Esami patente truccati, scoperto sistema con telecamere nascoste

A Trieste scoperta rete di frode alle patenti con microcamere e auricolari. 106 indagati, 11 ipotesi di associazione, Ministero pronto a bloccare frequenze sospette per tutelare sicurezza stradale

Esami patente truccati, scoperto sistema con telecamere nascoste
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 mag 2026

Un vero e proprio sistema organizzato per superare illegalmente gli esami della patente. È quanto avrebbe scoperto la Procura di Trieste nell’ambito di una maxi indagine che coinvolge il Veneto e che vede attualmente 106 persone indagate. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero due presunti gruppi criminali specializzati nell’aiutare i candidati a superare la prova teorica attraverso sofisticati sistemi elettronici.

Secondo gli investigatori, il meccanismo era tanto semplice quanto efficace: i candidati si presentavano agli esami con dispositivi nascosti addosso, capaci di trasmettere all’esterno le immagini dei quiz ministeriali e ricevere in tempo reale le risposte corrette tramite auricolari invisibili.

Microcamere nei vestiti e suggerimenti a distanza

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trieste e condotta dalla Polizia di Stato, avrebbe ricostruito un sistema illecito attivo almeno dal 2023.

Il metodo utilizzato dai candidati era particolarmente sofisticato. Alcuni avrebbero indossato microtelecamere nascoste nei bottoni delle camicie o tra gli indumenti, puntate direttamente sui monitor utilizzati durante il quiz teorico della patente.

Le immagini venivano trasmesse all’esterno a complici che, una volta visualizzate le domande, inviavano le risposte corrette attraverso auricolari miniaturizzati praticamente invisibili. In questo modo i candidati potevano completare l’esame senza conoscere realmente il Codice della Strada.

Gli investigatori stanno cercando di capire quante sessioni siano state alterate e quante patenti possano essere state ottenute illegalmente grazie a questo sistema.

Compensi fino a 7.000 euro per superare l’esame

Secondo quanto emerso dalle indagini, il presunto business delle patenti truccate avrebbe generato guadagni molto elevati per gli organizzatori. I candidati avrebbero pagato cifre comprese tra 1.000 e 7.000 euro per ricevere supporto durante l’esame teorico. Una tariffa variabile in base alla complessità dell’operazione e probabilmente anche alle garanzie offerte dall’organizzazione.

Gli investigatori hanno sequestrato smartphone e materiale elettronico, analizzando poi tabulati telefonici e comunicazioni che avrebbero permesso di ricostruire numerosi episodi di frode. Tra i reati contestati figura la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, ma le accuse potrebbero ampliarsi man mano che le verifiche proseguiranno.

Nel mirino la sicurezza stradale

Il caso sta facendo molto discutere perché riguarda direttamente la sicurezza sulle strade. Ottenere una patente senza conoscere realmente le regole di guida significa infatti mettere potenzialmente in circolazione conducenti impreparati.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che più preoccupa il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, intenzionato ora a rafforzare i controlli nelle sedi della Motorizzazione. Tra le soluzioni allo studio ci sarebbero strumenti tecnologici capaci di rilevare e bloccare frequenze sospette durante le sessioni d’esame. In pratica sistemi anti-trasmissione che potrebbero impedire l’utilizzo di microcamere, auricolari wireless e altri dispositivi elettronici nascosti.

L’obiettivo è aumentare il livello di sicurezza informatica e ridurre il rischio di nuove frodi durante gli esami teorici.

Le truffe agli esami patente non sono un caso isolato

Negli ultimi anni le forze dell’ordine hanno già scoperto diversi tentativi di aggirare gli esami della patente attraverso tecnologie sempre più avanzate. Mini auricolari invisibili, telecamere microscopiche e dispositivi wireless sono diventati strumenti relativamente facili da reperire online, spesso utilizzati proprio per tentare di superare concorsi o prove ufficiali.

La differenza, in questo caso, è la dimensione dell’inchiesta. Il numero elevato di persone coinvolte lascia pensare a un sistema ben organizzato e strutturato, con ruoli precisi tra chi forniva supporto tecnico e chi gestiva i candidati.

Ora si rischiano revoche e nuove verifiche

Uno degli aspetti più delicati riguarda il futuro delle patenti ottenute attraverso questi presunti sistemi illeciti. Se le accuse dovessero essere confermate, potrebbero scattare revoche delle licenze di guida e nuove verifiche sui candidati coinvolti.

Nel frattempo le indagini proseguono per identificare eventuali altri complici e capire se il sistema fosse attivo anche in altre regioni italiane. La vicenda riporta inoltre al centro il tema della sicurezza e dell’affidabilità degli esami per la patente, soprattutto in un momento in cui il Codice della Strada è sempre più severo su distrazioni, alcol e comportamenti pericolosi alla guida.

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