Guida una Panda con targa polacca senza assicurazione: ora rischia di pagare 1,3 milioni

Un automobilista italiano è chiamato a restituire circa 1,3 milioni di euro dopo un incidente mortale con una Fiat Panda con targa polacca risultata priva di assicurazione

Guida una Panda con targa polacca senza assicurazione: ora rischia di pagare 1,3 milioni
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Renato Terlisi
Pubblicato il 23 set 2026

Una targa straniera e un’assicurazione inesistente possono trasformare le conseguenze economiche di un incidente in un conto enorme. È quanto emerge da un caso che coinvolge un automobilista italiano, nei confronti del quale l’Ufficio polacco degli assicuratori automobilistici ha avviato un’azione di rivalsa per una somma vicina a 1,3 milioni di euro.

La vicenda nasce da un incidente avvenuto in Italia nel 2025. L’uomo era alla guida di una Fiat Panda del 2013 immatricolata in Polonia quando ha investito un ciclista, che ha perso la vita. Dai successivi accertamenti sarebbe emerso che il veicolo era sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria.

Il risarcimento è stato quindi liquidato dal PBUK, l’ufficio polacco competente, che successivamente ha avviato l’azione per recuperare dall’automobilista responsabile quanto versato: quasi 5,6 milioni di zloty, equivalenti a circa 1,3 milioni di euro.

Il rischio delle auto con targa polacca

Il caso riporta l’attenzione su un fenomeno che negli ultimi anni ha interessato anche l’Italia e che sui media polacchi è stato indicato con espressioni come “pratica italiana”. Il meccanismo descritto prevede che un veicolo venga formalmente ceduto a un soggetto o a un’agenzia polacca, immatricolato in Polonia e successivamente utilizzato in Italia attraverso un contratto di noleggio.

L’obiettivo può essere quello di ridurre alcuni costi legati alla proprietà e all’utilizzo dell’automobile, a cominciare dall’assicurazione, particolarmente onerosa in alcune aree italiane. Una targa polacca, tuttavia, non implica di per sé alcuna irregolarità. I problemi sorgono quando dietro l’immatricolazione si nascondono procedure fittizie o vengono meno requisiti obbligatori, come una copertura assicurativa valida.

Assicurazione falsa o non rinnovata

Tra le anomalie riscontrate nelle indagini su questo fenomeno figurano veicoli che non sarebbero mai stati fisicamente portati in Polonia per alcune procedure, revisioni certificate soltanto documentalmente e polizze inesistenti o non più valide.

In alcuni casi, secondo quanto riportato, l’assicurazione potrebbe essere falsa persino all’insaputa del conducente; in altri potrebbe non essere stata rinnovata dopo il primo periodo di validità.

Le difficoltà nello scambio delle informazioni tra autorità di Paesi diversi avrebbero in passato reso più complessi i controlli, mentre l’accesso ai database ha progressivamente ridotto questi ostacoli.

Il risarcimento più alto gestito dal PBUK

La vicenda della Panda rappresenterebbe il caso economicamente più pesante affrontato finora dall’Ufficio polacco per un veicolo non assicurato coinvolto in un incidente all’estero. Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato.

Lo stesso PBUK aveva riferito di avere avviato circa 500 azioni legali davanti ai tribunali italiani per recuperare somme pagate in relazione a incidenti che coinvolgevano veicoli polacchi privi di copertura. Un altro caso particolarmente oneroso riguarda un’Audi A4 del 2003 che, sempre in Italia, avrebbe tagliato la strada a un motociclista provocandogli gravi lesioni.

Senza assicurazione il conto può essere enorme

La vicenda mostra soprattutto la portata del rischio economico derivante dalla circolazione senza una copertura RC valida. Quando un incidente provoca la morte o gravi lesioni, il risarcimento può infatti raggiungere cifre elevatissime.

Nel caso della Panda, il PBUK ha inizialmente sostenuto il costo del danno, ma questo non significa che il responsabile sia stato liberato dalle conseguenze economiche: l’ufficio ha successivamente agito per recuperare le somme versate.

Ed è proprio questo il punto centrale. Dietro un’apparente riduzione dei costi ottenuta attraverso formule di immatricolazione all’estero può nascondersi un rischio enorme se il veicolo non è effettivamente assicurato. In questo caso, il conto arrivato dopo l’incidente sfiora 1,3 milioni di euro.

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