Stellantis brevetta il portellone “da pick-up” per berline e compatte

Stellantis brevetta un portellone posteriore diviso in due che può aumentare il piano di carico di berline e hatchback

Stellantis brevetta il portellone “da pick-up” per berline e compatte
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Renato Terlisi
Pubblicato il 13 ago 2026

Trasformare temporaneamente una normale berlina o hatchback in un’auto capace di trasportare oggetti lunghi e ingombranti, senza dover passare a un pick-up o a un veicolo commerciale. È l’idea alla base di un nuovo brevetto depositato da Stellantis in Francia, che descrive un particolare portellone posteriore suddiviso in due sezioni.

La soluzione punta soprattutto sulla versatilità. La parte inferiore può essere abbassata come la sponda di un pick-up, creando un’estensione del piano di carico. Quella superiore, invece, può ruotare molto più del normale fino a raggiungere il tetto della vettura.

Sulla carta, il sistema permetterebbe quindi di sfruttare diversamente il bagagliaio di automobili che normalmente hanno maggiori limitazioni nel trasporto di oggetti voluminosi. C’è però un punto importante: si tratta per ora di un brevetto. Non significa quindi che Stellantis abbia già deciso di portare questa soluzione su un futuro modello di produzione.

Come funziona

Il concetto parte dalla divisione del portellone in due elementi indipendenti. La sezione inferiore potrebbe aprirsi verso il basso fino a raggiungere una posizione sostanzialmente orizzontale. Una configurazione simile a quella della sponda posteriore di un pick-up, che permetterebbe di prolungare fisicamente la superficie disponibile dietro l’auto.

Il vantaggio diventerebbe evidente quando bisogna trasportare tavole, mobili smontati, attrezzature o altri oggetti particolarmente lunghi. Il carico potrebbe estendersi oltre il normale limite del bagagliaio, sfruttando la parte inferiore del portellone come prosecuzione del piano. È però la metà superiore a rappresentare l’elemento più curioso del progetto.

Secondo quanto mostrato nei disegni del brevetto, questa sezione potrebbe compiere una rotazione molto ampia, arrivando ad appoggiarsi sopra il tetto. Una volta raggiunta la posizione prevista, sarebbe mantenuta ferma attraverso uno specifico sistema di fissaggio composto da una barra e un anello. In questo modo l’intera zona posteriore rimarrebbe sostanzialmente aperta, aumentando le possibilità di carico rispetto a quelle offerte da un portellone tradizionale.

Una berlina potrebbe diventare più versatile

L’obiettivo sembra essere quello di aumentare la praticità di berline e hatchback senza modificare completamente la loro impostazione. Negli ultimi anni SUV e crossover hanno conquistato una parte importante del mercato anche grazie alla percezione di una maggiore versatilità. Un sistema di questo tipo potrebbe offrire alle carrozzerie più tradizionali una funzione aggiuntiva, da utilizzare soltanto quando necessario.

Una volta terminato il trasporto, infatti, le due sezioni tornerebbero nella posizione originale e l’auto manterrebbe le caratteristiche di una normale vettura. Naturalmente tra un disegno brevettuale e un sistema pronto per la produzione esistono diverse difficoltà tecniche.

Le cerniere dovrebbero consentire movimenti molto più ampi rispetto a quelli di un normale portellone. Servirebbero inoltre ammortizzatori adeguati e soprattutto un meccanismo di bloccaggio sufficientemente robusto da mantenere gli elementi nella posizione prevista. Ci sarebbe poi da gestire correttamente il carico sporgente e rispettare le relative norme di sicurezza durante la circolazione.

Il problema dell’aerodinamica, soprattutto sulle elettriche

Un altro elemento da considerare riguarda l’aerodinamica. Viaggiare con una parte del portellone ripiegata sul tetto cambierebbe inevitabilmente il modo in cui l’aria scorre attorno alla carrozzeria.

L’effetto potrebbe tradursi in un aumento della resistenza aerodinamica e quindi dei consumi. Il problema diventerebbe ancora più evidente su un’auto elettrica, dove una maggiore richiesta di energia può ridurre l’autonomia disponibile.

Per questo una configurazione simile appare più adatta a utilizzi occasionali e a spostamenti relativamente brevi che a lunghi viaggi con il portellone in questa posizione. Rimane infine da capire se Stellantis trasformerà davvero il brevetto in un componente di serie. Le Case automobilistiche registrano continuamente nuove soluzioni tecniche e soltanto una parte arriva effettivamente sul mercato.

L’idea, comunque, mostra una strada interessante: invece di aumentare necessariamente le dimensioni dell’auto, si può provare a rendere più sfruttabile lo spazio già disponibile. Per chi utilizza una berlina o una compatta ma occasionalmente deve trasportare oggetti ingombranti, un portellone di questo tipo potrebbe rappresentare una soluzione decisamente particolare.

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