Stellantis porta il 6 cilindri Hurricane a 750 CV: trazione posteriore e cambio manuale
Il 3.0 biturbo Hurricane di Stellantis raggiunge 750 CV su due Dodge Charger da drift: via trazione integrale e automatico, arrivano trazione posteriore e cambio manuale
Stellantis mostra fin dove può arrivare il suo nuovo sei cilindri Hurricane. Il 3.0 biturbo utilizzato dalla Dodge Charger SIXPACK è stato portato a 750 CV su due particolari prototipi da drift, accompagnando l’incremento di potenza con due modifiche altrettanto interessanti: trazione esclusivamente posteriore e cambio manuale.
Le protagoniste sono Dodge Charger BOOST e RPM, realizzate per il drifting attraverso una collaborazione che coinvolge Dodge, Hemmings e Suppy’s Garage. Non anticipano una Charger di produzione e non rappresentano quindi una nuova versione destinata ai concessionari, ma permettono di osservare il potenziale del sei cilindri Stellantis quando vengono eliminati i vincoli di un modello stradale.
Da 550 a 750 CV senza elettrificazione
Il punto di partenza è il 3.0 Hurricane, sei cilindri in linea biturbo della famiglia GME che Dodge commercializza con la denominazione SIXPACK. Sulla Charger stradale, nella configurazione High Output, raggiunge 550 CV.
Sulle due vetture da drift si sale invece a 750 CV senza ricorrere a un sistema ibrido. Per raggiungere lo stesso risultato sono state percorse strade differenti. La Charger BOOST abbandona i due turbocompressori originali adottando un unico turbo di grandi dimensioni, mentre la RPM conserva lo schema biturbo, ma con una preparazione profondamente rivista.
Entrambe sono state presentate inizialmente al Roadkill Nights e sono tornate sotto i riflettori in occasione del GRIDLIFE Laguna Seca Festival, disputato dal 18 al 20 settembre 2026.
Via automatico e trazione integrale
L’intervento forse più curioso non riguarda però il motore. La Dodge Charger di serie abbina il SIXPACK alla trazione integrale e al cambio automatico, mentre sulle due auto da drift questa configurazione è stata completamente trasformata.
La potenza viene inviata soltanto alle ruote posteriori e al posto dell’automatico troviamo un cambio manuale. Per rendere possibile la conversione sono state realizzate specifiche campane della frizione e sono stati modificati diversi elementi della trasmissione.
Il risultato è una Charger moderna da 750 CV con tre pedali e leva del cambio, una combinazione ormai molto rara a questi livelli di potenza. Resta però fondamentale la distinzione: si tratta di vetture preparate appositamente e Dodge non ha annunciato una corrispondente versione stradale.
Più cavalli dei V6 Ferrari e Maserati
Il valore raggiunto dall’Hurricane diventa interessante anche confrontandolo, limitatamente alla potenza massima, con alcune meccaniche italiane molto più esclusive.
Il V6 Nettuno 3.0 della Maserati MCXtrema raggiunge 740 CV, mentre il V6 3.0 della Ferrari 296 GT3 Modificata arriva a 730 CV. Il sei cilindri in linea Stellantis, in queste configurazioni da drift, tocca invece quota 750 CV.
Il confronto deve fermarsi ai numeri: architettura, destinazione d’uso, sviluppo e caratteristiche dei tre propulsori sono profondamente differenti. Non significa quindi che l’Hurricane sia tecnicamente superiore ai motori Ferrari o Maserati, ma evidenzia quanto margine abbia dimostrato di possedere il 3.0 americano.
Un motore della famiglia GME
L’Hurricane appartiene alla famiglia Global Medium Engine, la stessa grande famiglia motoristica nella quale rientra il quattro cilindri 2.0 utilizzato anche da Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Questo legame rende inevitabilmente interessante il risultato ottenuto negli Stati Uniti, ma non significa che il sei cilindri sia destinato alle future Alfa Romeo.
Al momento non esiste infatti alcun annuncio ufficiale che preveda una Giulia o una Stelvio con Hurricane da 750 CV, tantomeno con cambio manuale. Le due Charger dimostrano però qualcosa di concreto: il nuovo sei cilindri Stellantis può essere spinto ben oltre i 550 CV della configurazione stradale, funzionare senza elettrificazione e venire associato a una trasmissione completamente diversa da quella prevista sulla vettura di serie. In questo caso, fino a creare una muscle car da drift da 750 CV, trazione posteriore e cambio manuale.