Auto elettriche a Roma: la ZTL non sarà più gratis

Il Campidoglio ha modificato la richiesta dei permessi ZTL per le auto elettriche: si accende il dibattito con residenti e pendolari.

Auto elettriche a Roma: la ZTL non sarà più gratis
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Giorgio Colari
Pubblicato il 12 feb 2026

L’ascesa delle auto elettriche sulle strade della Capitale è ormai un fenomeno impossibile da ignorare. Negli ultimi quattro anni, Roma ha assistito a una vera e propria rivoluzione nella mobilità cittadina, con un incremento vertiginoso del numero di veicoli a batteria che chiedono di accedere alle zone a traffico limitato. Secondo i dati diffusi da Roma Mobilità, le richieste di permesso ZTL per le auto a zero emissioni sono passate da 21 mila a ben 75 mila unità, segnando una crescita del 300%. Una tendenza che, se da un lato testimonia la crescente attenzione verso la mobilità sostenibile, dall’altro pone nuove sfide all’amministrazione capitolina.

Per rispondere a questa evoluzione, il Campidoglio ha scelto una via intermedia, che cerca di bilanciare le esigenze di chi investe nell’elettrico e la necessità di preservare la vivibilità delle aree centrali. La nuova misura prevede che il cosiddetto Permesso X, indispensabile per accedere alle ZTL, costerà mille euro l’anno per i veicoli elettrici: uno sconto del 50% rispetto ai 2.000 euro richiesti per le auto tradizionali. Allo stesso tempo, vengono mantenuti gli incentivi già in vigore, come il parcheggio gratuito per le vetture a zero emissioni, a conferma della volontà di sostenere la transizione ecologica senza però perdere di vista la necessità di contenere il traffico.

La scelta di introdurre una tariffa agevolata, ma comunque significativa, nasce dalla consapevolezza che anche i veicoli non inquinanti contribuiscono al congestionamento urbano. L’esplosione della domanda di permesso ZTL rischia infatti di trasformare le strade del centro in parcheggi a cielo aperto, vanificando gli sforzi per rendere Roma una città più vivibile. Per questo, la giunta ha optato per una modulazione tariffaria che, oltre a rispettare i vincoli imposti dal Codice della strada – che vieta restrizioni dirette su specifiche categorie di veicoli – consente di gestire l’afflusso in modo più flessibile e legale.

Il tema, però, continua a dividere la città. I residenti del centro storico, da sempre in prima linea nella battaglia contro il traffico, vedono nella nuova politica un tentativo di arginare l’assalto dei veicoli a batteria, ma temono che la crescita incontrollata possa comunque peggiorare la situazione. D’altro canto, molti pendolari e proprietari di auto elettriche esprimono delusione per l’introduzione di un ulteriore balzello, soprattutto dopo aver investito in una tecnologia considerata amica dell’ambiente.

Anche tra le associazioni ambientaliste il dibattito è acceso. Alcuni gruppi ritengono indispensabile regolamentare l’accesso alle ZTL, anche per i veicoli a zero emissioni, per evitare che la mobilità sostenibile si traduca in un nuovo tipo di congestione urbana. Altri, invece, vedono nella nuova misura un possibile freno alla diffusione delle tecnologie pulite, proprio nel momento in cui la transizione sembra aver preso finalmente slancio.

Il quadro che emerge è quello di una città in bilico tra due esigenze: incentivare l’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale e, allo stesso tempo, evitare che il centro storico diventi vittima del proprio successo. L’esperienza di Roma Mobilità mostra quanto sia difficile trovare il punto di equilibrio tra sostenibilità e gestione del traffico, soprattutto in una metropoli complessa e stratificata come Roma.

Nei prossimi mesi, il confronto tra istituzioni, cittadini e stakeholder sarà decisivo per affinare i dettagli della nuova politica e valutarne gli effetti reali sulla qualità della vita urbana. Intanto, la Capitale si conferma laboratorio a cielo aperto della mobilità sostenibile, dove ogni scelta – anche la più controversa – contribuisce a ridefinire il futuro della città e il modo in cui ci muoviamo al suo interno.

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