Aston Martin DBS 770 Ultimate, il valore crolla di 160.000 dollari in due anni
Un esemplare di Aston Martin DBS 770 Ultimate 2023 è stato venduto all'asta con una perdita di oltre 160.000$. Esaminiamo cause, numeri e implicazioni per il mercato del lusso
Un colpo di scena nel mercato delle auto di lusso scuote i sogni degli appassionati: una Aston Martin DBS 770 Ultimate del 2023, dopo aver percorso appena 1.100 chilometri, è stata battuta all’asta in Pennsylvania a una cifra che ha lasciato tutti di stucco. L’auto, acquistata per 510.486 dollari, è stata rivenduta a soli 350.007 dollari, generando una perdita secca di 160.000 dollari. Numeri che raccontano una verità scomoda: nel segmento delle supercar esclusive, l’unicità e le prestazioni non sono più garanzia di solidità finanziaria nel breve termine.
Appena 300 unità
Il modello in questione rappresenta una delle sole 300 unità prodotte a livello mondiale, incarnando l’apice della tecnologia e dell’artigianalità del marchio britannico. Dotata di un potente V12 biturbo da 759 cavalli, interni in pelle blu, sedili riscaldati e ventilati, sistema di telecamere a 360 gradi e impianto audio Bang & Olufsen, questa vettura aveva tutte le carte in regola per essere un oggetto del desiderio. Tuttavia, il mercato dell’usato ha mostrato un volto spietato, scontando pesantemente anche la più raffinata delle supercar.
Non si tratta di un caso isolato. Altre Aston Martin DBS 770 Ultimate dello stesso anno hanno subito un destino analogo: una con 590 miglia è stata venduta a 353.555 dollari, mentre un’altra, con oltre 5.000 miglia all’attivo, si è fermata a 285.414 dollari. Questi dati rivelano come il fascino della produzione limitata non sia sufficiente a contrastare le forze ribassiste che agiscono sui prezzi delle supercar di lusso contemporanee.
Una serie di fattori
Secondo gli esperti del settore, il fenomeno è il risultato di una serie di fattori concomitanti. Il primo, ineludibile, è il deprezzamento fisiologico che colpisce praticamente tutte le automobili una volta uscite dalla rete ufficiale di vendita. Nel segmento del lusso, però, la questione si complica ulteriormente: le dinamiche della domanda globale, la rapidità con cui nuovi modelli arrivano sul mercato e la concorrenza di alternative più tecnologiche e performanti spingono i valori al ribasso con una velocità impressionante.
Chi acquista queste vetture all’asta valuta con estrema attenzione elementi come il chilometraggio e le condizioni generali: anche poche migliaia di chilometri possono trasformare una “vettura nuova” in un usato decisamente meno appetibile. I concessionari sottolineano inoltre che i costi accessori—come assicurazione, manutenzione e tasse—possono ridurre ulteriormente l’attrattiva dell’investimento. I collezionisti più tradizionalisti, dal canto loro, rimangono scettici: pochissime auto moderne riescono a conquistare lo status e il valore dei classici d’epoca.
Cosa emerge
Il messaggio che emerge per chi possiede o intende acquistare una supercar di fascia alta è inequivocabile: il fascino estetico e prestazionale non compensa automaticamente il rischio di una forte svalutazione economica. Il mercato delle supercar di lusso si rivela quindi molto più volatile di quanto si possa immaginare, e la storia della Aston Martin DBS 770 Ultimate battuta all’asta in Pennsylvania è solo la punta dell’iceberg.
Guardando al futuro, la situazione appare ancora più incerta. L’industria automobilistica si sta preparando a cambiamenti epocali: la transizione verso l’elettrico, l’evoluzione delle preferenze dei consumatori e l’arrivo di tecnologie sempre più avanzate potrebbero rivoluzionare ulteriormente le regole del gioco. In questo scenario, le supercar moderne rischiano di perdere rapidamente valore, nonostante l’aura di esclusività che le circonda.