Stellantis, ritorno al passato per le sospensioni posteriori
Stellantis brevetta una soluzione con molle a balestra longitudinali per le sospensioni posteriori: perno in T e molla supplementare aumentano l'escursione migliorando comfort e packaging
Nel panorama dell’innovazione automobilistica, spesso il progresso nasce dal recupero e dalla reinterpretazione di soluzioni tecniche apparentemente superate. È il caso di Stellantis, colosso internazionale dell’automotive, che ha recentemente depositato un brevetto destinato a riaccendere i riflettori su una tecnologia storica: le molle a balestra applicate alle sospensioni posteriori. L’obiettivo? Ridurre drasticamente il numero di componenti meccanici, semplificare la catena di montaggio, abbattere i costi produttivi e alleggerire il peso complessivo dei veicoli, soprattutto quelli elettrici, dove ogni grammo risparmiato può fare la differenza.
I vantaggi di questa soluzione
La chiave dell’innovazione risiede in una staffa brevettata, caratterizzata da una particolare fessura a T. All’interno di questa scanalatura trova alloggio il perno della balestra longitudinale: durante la guida ordinaria, il perno resta ancorato nella parte inferiore della T, garantendo stabilità e controllo. Tuttavia, quando le sollecitazioni sull’asse aumentano, entra in gioco una piccola molla supplementare che permette al perno di scorrere lungo la gola della fessura. Il risultato è un incremento dell’escursione verticale della balestra di almeno 25 millimetri, un valore considerevole che promette di migliorare sensibilmente il comfort di marcia su superfici irregolari e dissestate.
Le molle a balestra rappresentano una delle soluzioni più longeve nel settore automobilistico, utilizzate da decenni soprattutto su veicoli commerciali e mezzi pesanti grazie alla loro robustezza e convenienza. Tuttavia, nelle automobili moderne erano state progressivamente abbandonate a favore di sistemi più sofisticati, come le sospensioni a molle elicoidali o i complessi assetti multilink, capaci di offrire una migliore qualità di guida e un maggiore comfort. Solo alcune eccezioni di rilievo, come la Chevrolet Corvette pre-C8 e alcune versioni della Volvo XC90, hanno continuato a sperimentare varianti trasversali delle balestre, principalmente per motivi di ottimizzazione degli spazi interni e di comportamento dinamico.
Una svolta radicale
La proposta di Stellantis segna però una svolta radicale: la scelta di disporre le balestre in senso longitudinale, cioè parallele alla direzione di marcia, libera prezioso spazio laterale e semplifica enormemente la struttura delle sospensioni posteriori. Vengono così eliminati i tradizionali bracci di controllo superiori e inferiori, con una cascata di benefici: meno componenti, peso ridotto, costi di produzione più bassi e una manutenzione decisamente più semplice. Per i veicoli elettrici, dove la compattezza e la leggerezza sono priorità assolute, una soluzione così razionale e compatta può rappresentare un’opportunità davvero interessante.
Nonostante i numerosi vantaggi potenziali, il ritorno della balestra longitudinale sulle auto di serie dovrà però superare diversi ostacoli tecnici. Gli ingegneri sono chiamati a sottoporre il sistema a severi test di rigidità laterale, controllo dell’angolo di camber, isolamento acustico e vibrazionale. Non meno importante sarà la valutazione della sicurezza complessiva, della resistenza sotto carichi ciclici e della risposta del veicolo nelle manovre più critiche. Solo dopo aver superato queste prove si potrà avviare la fase di negoziazione normativa e valutare la reale compatibilità con le piattaforme attualmente in uso dal gruppo.
Nuove esigenze
È bene ricordare che l’industria automobilistica ha spesso riscoperto soluzioni del passato per rispondere a nuove esigenze tecniche e produttive. Oggi, la pressione verso l’alleggerimento dei veicoli e la semplificazione degli assemblaggi spinge costruttori e fornitori a privilegiare componenti semplici, robusti e leggeri, soprattutto nei modelli a batteria dove l’ottimizzazione degli spazi e dei consumi è fondamentale per mantenere la competitività e i margini di guadagno.
Dal punto di vista industriale, l’adozione su larga scala di questa soluzione potrebbe generare significative economie di materiali e tempi di assemblaggio. Tuttavia, il giudizio finale spetterà ai consumatori: se il maggiore escursione delle sospensioni si tradurrà in una qualità di marcia realmente superiore, il mercato potrebbe accogliere con entusiasmo l’innovazione. In caso contrario, la soluzione potrebbe restare confinata a nicchie specifiche o trovare spazio principalmente nel segmento dei veicoli commerciali.
Non vuol dire che arriverà
Va sottolineato che il deposito di un brevetto non equivale automaticamente all’arrivo di una tecnologia in produzione: spesso serve a tutelare il know-how strategico dell’azienda, senza che tutte le idee si trasformino necessariamente in prodotti di serie. Resta dunque incerto se e quando la balestra longitudinale firmata Stellantis verrà adottata su larga scala.
Quello che è certo è il messaggio lanciato dal gruppo: le tecnologie consolidate del passato possono essere reinterpretate e modernizzate per affrontare le sfide della mobilità del futuro. Per ora si tratta di una promettente speculazione tecnica, ma saranno la strada e i numeri di produzione a decretare il reale valore di questa innovazione.