Ferrari Mondial, riemerge l'esemplare unico da un milione di dollari costruito nel 1987

Riemerge la Ferrari Mondial PPG Pace Car del 1987, un esemplare unico costato un milione di dollari, con carrozzeria speciale e motore V8 da 300 CV

Ferrari Mondial, riemerge l'esemplare unico da un milione di dollari costruito nel 1987
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 4 nov 2026

Una Ferrari da un milione di dollari, costruita nel 1987 per guidare le monoposto americane e poi scomparsa dai riflettori per decenni. Non è una delle celebri supercar di Maranello, ma una Ferrari Mondial PPG Pace Car, esemplare unico realizzato per il campionato CART Indy Car World Series.

La vettura è recentemente riemersa all’interno della Caretakers Collection, una raccolta americana dedicata ad automobili particolarmente rare. Il suo aspetto futuristico racconta un periodo nel quale le pace car non erano semplici vetture di produzione decorate con livree speciali, ma autentici laboratori di design e tecnologia.

Ferrari Mondial PPG Pace Car, un progetto da un milione di dollari

Negli anni Ottanta PPG, azienda specializzata in vernici e materiali industriali, sponsorizzava il campionato CART, all’epoca uno dei principali riferimenti delle competizioni automobilistiche americane. Per valorizzare la propria presenza, commissionò una serie di pace car esclusive, affidandone la realizzazione a diversi costruttori.

Tra queste figurava la Ferrari Mondial, trasformata nel 1987 con un investimento di un milione di dollari, equivalente a circa tre milioni attuali secondo la ricostruzione americana. La presentazione avvenne nell’ottobre dello stesso anno sul circuito di Laguna Seca, in California.

La partecipazione Ferrari risultava particolarmente insolita. Maranello era infatti legata principalmente alla Formula 1 e aveva abbandonato circa un anno prima un progetto destinato alle competizioni CART. La nuova pace car rappresentava quindi un’iniziativa distante dalle tradizionali attività sportive del Cavallino.

Carrozzeria futuristica e abitacolo in Kevlar

Per il design non venne coinvolta Pininfarina, allora responsabile delle linee delle Ferrari di produzione. Il progetto fu affidato all’I.DE.A. Institute di Torino, società italiana già impegnata in collaborazioni con il gruppo Fiat.

La trasformazione interessò profondamente la carrozzeria della Mondial. Il passo venne allungato, mentre il frontale e la parte posteriore ricevettero forme più aerodinamiche. Una particolare fascia con superficie scanalata attraversava le fiancate, creando continuità tra i nuovi elementi della carrozzeria.

Anche i dispositivi luminosi necessari al ruolo di pace car furono integrati nelle forme della vettura. Alcuni trovavano posto nelle strutture trasparenti attorno al cofano motore, conferendo alla Ferrari un aspetto decisamente sperimentale.

L’abitacolo venne completamente reinterpretato attraverso l’impiego di Kevlar e pelle scamosciata. Il volante era specifico, mentre la plancia raggruppava strumenti e comandi attorno al conducente, privilegiando la funzionalità durante l’impiego in circuito.

Il V8 da 300 CV e la seconda vita nella Caretakers Collection

La base meccanica era quella della Ferrari Mondial T, evoluzione della coupé presentata al Salone di Ginevra del 1980. Il modello adottava un motore V8 di 3,4 litri, capace nella configurazione stradale di sviluppare circa 300 CV.

Le prestazioni dichiarate per la Mondial T comprendevano un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 6,3 secondi e una velocità massima prossima ai 254 km/h. Non sono invece documentate con precisione tutte le modifiche meccaniche apportate all’esemplare speciale, sebbene il suo impiego richiedesse affidabilità e stabilità alle velocità sostenute.

La Ferrari svolse il ruolo di pace car dal 1988 al 1991, ma la sua carriera fu accompagnata da problemi di affidabilità. Terminata l’attività sportiva, rimase lontana dall’attenzione pubblica, mentre molte altre vetture della flotta PPG andarono perdute o furono demolite.

Oggi l’esemplare è conservato nella Caretakers Collection, accanto a rarità come una Tucker e uno dei dodici GM Futurliner costruiti. La sua riscoperta restituisce visibilità a una Ferrari profondamente diversa dalle altre: un esperimento stilistico nato per le piste americane, testimonianza di una stagione particolarmente creativa dell’automobilismo.

Ti potrebbe interessare: