Ferrari Luce, ora arriva la parte più dura: rivelare gli esterni

Scopri la Ferrari Luce: porta Ferrari nell'era elettrica con 122 kWh, quattro motori, oltre 1000 cavalli, porte coach e 329 miglia di autonomia. Svelamento maggio 2026

Ferrari Luce, ora arriva la parte più dura: rivelare gli esterni
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 feb 2026

L’attesa è palpabile: il debutto del primo modello completamente elettrico firmato Ferrari rappresenta una svolta epocale per la casa di Maranello e per tutto il settore automotive. Si chiama Luce e il suo arrivo ufficiale è previsto per maggio 2026. Con numeri che fanno sognare — oltre 1000 cavalli di potenza, uno scatto 0-100 km/h in meno di 2,5 secondi, batteria da 122 kWh e un’autonomia dichiarata di 530 chilometri — questa vettura segna il nuovo corso del Cavallino Rampante, pronto a ridefinire il concetto di sportività in chiave sostenibile.

Un design avvolto dal mistero, ma già promettente

Nonostante il pesante camuffamento dei prototipi immortalati durante i test su strada, le linee della Luce emergono nette e decise, con un profilo basso e filante che richiama la tradizione delle gran turismo sportive, pur sposando l’innovazione. La carrozzeria si distingue per una configurazione a quattro porte, con le posteriori a farfalla, una soluzione che trae ispirazione diretta dal Purosangue, il crossover che ha segnato l’apertura di Ferrari verso nuove tipologie di vetture. Questa scelta, oltre a offrire un accesso facilitato a bordo e una migliore fruibilità degli spazi, testimonia l’attenzione riservata all’ergonomia e alla praticità, senza sacrificare l’eleganza e l’aerodinamica che contraddistinguono il brand. L’impegno per l’ottimizzazione della deportanza e del raffreddamento termico rimane centrale nel progetto, a conferma della volontà di mantenere altissime le prestazioni anche in assenza del classico motore termico.

Abitacolo: tradizione Ferrari e minimalismo tecnologico

All’interno, la Luce rappresenta la perfetta sintesi tra l’artigianalità storica del marchio e un nuovo minimalismo hi-tech. La firma dello studio LoveFrom, guidato dal celebre designer Jony Ive, ex mente creativa di Apple, è evidente nella cura dei dettagli e nell’approccio essenziale ma sofisticato degli interni. La plancia è interamente orientata al conducente, con materiali di pregio che esaltano la sensorialità tattile e una disposizione dei comandi ridotta all’essenziale, ma studiata per offrire la massima funzionalità. Tra le soluzioni più innovative spicca lo schermo infotainment montato su giunto sferico, che consente di regolare facilmente l’inclinazione, mentre il volante integra manopole dedicate alle modalità di guida, regalando al pilota un controllo totale e intuitivo. Sul tetto, un pannello multifunzione gestisce fari, sbrinatore e persino la funzione launch control, a sottolineare la volontà di coniugare comfort, sicurezza e performance.

Cuore tecnologico: batteria da 122 kWh e quattro motori intelligenti

La vera rivoluzione della Ferrari elettrico si cela sotto la scocca: una batteria da 122 kWh alimenta quattro motori, uno per ogni ruota, garantendo così trazione integrale e una gestione dinamica senza precedenti. Questo schema permette di controllare in modo indipendente la coppia su ciascuna ruota, assicurando prestazioni di altissimo livello e una risposta su strada precisa e personalizzabile. La tecnologia avanzata consente di mantenere intatto il DNA prestazionale del Cavallino, anche nella transizione verso la mobilità sostenibile. Restano tuttavia da verificare alcuni aspetti cruciali, come il peso complessivo della vettura, la gestione della temperatura in condizioni estreme e l’equilibrio tra comfort e rigidità, elementi che saranno determinanti per decretare il successo del modello.

La sfida emozionale: guidare una Ferrari senza il rombo

Per Ferrari, la scelta di puntare sull’elettrico non è solo una risposta alle normative ambientali sempre più stringenti, ma una strategia lungimirante per intercettare la crescente domanda di mobilità a zero emissioni. Tuttavia, la sfida più grande sarà quella di preservare l’emozione di guida che ha reso il marchio unico al mondo: il suono, la reattività, la sensazione di essere un tutt’uno con la macchina. L’assenza del tradizionale rombo del motore a combustione suscita scetticismo tra i puristi, ma gli analisti concordano: il 2026 rappresenterà un momento cruciale per il Cavallino Rampante, chiamato a dimostrare che l’elettrificazione può andare di pari passo con l’adrenalina e il piacere di guida tipici del brand.

Per ora, i dettagli su prezzo, volumi produttivi e dotazioni restano top secret. Ma una cosa è certa: la Luce si candida a essere non solo una rivoluzione tecnica, ma anche un nuovo simbolo di eccellenza e innovazione nel panorama delle supercar. L’attesa è appena iniziata, e il futuro di Ferrari è pronto a illuminarsi di nuova energia.

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