Project Arrow e le avveniristiche auto che vengono dal Canada

Al Canadian AutoShow 2026 il Canada presenta Vector e Borealis di Project Arrow: due prototipi elettrici con stampa 3D, autonomia estesa e livelli avanzati di guida autonoma

Project Arrow e le avveniristiche auto che vengono dal Canada
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 feb 2026

La rivoluzione della mobilità elettrica in Canada prende forma concreta grazie a un ambizioso progetto che coinvolge oltre 80 fornitori e partner dell’industria automobilistica nazionale. Il Project Arrow, presentato al Canadian International AutoShow 2026, rappresenta una dichiarazione di intenti da parte dell’APMA (Automotive Parts Manufacturers’ Association), con l’obiettivo di ridefinire il panorama dei veicoli elettrici attraverso due prototipi innovativi: Vector e Borealis. Questi veicoli incarnano la visione di un futuro in cui la tecnologia, la sostenibilità e la capacità produttiva locale si fondono per posizionare il Canada come protagonista sulla scena internazionale.

Il primo dei due concept, Vector, è un crossover sportivo da 650 cavalli che punta su un’autonomia di 550 chilometri. Sviluppato grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale nella fase di progettazione, il veicolo adotta un telaio leggero in polimero e alluminio, sfruttando le potenzialità della stampa 3D per una struttura produttiva all’avanguardia. Il cuore del progetto è un powertrain elettrico capace di garantire prestazioni di alto livello, mentre i sistemi di guida autonoma di Livello 3 consentono modalità di utilizzo “hands-off” e, in specifiche condizioni, persino “eyes-off”. Questo connubio tra leggerezza, potenza e automazione pone Vector come un esempio di quanto la tecnologia possa trasformare il concetto stesso di automobile.

Una navetta per la città

Sul versante opposto, Borealis si presenta come una navetta urbana completamente autonoma, priva di volante e pedali, realizzata anch’essa mediante stampa 3D ma utilizzando leghe metalliche avanzate. Qui la visione si spinge oltre: il Livello 5 di guida autonoma promette un’esperienza di trasporto senza precedenti, dove l’intervento umano è totalmente superfluo. Grazie a innovazioni radicali nel powertrain e nella gestione energetica, Borealis dichiara un’autonomia straordinaria di 1.500 chilometri, pensata per integrarsi perfettamente con le infrastrutture delle smart city e ridefinire il concetto di mobilità urbana.

Dietro la realizzazione di Vector e Borealis si cela una strategia industriale più ampia: dimostrare che l’ecosistema canadese possiede tutte le competenze necessarie per progettare e produrre veicoli elettrici di nuova generazione. L’iniziativa dell’APMA mette in sinergia materiali avanzati, software per l’automazione, sistemi di connettività e soluzioni di produzione additiva, evidenziando come il Canada sia pronto a proporsi come alternativa credibile ai grandi player internazionali, puntando su innovazione e sostenibilità locale.

Una sfida importante

Tuttavia, il passaggio dalla prototipazione alla produzione su larga scala rappresenta ancora una sfida rilevante. Se da un lato la stampa 3D offre rapidità nello sviluppo e flessibilità nel design, dall’altro resta da dimostrare la sostenibilità economica della tecnologia su volumi industriali. A ciò si aggiunge la necessità di raggiungere le autonomie dichiarate, un traguardo che impone batterie ad altissima densità energetica, sistemi di gestione termica avanzati e infrastrutture di ricarica all’altezza delle esigenze di flotte commerciali integrate nelle città.

Anche il contesto normativo introduce complessità aggiuntive. Se il Livello 3 di guida autonoma di Vector trova già applicazione in diversi mercati sottoposti a rigidi test di sicurezza, il Livello 5 di Borealis apre scenari inediti e complessi dal punto di vista regolamentare, etico e di responsabilità legale. L’assenza totale di comandi manuali nei veicoli solleva interrogativi che coinvolgono non solo ingegneri e produttori, ma anche urbanisti, legislatori e l’intera società.

Reazioni disparate

Le reazioni del settore sono variegate. Da un lato si registra entusiasmo per la spinta innovativa e la creazione di una filiera locale robusta; dall’altro emergono dubbi concreti su tempistiche di commercializzazione, verifiche di sicurezza e costi effettivi di produzione. Gli urbanisti, in particolare, sottolineano la necessità di una crescita parallela tra tecnologie veicolari e infrastrutture urbane, evidenziando come il successo della nuova mobilità dipenda da una visione integrata e sinergica.

In definitiva, il Project Arrow non si limita a esibire due prototipi d’avanguardia, ma lancia un messaggio strategico: il Canada intende proporre non solo singoli veicoli elettrici, ma un intero pacchetto di competenze competitive per i mercati globali. Dalla progettazione assistita dall’AI alla stampa 3D, dalla connettività veicolo-infrastruttura alla gestione intelligente dell’energia, il Paese mira a consolidare il proprio ruolo come alternativa innovativa e sostenibile ai grandi costruttori mondiali.

Per consumatori e operatori di flotte, la promessa è concreta ma ancora da verificare: saranno le prove su strada, i processi di omologazione e i piani industriali a determinare se Vector e Borealis resteranno affascinanti esercizi di stile o diventeranno davvero il fondamento di una nuova era per l’industria automobilistica canadese.

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