Auto elettriche al freddo, quelle che conservano più autonomia
Un test in Cina su 67 modelli mostra come le basse temperature riducano l'autonomia delle auto elettriche e aumentino il consumo energetico, con Xpeng P7 e Tesla tra i migliori
Il freddo intenso rappresenta un vero banco di prova per le auto elettriche, mettendo a dura prova la loro efficienza e la praticità d’uso quotidiano. Un recente e approfondito test invernale, condotto in Cina su ben 67 modelli, ha rivelato come le temperature comprese tra -10°C e -25°C possano ridurre drasticamente le prestazioni delle vetture a batteria. In queste condizioni estreme, le differenze tra i vari modelli emergono in modo evidente, offrendo spunti interessanti sia per i costruttori sia per gli automobilisti che intendono orientarsi nel mercato delle vetture a zero emissioni.
Un’autonomia che si dimezza sotto zero
Il dato più eclatante che emerge dallo studio riguarda l’autonomia: molti veicoli elettrici, infatti, vedono il proprio raggio d’azione ridursi fino al 50% rispetto ai valori dichiarati nei cicli di omologazione. A guidare la classifica dei modelli più resilienti troviamo la Xpeng P7, capace di mantenere il 53,9% dell’autonomia nominale e percorrere 366,7 km anche con il termometro abbondantemente sotto lo zero. Subito dopo si posizionano la Yangwang U7 e la Zeekr 001, mentre la Tesla Model 3 conquista il quarto posto con il 48% di autonomia residua, confermando che una progettazione accurata può fare la differenza anche in condizioni avverse.
Le cause del calo prestazionale: riscaldamento e gestione termica
Le ragioni di questa drastica riduzione dell’autonomia sono molteplici e strettamente interconnesse. Innanzitutto, le batterie soffrono fisiologicamente le basse temperature, perdendo efficienza e capacità di accumulo. Tuttavia, il vero responsabile dell’aumento del consumo energetico è il riscaldamento dell’abitacolo, seguito dai sistemi di gestione termica del pacco batterie e dall’incremento della resistenza al rotolamento dovuto agli pneumatici invernali.
Un elemento determinante è la qualità della gestione termica integrata nei diversi modelli: le vetture dotate di pompe di calore e sistemi di preriscaldamento della batteria riescono a contenere meglio le perdite, mantenendo prestazioni più stabili anche quando il clima si fa rigido.
Consumi reali: le compatte in vantaggio
Se si analizza il consumo energetico per 100 km, la classifica cambia prospettiva: sono i modelli più compatti a primeggiare. La BYD Seagull e la Geely Xingyuan, ad esempio, registrano consumi pari a 23,5 kWh/100 km, seguite dalla BYD Seal 06 con 24,6 kWh/100 km e dalla Tesla Model 3 con 24,9 kWh/100 km. Da notare che la Xpeng P7, pur mantenendo un’autonomia superiore, fa segnare un consumo leggermente più elevato: 26,9 kWh/100 km.
Questi dati sottolineano come la progettazione e la gestione energetica siano fattori chiave, soprattutto quando le condizioni climatiche diventano particolarmente sfidanti.
Pianificazione e strategie per affrontare il freddo
Per chi utilizza auto elettriche in climi rigidi, il cambio di prospettiva è inevitabile: l’autonomia reale può scendere a meno della metà rispetto ai valori ufficiali, costringendo a pianificare con attenzione le soste di ricarica e a lasciare margini di sicurezza più ampi nei viaggi lunghi. I costruttori raccomandano di sfruttare il preriscaldamento programmato durante la carica, di monitorare attentamente lo stato di carica della batteria e di adottare sistemi a pompa di calore per ridurre il ricorso al riscaldamento resistivo, particolarmente energivoro.
Sul fronte tecnologico, i produttori cinesi stanno investendo in nuove chimiche di batteria e in soluzioni termiche sempre più sofisticate, nel tentativo di minimizzare le perdite stagionali e offrire ai clienti dati più trasparenti sulle prestazioni in condizioni reali. Una curiosità emersa dallo studio riguarda le versioni a trazione integrale (AWD): sebbene consumino più energia, spesso possono contare su una gestione termica superiore che, in certi casi, limita le perdite di autonomia rispetto alle versioni a due ruote motrici.
Implicazioni per il mercato europeo e consigli pratici
Anche se il test è stato realizzato secondo gli standard cinesi, le sue conclusioni interessano direttamente anche i mercati europei e nordici, dove le basse temperature sono la norma per diversi mesi all’anno. Il divario tra i dati di omologazione e le prestazioni reali si conferma una questione centrale: chi acquista un’auto elettrica dovrebbe valutare non solo l’autonomia dichiarata, ma anche la presenza di dotazioni per la gestione termica e le prove indipendenti in condizioni invernali.
Nella pratica quotidiana, è fondamentale preriscaldare abitacolo e batteria durante la ricarica, mantenere la batteria in un intervallo di carica ottimale, scegliere pneumatici adeguati e pianificare i viaggi lasciando ampi margini di sicurezza. Uno stile di guida fluido e l’uso parsimonioso degli accessori aiutano a contenere il consumo energetico.
Conclusioni: attenzione ai dettagli per un elettrico efficiente
Il quadro delineato dallo studio è chiaro: il passaggio alle auto elettriche richiede un’attenzione particolare sia nella progettazione sia nelle abitudini di utilizzo, soprattutto in inverno. Tuttavia, modelli come la Xpeng P7 e la Tesla Model 3 dimostrano che, con le giuste scelte tecniche, efficienza e prestazioni possono restare competitive anche in condizioni difficili. La trasparenza sui dati reali e la continua evoluzione tecnologica saranno le chiavi per una mobilità elettrica davvero sostenibile e affidabile, in ogni stagione.