Lancia Flavia: la nostra visita alla galleria del vento di Orbassano

Lancia Flavia

Sono gli stessi uomini Lancia a vivere la situazione con una punta d’ironia. “Qualche tempo fa ci davano tutti per spacciati. Ora invece possiamo contare su una gamma di vetture ampia e ben articolata”. La nuova Flavia rappresenta l’apice dell’offerta, il modello per certi versi più inaspettato ed imprevisto, di chiara origine americana ma non per questo indigesto agli automobilisti europei. In Lancia ammettono però con altrettanta sincerità che la Flavia è una vettura da piccoli numeri, quasi “a scadenza” visto che il suo ciclo vitale non rispetterà i canonici sei anni. Potremmo quindi definire la Flavia come un’opportunità da cogliere, dal ridotto impegno economico – in virtù dei suoi natali Chrysler –, con l’obiettivo di garantirsi la presenza nel segmento delle ampie cabriolet a quattro posti: automobili non certo di volume ma d’immagine.

Per questo motivo Lancia ha deciso di proporre una versione unica, praticamente obbligata, disponibile di serie con quanto più si possa chiedere: l’equipaggiamento prevede ESP, cerchi in lega da 18 pollici, climatizzatore automatico, controllo pressione dei pneumatici, cruise control, Keyless Entry, sedili riscaldabili e regolabili elettricamente ed il sistema d’intrattenimento UConnect, comprensivo di navigatore satellitare, connessione USB e Bluetooth e hard disk da 40 GB. Abbiamo partecipato ieri ad un primo assaggio statico, organizzato nel luogo in cui meglio valutare la bontà di una vettura scoperta: la galleria del vento Fiat, ad Orbassano (Torino), una fra le prime al mondo ed in funzione ormai da 37 anni.

In queste condizioni è stato possibile valutare la notevole protezione dall’aria, “sputata” a velocità crescenti da 40 km/h fino a 180 km/h. Il parabrezza spiovente ed arcuato garantisce un’ottima protezione, sia a finestrini aperti che chiusi, condizione nella quale è possibile discorrere (senza urlare) fino a 130 km/h. La presenza del un frangivento elimina tutti i vortici provenienti dalla parte posteriore. Da valutare solo la visibilità di 3/4 anteriore, in parte limitata dai montanti obliqui. Per un ulteriore responso dovremo attendere fino ad inizio giugno, quando verrà organizzato il tradizionale “porte aperte” e sarà possibile guida l’auto su strada.

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La Flavia deriva come noto dalla Chrysler 200 Cabriolet, di cui mantiene le generose dimensioni: misura infatti 4.9 metri in lunghezza, 1.8 in larghezza ed 1.4 in altezza. Non ripropone tuttavia la variante del tetto in tela o rigido. I tecnici Lancia hanno rinunciato a quest’ultima soluzione per non accrescere ulteriormente il prezzo di listino – in verità poco aggressivo (37.900 euro) – e per non smentire i numeri di vendita, che a livello europeo sono appannaggio della capote in tela piuttosto che del meccanismo rigido. Le differenze fra la Flavia e la 200 Cabriolet sono poi riservate alla componentistica. Vengono ora utilizzate pinze freno più aggressive e sospensioni dall’impostazione meno turistica, ma i principali interventi sono d’ogni modo riservati all’abitacolo: vengono introdotti pellami di maggior qualità su sedili e plancia, materiali più curati ed accostamenti cromatici bicolore.

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Lancia posiziona la sua cabriolet nel segmento occupato dalla Volvo C70, un gradino più in basso rispetto alle proposte della triade tedesca. Non c’è quindi la presunzione di considerarsi avversario diretto, anche per via delle inevitabili carenze nell’offerta: la Flavia è disponibile in versione e motorizzazione unica, con due sole vernici (Bright White e Mineral Grey), due tonalità per l’abitacolo (nero e bicolore nero/bianco) ed una tinta per il soft top (nero). Sotto il cofano non sono previsti motori a gasolio ma solo il benzina 2.4 da 1705 CV, abbinato al cambio automatico a sei rapporti con possibilità di funzionamento manuale.

La galleria del vento


I test aerodinamici delle automobili Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati vengono svolti ad Orbassano, cittadina dell’hinterland torinese, dove sorge uno fra i centri sviluppo del gruppo FGA. Nella pancia di uno dei tanti ed anonimi capannoni trova spazio la galleria del vento, ovvero – ma lo saprete già – un luogo dove studiare l'influenza dell'aerodinamica e dell'aeroacustica su veicoli e componenti di un’automobile. La struttura venne realizzata 37 anni fa ed aggiornata completamente nel 2000, quando furono introdotte le più recenti tecnologie di misura. Il tunnel prevede un’area d’uscita del getto pari a 31m² ed utilizza una ventola con 10 pale e diametro di 9 metri, azionata da un motore elettrico con quasi 2 MW di potenza. Si possono quindi raggiungere velocità del vento superiori a 200 km/h. L’auto viene collocata sopra una piattaforma girevole così da valutare anche l’incidenza del vento laterale.

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