Chrysler, c'è un problema chiamato Pacifica: gli showroom ne sono pieni
Chrysler registra oltre 200 giorni di inventario per la Pacifica; incentivi fino a 3.500$ e ritardi sul crossover elettrico mettono in crisi concessionari e il posizionamento del marchio
Il panorama automobilistico statunitense vede una delle sue protagoniste storiche, Chrysler, affrontare una delle fasi più critiche degli ultimi anni. All’inizio del 2026, il marchio di casa Stellantis si trova al centro di una tempesta perfetta: scorte ai massimi storici, una gamma che fatica a rinnovarsi e un mercato sempre più orientato verso modelli elettrificati e soluzioni di mobilità alternative. In questo scenario, la capacità di reagire rapidamente diventa una questione di sopravvivenza commerciale e di credibilità agli occhi dei clienti e degli investitori.
Inventario alle stelle e stock che soffoca la rete
Il cuore della crisi risiede nell’inventario che, secondo le ultime rilevazioni, ha raggiunto livelli allarmanti: oltre 200 giorni di fornitura per i modelli di punta come Pacifica e le sue varianti. Questo dato è più del doppio rispetto alla media nazionale, fissata a 98 giorni da Cox Automotive. I concessionari si ritrovano così a gestire piazzali colmi di veicoli, con costi di stoccaggio che si accumulano mese dopo mese e una pressione crescente per liberare spazio e risorse.
Vendite USA: numeri che non bastano
Nonostante il ricorso a generosi incentivi, la situazione delle vendite USA non offre segnali di ripresa sostanziale. Nel 2025, le consegne combinate di Pacifica e Voyager si sono fermate a 126.373 unità, segnando un timido +1% rispetto all’anno precedente. Una crescita minima, che si è rivelata del tutto insufficiente per intaccare le montagne di veicoli invenduti. Le promozioni, con sconti fino a 3.500 dollari e prezzi base appena sopra i 41.000 dollari, hanno rappresentato un’arma a doppio taglio: se da un lato hanno aiutato a mantenere vivo l’interesse, dall’altro hanno eroso i margini di profitto e rischiano di danneggiare la percezione del marchio se protratte nel tempo.
Il mercato cambia: minivan in affanno, clienti in fuga
Il contesto generale si è fatto ancora più difficile a causa di una contrazione complessiva delle immatricolazioni: gennaio 2026 ha visto solo 845.216 nuove targhe, segnando un calo del 22% rispetto a dicembre, complice anche un inverno particolarmente rigido. Ma la sfida più grande è rappresentata dal mutamento delle preferenze dei consumatori. Il segmento dei minivan, da sempre territorio di caccia privilegiato per Chrysler, si sta restringendo, mentre cresce la domanda di SUV, crossover e soluzioni più versatili, specialmente tra i clienti più giovani e attenti alle nuove tecnologie.
Stellantis cerca soluzioni, ma l’elettrico è in ritardo
Per rispondere alla crisi, Stellantis ha messo in cantiere un restyling significativo della Pacifica previsto per la prima metà del 2026. L’aggiornamento porterà novità estetiche e miglioramenti tecnologici, nel tentativo di restituire appeal a un modello ormai maturo. Tuttavia, il vero salto di qualità – rappresentato dal tanto atteso crossover elettrico – tarda ad arrivare. I continui rinvii di questo progetto lasciano Chrysler ancorata alle motorizzazioni tradizionali, proprio mentre il mercato premia l’innovazione e l’elettrificazione.
Concessionari sotto pressione e strategie future
Nel frattempo, i concessionari denunciano margini sempre più sottili e costi di gestione in aumento a causa delle giacenze invendute. La tensione tra la rete commerciale e la casa madre cresce, mentre si moltiplicano le richieste di nuove strategie e modelli più in linea con le tendenze di mercato. Gli analisti sono concordi: senza un ampliamento deciso della gamma, l’introduzione di tecnologie alternative e una presenza più aggressiva nei segmenti in crescita, il rischio di ulteriori squilibri operativi è elevato.
Conclusioni: il tempo stringe per Chrysler
La vicenda di Chrysler mette in luce quanto sia rischioso rimanere ancorati a una gamma limitata e quanto sia penalizzante gestire con ritardo la transizione verso l’elettrico. Pur potendo contare sulle risorse di Stellantis, la vera sfida sarà tradurre le strategie in prodotti desiderabili in tempi rapidi. In un mercato in continua evoluzione, dove le vendite USA premiano chi sa innovare e anticipare le esigenze dei consumatori, il tempo per recuperare terreno si fa sempre più ristretto.