Stellantis rilancia e investe pesantemente su nuovi motori

Stellantis investe fino al 2029 per rinnovare motori e trasmissioni: ritorno del Hemi, GMET4 EVO per Jeep e Dodge e maggiori risorse negli Stati Uniti

Stellantis rilancia e investe pesantemente su nuovi motori
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 19 feb 2026

Il gruppo Stellantis si prepara a una trasformazione profonda, puntando su investimenti ingenti e una strategia industriale che mette al centro il rilancio della fiducia dei consumatori. Antonio Filosa, CEO della multinazionale, ha delineato le linee guida di un piano che coinvolgerà lo sviluppo di nuovi motori e trasmissioni fino al 2029, con particolare attenzione al mercato statunitense ma senza trascurare l’Europa. L’obiettivo principale è chiaro: riconquistare credibilità e garantire che i sistemi prodotti siano sinonimo di affidabilità, efficienza e qualità costruttiva, a prescindere dalla tecnologia – che sia elettrica, ibrida o tradizionale.

Scelte ben mirate

La strategia messa in campo da Stellantis si articola attraverso scelte mirate, pensate per rispondere alle esigenze dei mercati chiave. Negli Stati Uniti, ad esempio, si assisterà al ritorno del leggendario Hemi sulla gamma Ram, un’icona amata dagli appassionati di pick-up per la sua potenza e robustezza. Accanto a questo, il debutto di un nuovo propulsore ibrido da 1,6 litri e 210 CV dimostra la volontà di affiancare tradizione e innovazione, offrendo performance elevate e attenzione ai consumi.

Sul fronte globale, è in fase di sviluppo l’evoluzione del GMET4 EVO, un progetto pensato per rilanciare marchi storici come Jeep e Dodge. Questo motore punta a coniugare potenza, affidabilità e sostenibilità economica, elementi cruciali per rafforzare la posizione competitiva del gruppo nei segmenti SUV e fuoristrada, particolarmente apprezzati sia in Nord America che in altri mercati internazionali.

Un anno di svolta

Il 2026 rappresenterà un anno di svolta nella distribuzione delle risorse interne: non sono previsti lanci di nuovi motori in Europa, dato che la maggior parte degli investimenti sarà destinata agli Stati Uniti. Qui la domanda di veicoli ad alte prestazioni giustifica uno sforzo finanziario superiore, ma ciò non significa che gli stabilimenti europei resteranno fermi. Saranno infatti coinvolti in attività di restyling delle piattaforme produttive e delle catene cinematiche, con un focus particolare su assemblaggio e controllo qualità, aspetti essenziali per elevare gli standard dei prodotti destinati al Vecchio Continente.

A livello tecnico, il piano prevede importanti potenziamenti infrastrutturali e aggiornamenti delle linee produttive, insieme all’introduzione di protocolli di collaudo più severi. Questi ultimi sono pensati per ridurre i difetti operativi e le controversie post-vendita, due elementi che in passato hanno pesato sulla reputazione delle trasmissioni del gruppo. Filosa sottolinea come il recupero dell’affidabilità delle trasmissioni sia una delle sfide più delicate ma decisive per la competitività di Stellantis a livello globale.

Gli analisti del settore riconoscono la portata strategica – ma anche i rischi – di questa scelta. Continuare a investire su motori endotermici, in un contesto normativo sempre più stringente sulle emissioni, comporta incertezze importanti. Tuttavia, un deciso miglioramento di affidabilità e prestazioni potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo tangibile nel breve e medio periodo, con effetti positivi sia sulla riduzione dei costi di garanzia sia sulla soddisfazione dei clienti.

Un’occasione chiave

Per marchi dal forte heritage come Jeep e Dodge, il nuovo GMET4 EVO è un’occasione chiave per rilanciare l’immagine e la reputazione, a patto che le innovazioni tecniche siano accompagnate da una comunicazione efficace in grado di mettere in risalto i progressi raggiunti in termini di performance e durabilità. Analogamente, il ritorno del Hemi sulla gamma Ram mira a soddisfare una clientela fedele, da sempre attratta da motorizzazioni robuste e caratterizzate da coppia elevata.

Sul fronte della distribuzione degli investimenti, gli impianti statunitensi beneficeranno della quota maggiore di fondi, destinati a nuove attrezzature, al potenziamento delle linee di trasmissioni e all’ampliamento dei protocolli di test. L’Europa, pur esclusa dai lanci di nuovi motori nel 2026, potrà contare sul trasferimento di competenze tecniche e su un innalzamento degli standard qualitativi, che potrebbero portare a futuri aggiornamenti e miglioramenti negli stabilimenti locali.

Guardando al futuro, il piano di Stellantis fino al 2029 si presenta come una sfida avvincente e ricca di incognite. L’ambizione è quella di recuperare quote di mercato puntando sull’eccellenza costruttiva e sull’affidabilità, senza mai perdere di vista la necessità di bilanciare innovazione tecnologica e responsabilità ambientale. Il vero banco di prova sarà la capacità del gruppo di trasformare questi obiettivi in risultati concreti, mantenendo la propria leadership nei mercati chiave e rafforzando il legame di fiducia con i clienti.

Ti potrebbe interessare: