Comandi fisici: diventano obbligatori in Cina per la sicurezza dei veicoli

La Cina introduce una normativa che obbliga comandi fisici per indicatori, luci emergenza, clacson, cambio, ADAS e eCall. Obiettivo: ridurre le distrazioni da touchscreen entro il 1° luglio 2026.

Comandi fisici: diventano obbligatori in Cina per la sicurezza dei veicoli
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 feb 2026

Nel panorama automobilistico contemporaneo, una svolta inaspettata arriva dalla Cina: entro il 2026, i comandi fisici torneranno protagonisti sulle plance delle auto destinate al mercato cinese. Non si tratta di un semplice ritorno al passato, ma di una risposta decisa alle crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza stradale e di ergonomia, che impone ai costruttori una riflessione profonda sull’equilibrio tra innovazione digitale e funzionalità tradizionali.

Le funzioni essenziali tornano ai tasti

La nuova normativa cinese stabilisce una lista dettagliata di operazioni che dovranno essere gestite da pulsanti o leve fisiche. Tra queste, troviamo gli indicatori di direzione, il pulsante di emergenza (quattro frecce), il clacson, il selettore marcia (P, R, N, D), gli interruttori per i sistemi ADAS come il cruise control adattivo e il mantenimento corsia, tergicristalli, sbrinatore, alzacristalli elettrici, il pulsante eCall e l’interruttore per lo spegnimento dei sistemi elettrici nei veicoli a batteria.

Non solo: ogni comando dovrà avere una superficie operativa minima di 10×10 millimetri, essere posizionato in modo da consentire l’utilizzo “alla cieca” e garantire la piena operatività anche in caso di avaria del sistema centrale o blackout elettrico. In questo modo, si punta a minimizzare le distrazioni e ad assicurare che le funzioni critiche siano sempre accessibili, indipendentemente dalle condizioni.

Dal minimalismo digitale al ritorno dell’ergonomia

Negli ultimi anni, il design automobilistico si è spinto verso il minimalismo, eliminando quasi completamente i comandi fisici a favore di superfici pulite e display centrali multifunzione. Questa tendenza, dettata da esigenze estetiche e dalla volontà di offrire interfacce sempre più intuitive, ha però sollevato crescenti dubbi: secondo numerose ricerche internazionali, i touchscreen allungano i tempi di interazione e aumentano le probabilità di distrazione alla guida, con conseguenze dirette sulla sicurezza stradale.

La nuova regolamentazione cinese rappresenta quindi una svolta, invitando l’industria a ripensare il rapporto tra tecnologia e accessibilità, e a non sacrificare la funzionalità sull’altare del design.

Una sfida per costruttori e startup

Per le case automobilistiche, la normativa cinese apre un fronte progettuale complesso. Alcuni la interpretano come un passo indietro, un ritorno forzato a soluzioni superate. Altri, invece, vedono un’opportunità di innovazione: lo sviluppo di comandi ibridi che integrano l’ergonomia tattile dei tasti con l’intelligenza dei sistemi digitali, senza rinunciare alla modernità ma rispettando i limiti cognitivi del conducente.

Le startup del settore elettrico e le aziende digital-first dovranno affrontare investimenti non trascurabili per adeguare le proprie architetture di controllo alle nuove regole. Tuttavia, questa transizione non deve essere vista necessariamente come un ostacolo, ma come un’occasione per differenziarsi e proporre soluzioni più sicure e intuitive.

Esperienza utente e impatto sulla sicurezza

Per gli automobilisti, il ritorno ai comandi fisici potrebbe tradursi in un’esperienza più sicura e immediata: la ricerca tattile di un tasto, soprattutto in situazioni di emergenza o con scarsa visibilità, risulta più rapida e affidabile rispetto alla navigazione su un touchscreen. Il rischio, tuttavia, è che un eccesso di pulsanti possa generare confusione e ridurre l’efficacia ergonomica, se non accompagnato da un design coerente e criteri chiari di accessibilità.

Un tassello di una strategia più ampia

La norma sui comandi fisici si inserisce in un quadro più ampio di interventi regolatori. Pechino, infatti, prevede di vietare le maniglie a scomparsa entro il 2027 e sta valutando limitazioni all’uso dei volanti a cloche. L’obiettivo è quello di riportare al centro la dimensione umana nella progettazione dei veicoli, contrastando le derive di un design eccessivamente orientato all’estetica e poco attento all’ergonomia reale.

Implicazioni globali e prospettive future

L’iniziativa cinese potrebbe presto ispirare altre giurisdizioni, diventando un modello per la regolamentazione internazionale. Il successo di questa rivoluzione dipenderà dalla capacità di costruttori e progettisti di integrare in modo armonico elementi fisici e tecnologie digitali, affidandosi a test di usabilità reali e coinvolgendo direttamente gli utenti finali. In questo equilibrio tra sicurezza stradale e innovazione si gioca il futuro dell’industria automobilistica per il prossimo decennio.

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