alluminio potrebbe rappresentare la chiave per accelerare l’adozione dei veicoli elettrici proprio in quelle aree dove il freddo estremo è oggi il principale ostacolo alla transizione verso una mobilità realmente sostenibile.