Targhe polacche in Italia, la Polonia prepara una stretta: cosa cambia
La Polonia prepara una nuova legge per contrastare il fenomeno delle targhe polacche utilizzate in Italia. Ecco cosa cambia e perché interviene Varsavia
La diffusione delle targhe polacche in Italia è ormai un fenomeno noto, soprattutto in alcune aree del Paese. Secondo le più recenti stime dell’ACI, circolano oltre 68.000 veicoli immatricolati in Polonia, tra automobili e motocicli. Una situazione che non è passata inosservata nemmeno a Varsavia, dove il governo ha annunciato l’intenzione di intervenire con nuove misure per limitare gli abusi legati alle immatricolazioni estere e ai contratti di noleggio utilizzati per aggirare il costo delle assicurazioni.
L’obiettivo della riforma è contrastare una pratica che, secondo le autorità polacche, sta generando un numero crescente di sinistri con veicoli privi di una reale copertura assicurativa, con conseguenze economiche anche per il sistema assicurativo nazionale.
Perché sempre più italiani scelgono le targhe polacche
Negli ultimi anni il costo della RC Auto è aumentato sensibilmente, soprattutto nelle province considerate più a rischio. In alcune città, assicurare uno scooter o un’automobile può comportare una spesa molto elevata, tanto da rendere conveniente cercare soluzioni alternative.
È proprio in questo contesto che si è diffuso il sistema delle targhe polacche. Il meccanismo, nella sua forma regolare, prevede la cancellazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico italiano, il trasferimento in Polonia per una nuova immatricolazione e il successivo rientro in Italia attraverso un contratto di noleggio a lungo termine.
Formalmente il proprietario del mezzo diventa una società estera, mentre l’automobilista italiano utilizza il veicolo come locatario. Questa soluzione sfrutta un vuoto normativo: la legge italiana vieta ai residenti di guidare stabilmente un’auto di proprietà estera senza immatricolarla in Italia, ma il divieto non si applica ai veicoli concessi in noleggio, purché la documentazione sia regolare.
Accanto a questa procedura, però, secondo quanto emerso, esistono anche pratiche completamente illegali, nelle quali i veicoli non transitano nemmeno dalla Polonia e vengono dotati direttamente di targhe estere attraverso canali irregolari.
Il problema dei risarcimenti e la risposta di Varsavia
Le criticità non riguardano soltanto il risparmio sulle assicurazioni. In caso di incidente, infatti, può risultare molto più complesso individuare il reale utilizzatore del veicolo e verificare l’effettiva esistenza della copertura assicurativa.
Quando un mezzo risulta privo di assicurazione, i risarcimenti vengono anticipati dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, che successivamente può rivalersi sull’organismo equivalente del Paese nel quale il veicolo è immatricolato.
Proprio questo aspetto ha acceso i riflettori in Polonia. Secondo i dati diffusi dal PBUK, l’ente che rappresenta gli assicuratori automobilistici polacchi, gli incidenti provocati in Italia da veicoli con targa polacca e senza assicurazione sarebbero aumentati sensibilmente tra il 2024 e il 2025, facendo crescere anche l’importo dei risarcimenti sostenuti dal sistema assicurativo polacco.
Per questo motivo il Ministero delle Infrastrutture di Varsavia sta lavorando a una riforma delle procedure di revisione dei veicoli. La novità principale sarebbe l’obbligo di documentare fotograficamente la presenza fisica dell’auto o della moto durante la revisione tecnica. L’obiettivo è impedire il rilascio di certificazioni a veicoli che, di fatto, non sono mai entrati nel territorio polacco.
Secondo il governo, questa prova documentale dovrebbe rendere molto più difficile ottenere immatricolazioni irregolari e limitare il fenomeno delle cosiddette “targhe di comodo”.
Cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi
Se la riforma entrerà in vigore, il sistema delle immatricolazioni polacche potrebbe diventare molto più rigoroso, riducendo le possibilità di ricorrere a procedure scorrette per abbassare il costo dell’assicurazione.
Nel frattempo, secondo quanto riportato, alcune agenzie starebbero già orientando i clienti verso altri Paesi dell’Europa orientale, come Repubblica Ceca e Bulgaria, dove le procedure risultano ancora più favorevoli. Resta però da capire se anche questi Stati decideranno di introdurre controlli più severi, seguendo l’esempio della Polonia.
La vicenda dimostra come un fenomeno nato per contenere i costi assicurativi sia ormai diventato una questione internazionale, destinata a coinvolgere non solo gli automobilisti, ma anche le autorità e i sistemi assicurativi dei Paesi interessati.