Diesel alle stelle negli Usa, supera per la prima volta i 6 dollari al gallone

Il diesel negli Stati Uniti raggiunge il record di 6,06 dollari al gallone, oltre il 63% in più rispetto a un anno fa. Pesano guerra con l'Iran e tensioni sulle forniture

Diesel alle stelle negli Usa, supera per la prima volta i 6 dollari al gallone
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Fabrizio Caratani
Pubblicato il 12 set 2026

Il diesel non era mai costato così tanto negli Stati Uniti. Il prezzo medio nazionale ha raggiunto 6,06 dollari al gallone, stabilendo un nuovo record e superando anche il picco toccato durante la crisi energetica del 2022. Un rincaro che rischia di avere conseguenze ben più ampie rispetto alla semplice spesa sostenuta dagli automobilisti alla stazione di servizio.

Il dato arriva dall’American Automobile Association (AAA) e fotografa una situazione particolarmente delicata per il mercato energetico americano. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, infatti, il prezzo del gasolio è aumentato di circa il 61%, una crescita che interessa direttamente trasporti, logistica e agricoltura.

Superato anche il record del 2022

La soglia dei 6 dollari ha soprattutto un forte valore simbolico. Il precedente massimo storico risaliva al 2022, quando il diesel americano aveva raggiunto 5,82 dollari al gallone in seguito alle forti tensioni sui mercati energetici provocate dall’invasione russa dell’Ucraina.

Quattro anni più tardi quel primato è stato superato. Con una media nazionale di 6,06 dollari, un gallone di gasolio costa circa 1,60 dollari al litro effettuando la semplice conversione tra le due unità di misura, prima naturalmente di considerare le profonde differenze fiscali esistenti tra Stati Uniti ed Europa.

Per comprendere meglio l’impatto sul portafoglio basta considerare un rifornimento da 20 galloni, pari a poco meno di 76 litri. Al prezzo medio attuale servono circa 121 dollari. L’aumento del 61% rispetto a dodici mesi fa significa quindi decine di dollari aggiuntivi per ogni pieno di queste dimensioni.

Perché il diesel aumenta

Dietro alla nuova impennata ci sono soprattutto le tensioni che stanno interessando l’offerta internazionale di carburanti. La guerra tra Stati Uniti e Iran ha contribuito a mettere sotto pressione i flussi energetici globali, mentre gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe hanno aggiunto un ulteriore elemento di instabilità.

Il problema del diesel, inoltre, non può essere valutato soltanto osservando il prezzo del petrolio greggio. Contano anche la capacità delle raffinerie, la disponibilità effettiva di prodotti raffinati, le scorte e l’equilibrio tra domanda interna ed esportazioni.

Ed è proprio qui che il record americano assume un’importanza particolare. Negli Stati Uniti il gasolio rappresenta uno dei carburanti fondamentali per il trasporto delle merci su strada. Un suo aumento può quindi riflettersi sui costi sostenuti dalle aziende per spostare prodotti e materie prime attraverso il Paese.

A pagare sono anche camion e agricoltura

A differenza della benzina, il diesel ha un peso particolarmente rilevante nelle attività produttive. Viene utilizzato dai camion, dai mezzi agricoli e da numerose macchine impiegate nell’industria e nelle costruzioni.

Un aumento così rapido può quindi produrre un effetto a catena. Se trasportare una merce costa di più, una parte dell’incremento può essere trasferita sui prezzi finali. Lo stesso vale per l’agricoltura, dove trattori e altre attrezzature devono continuare a lavorare indipendentemente dalle oscillazioni del carburante.

Il momento è particolarmente delicato anche dal punto di vista politico. Gli Stati Uniti si avvicinano alle elezioni di medio termine, previste tra meno di due mesi, e il costo dei carburanti rappresenta tradizionalmente uno degli indicatori economici più immediatamente percepiti dagli elettori.

Il superamento dei 6 dollari al gallone diventa così molto più di un record statistico. Se le tensioni sull’offerta dovessero continuare, il caro diesel potrebbe trasformarsi in un problema capace di coinvolgere trasportatori, imprese, agricoltori e, indirettamente, milioni di consumatori americani.

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