Perché Tesla ha una filosofia diversa: parola di meccanico

Munro & Associates evidenzia come il Cybertruck utilizzi un sistema elettrico 48 V e un raffreddamento a pompa, privilegiando prestazioni e controllo termico a scapito della semplicità operativa e del possibile impatto sull'autonomia

Perché Tesla ha una filosofia diversa: parola di meccanico
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Giorgio Colari
Pubblicato il 12 feb 2026

Il Tesla Cybertruck rappresenta uno dei più audaci esercizi di ingegneria automobilistica degli ultimi anni, distinguendosi non solo per il design futuristico, ma soprattutto per le soluzioni tecniche radicali adottate rispetto ai tradizionali pick-up elettrici. Un’analisi dettagliata condotta da Munro & Associates mette in luce come la casa di Elon Musk abbia deciso di rompere gli schemi, optando per una progettazione che privilegia la performance e l’innovazione, anche a costo di aumentare la complessità tecnica e manutentiva del veicolo.

Scelte coraggiose

Al cuore di questa rivoluzione c’è la scelta di un sistema elettrico 48 V per i circuiti ausiliari. Si tratta di una svolta epocale se si considera che la quasi totalità dei veicoli ancora oggi si affida a impianti a 12 volt. L’adozione di questa architettura consente l’impiego di cablaggi più sottili e riduce sensibilmente le perdite di energia durante il funzionamento dei dispositivi di bordo. Tuttavia, la complessità non tarda a manifestarsi: la presenza di tensioni più elevate impone l’integrazione di convertitori DC-DC supplementari, sistemi di protezione avanzati e procedure diagnostiche più articolate. Questo significa che, se da un lato si ottiene un netto vantaggio in termini di efficienza, dall’altro si introduce una barriera importante per quanto riguarda la manutenzione e la gestione post-vendita, che richiederà tecnici altamente specializzati e strumenti dedicati.

Ma le scelte coraggiose di Tesla non si fermano qui. L’attenzione alla gestione termica dei componenti è un altro punto di forza del raffreddamento del motore adottato sul Cybertruck. Invece di affidarsi ai tradizionali sistemi passivi o semi-passivi, Tesla ha scelto di integrare una pompa ad alta pressione per la circolazione del fluido refrigerante all’interno dei motori elettrici. Questa soluzione permette di mantenere temperature operative costanti, indipendentemente dalla velocità di rotazione del motore, garantendo così prestazioni elevate anche in condizioni di carico estremo o di utilizzo gravoso.

Il valore dell’innovazione

Per comprendere il valore di questa innovazione, basta confrontarla con l’approccio adottato da competitor storici come General Motors. Questi ultimi preferiscono sfruttare il movimento naturale del rotore per distribuire l’olio all’interno del motore elettrico, una tecnica che si distingue per robustezza, semplicità ed efficienza energetica. Il rovescio della medaglia, però, è rappresentato da una minore efficacia nei momenti in cui il veicolo è sottoposto a stress termico intenso. Tesla, invece, non esita a sacrificare una parte dell’autonomia dichiarata per ottenere una gestione termica ottimale, dimostrando una chiara propensione alla ricerca della massima performance anche a costo di aumentare i consumi energetici.

Il quadro che emerge dall’analisi è quello di due filosofie progettuali diametralmente opposte. Da una parte, Tesla punta tutto su sistemi attivi, centralizzati e fortemente tecnologici, con l’obiettivo di massimizzare le prestazioni e la sicurezza operativa. Dall’altra, i costruttori tradizionali continuano a preferire soluzioni consolidate, economiche e facilmente manutenibili, privilegiando la robustezza e la semplicità d’intervento anche a discapito di qualche punto percentuale di efficienza o di potenza massima.

Cosa pensano gli analisti

Nel breve periodo, questa scelta potrebbe garantire al Tesla Cybertruck un vantaggio competitivo in termini di prestazioni pure e appeal tecnologico, attirando un pubblico alla ricerca dell’innovazione senza compromessi. Tuttavia, nel medio-lungo termine, il vero banco di prova sarà rappresentato dall’affidabilità sul campo e dai costi di gestione: solo il tempo dirà se il mercato premierà la visione di Musk o continuerà a preferire la solidità delle soluzioni più conservative.

Gli analisti del settore osservano con attenzione l’evoluzione del segmento: il successo o il fallimento di queste scelte radicali influenzerà non solo la strategia futura di Tesla, ma anche quella dei competitor. La domanda che resta aperta è se il resto dell’industria seguirà la strada tracciata dal Cybertruck, adottando architetture a 48 volt e sistemi di raffreddamento del motore così avanzati, o se manterrà la rotta su soluzioni più tradizionali, attente soprattutto a contenere costi e complessità. Una sfida che va ben oltre la semplice scelta di un pick-up, e che segnerà il futuro della mobilità elettrica.

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