Targa polacca, tornare a quella italiana può costare fino a 2.000 euro: che succede

Tornare dalla targa polacca a quella italiana può costare fino a 2.000 euro tra pratiche, IPT e collaudo. Il fenomeno coinvolgerebbe migliaia di auto

Targa polacca, tornare a quella italiana può costare fino a 2.000 euro: che succede
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Renato Terlisi
Pubblicato il 30 set 2026

Per anni la targa polacca è stata utilizzata da alcuni automobilisti italiani per contenere soprattutto i costi legati alla gestione dell’auto. Adesso, però, secondo quanto riportato da Il Mondo delle Auto, diversi proprietari starebbero cercando di percorrere la strada inversa e riportare i propri veicoli sotto targa italiana.

Un’operazione che può rivelarsi tutt’altro che economica. Tra pratiche, imposte, intermediazione, IPT e collaudo, la spesa indicata può raggiungere circa 2.000 euro, senza considerare successivamente assicurazione e bollo.

Alla base del ripensamento ci sarebbero le crescenti difficoltà legate al fenomeno delle vetture utilizzate stabilmente in Italia ma immatricolate in Polonia, sul quale anche le autorità polacche avrebbero intensificato l’attenzione.

Per tornare alla targa italiana si può arrivare a 2.000 euro

Secondo la ricostruzione, uno dei primi passaggi necessari comporterebbe una spesa nell’ordine dei 1.000 euro per quella che viene definita come operazione necessaria a “liberare il telaio”. A questa cifra devono poi aggiungersi tasse, costi dell’agenzia intermediaria, IPT, immatricolazione e collaudo.

Il conto complessivo potrebbe così raggiungere circa 2.000 euro. Non si tratta però di un prezzo fisso valido per qualsiasi automobile e situazione: l’importo effettivo dipende dalle caratteristiche della pratica e del veicolo.

La fonte fa inoltre riferimento a ulteriori adempimenti fiscali nell’ambito della procedura di reimmatricolazione. Proprio la complessità del percorso renderebbe particolarmente oneroso riportare in Italia una vettura precedentemente trasferita sotto targa polacca. Al totale vanno poi aggiunti i normali costi successivi legati alla proprietà e alla circolazione dell’auto, a partire da assicurazione e bollo.

Migliaia di auto con targa polacca

Le dimensioni del fenomeno sarebbero considerevoli. Vengono citati dati ACI secondo i quali in Italia circolerebbero circa 68.000 veicoli con targa polacca, dei quali approssimativamente 35.000 concentrati tra Napoli e provincia. Uno dei motivi che avrebbe alimentato il fenomeno sarebbe proprio la possibilità di ridurre alcune spese legate al veicolo.

La fonte indica, ad esempio, costi assicurativi nell’ordine dei 400 euro attraverso il sistema utilizzato per queste immatricolazioni, a fronte di cifre potenzialmente molto superiori in alcune province italiane. La questione diventa però particolarmente delicata quando entrano in gioco incidenti e coperture assicurative.

Anche la Polonia starebbe intervenendo

Secondo la ricostruzione, le autorità polacche avrebbero avviato almeno 500 azioni nei confronti di automobilisti italiani ritenuti irregolari o coinvolti in incidenti in circostanze che avrebbero determinato l’intervento del fondo polacco destinato alle vittime della strada.

La Polonia avrebbe quindi introdotto nuovi obblighi per contrastare il ricorso improprio alle immatricolazioni polacche da parte di automobilisti che utilizzano stabilmente il veicolo altrove. Anche in Italia il quadro normativo sull’utilizzo di veicoli con targa estera è stato progressivamente irrigidito, rendendo essenziale verificare la propria posizione e gli obblighi applicabili al singolo caso.

Per chi intende riportare l’auto sotto targa italiana, dunque, la soluzione esiste ma può essere costosa e burocraticamente complessa. I circa 2.000 euro citati rappresentano una stima del possibile esborso e non una tariffa universale. Ed è proprio questo il punto centrale: quello che inizialmente poteva sembrare un modo per risparmiare sulla gestione dell’auto rischia, al momento di tornare indietro, di presentare un conto decisamente salato.

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