Il futuro del cambio manuale nelle BMW M è appeso a un filo

BMW M: il cambio manuale resterà per due anni, ma il CEO Frank van Meel parla di limiti tecnici. Z4 e M2 mostrano domanda crescente, il futuro resta incerto

Il futuro del cambio manuale nelle BMW M è appeso a un filo
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 19 feb 2026

Il cambio manuale rappresenta da sempre un simbolo di purezza per gli appassionati della guida sportiva, ma il suo futuro all’interno della gamma BMW M appare sempre più incerto. Un dato su tutti fotografa questa transizione: nel 2022, ben il 50% dei preordini della M2 sono stati richiesti con trasmissione manuale. Eppure, secondo le ultime dichiarazioni, tra meno di due anni questa opzione potrebbe scomparire definitivamente, segnando la fine di un’epoca per il marchio bavarese e per chi vede nel cambio tradizionale una componente irrinunciabile dell’esperienza di guida.

Certi clienti lo vogliono ancora

La realtà è che, nonostante una nicchia di clienti resti fedele e continui a richiedere il cambio manuale come elemento identitario, le dinamiche di mercato e le sfide tecniche stanno ridisegnando le priorità dei costruttori. Il CEO Frank van Meel è stato chiaro: le ragioni che guidano questa scelta sono sia tecniche sia commerciali. Le limitazioni imposte dalla gestione della coppia motrice, la necessità di ottimizzare l’efficienza dei consumi e la crescente pressione normativa sulle emissioni stanno mettendo in discussione la sopravvivenza del cambio manuale nei modelli ad alte prestazioni.

Non si tratta soltanto di nostalgia. I dati ingegneristici sono inequivocabili: i motori turbo, ibridi ed elettrici oggi generano valori di coppia sempre più elevati, difficili da gestire efficacemente con una trasmissione manuale tradizionale. Le moderne trasmissioni automatiche, siano esse a doppia frizione o a convertitore di coppia, garantiscono prestazioni superiori, cambi di marcia più rapidi e una migliore efficienza complessiva. L’avanzata dell’elettrificazione, poi, spinge in modo naturale verso soluzioni prive di frizione convenzionale, lasciando sempre meno spazio alla tradizione.

Il discorso è abbastanza chiaro

Sul fronte commerciale, il discorso è altrettanto netto. La progressiva riduzione della clientela interessata al cambio manuale rende sempre più difficile giustificarne i costi di sviluppo e la complessità produttiva, soprattutto per un brand globale come BMW M impegnato in investimenti importanti su elettrificazione, digitalizzazione e nuove tecnologie. Emblematico, in questo senso, il caso della BMW Z4: la roadster, infatti, uscirà di produzione nei primi mesi del 2026 senza una vera erede, restringendo ulteriormente la gamma di modelli in cui il cambio manuale potrà essere proposto.

Consapevole di questa inevitabile transizione, BMW M ha comunque cercato di mantenere un dialogo aperto con i puristi della guida. Un esempio concreto è la recente BMW Z4 M40i Pure Impulse, lanciata nel 2024 e dotata di cambio manuale a sei rapporti: un chiaro segnale di attenzione verso chi ancora considera questa soluzione imprescindibile per un’autentica esperienza sportiva. Forum, club e community online continuano a esercitare pressioni affinché il cambio manuale non venga abbandonato, sottolineando come la sua presenza rappresenti molto più di una semplice scelta tecnica, ma un vero e proprio legame emozionale tra pilota e vettura.

Le alternative per il futuro

Gli esperti del settore stanno già suggerendo possibili alternative per il futuro: paddle al volante sempre più raffinati, modalità di guida pensate per aumentare il coinvolgimento, set-up di telaio e sospensioni in grado di restituire sensazioni analogiche anche con trasmissioni automatiche. Tuttavia, è opinione diffusa che nessuna di queste soluzioni riuscirà a replicare pienamente il piacere tattile e il controllo offerti da una frizione e da una leva ben sincronizzate.

I prossimi ventiquattro mesi saranno decisivi per capire quale direzione prenderà realmente BMW M. La tensione tra tradizione ed emozione da un lato, e la spinta verso efficienza, conformità normativa e innovazione tecnologica dall’altro, rappresenta una delle sfide più grandi per l’industria automobilistica contemporanea. Il destino del cambio manuale sarà dunque il banco di prova per misurare la capacità del settore di conciliare passato e futuro, ascoltando le richieste di una clientela sempre più esigente ma anche profondamente legata alle radici della guida sportiva.

Ti potrebbe interessare: