Telecamere anti smartphone, la sperimentazione è un successo

L'introduzione dei focusflitsers nei Paesi Bassi ha portato a 248.020 multe nel 2025 e a 90 milioni di euro di gettito. In Italia l'adozione è parziale ma cresce l'attenzione su TruCam e Tutor evoluti

Telecamere anti smartphone, la sperimentazione è un successo
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Giorgio Colari
Pubblicato il 17 feb 2026

Negli ultimi dodici mesi, la lotta contro la sicurezza stradale nei Paesi Bassi ha registrato una svolta significativa grazie all’introduzione di telecamere intelligenti capaci di individuare e sanzionare l’uso dello smartphone alla guida. Il bilancio è impressionante: da 154.408 a 248.020 multe per l’uso dello smartphone nel passaggio dal 2024 al 2025, con un gettito complessivo di circa 90 milioni di euro. Un salto quantitativo che riflette non solo la maggiore efficacia dei controlli, ma anche l’impatto dei nuovi strumenti tecnologici come i focusflitsers, responsabili da soli di oltre 73.000 sanzioni.

Come funzionano

Il funzionamento dei focusflitsers è tanto innovativo quanto diretto: grazie all’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale e avanzate tecniche di riconoscimento visivo, questi dispositivi riescono a cogliere posture anomale dei conducenti e la presenza di telefoni nelle mani. Il successo di queste telecamere intelligenti ha spinto le autorità olandesi a pianificare l’installazione di ben 50 unità distribuite strategicamente sull’intero territorio nazionale, intensificando la sorveglianza e la prevenzione.

Secondo le amministrazioni pubbliche, la diffusione massiccia delle multe per l’uso dello smartphone è un segnale positivo nella battaglia per la sicurezza stradale: ridurre le distrazioni significa diminuire incidenti e decessi sulle strade. Tuttavia, questa nuova frontiera del controllo ha sollevato anche critiche e preoccupazioni, soprattutto da parte di associazioni civili e difensori della privacy. Le contestazioni riguardano la qualità delle immagini acquisite, la precisione dei protocolli di verifica delle infrazioni e la gestione dei dati personali degli automobilisti.

In Italia, la situazione è ancora in fase di sviluppo. Fino a poco tempo fa, solo il controllo diretto delle pattuglie consentiva di certificare l’uso improprio dei cellulari durante la guida. Negli ultimi anni, però, si è assistito all’arrivo di dispositivi certificati in grado di inviare direttamente i verbali ai trasgressori, velocizzando notevolmente il processo sanzionatorio. Tra le soluzioni tecnologiche più discusse figurano i TruCam di ultima generazione e i Tutor evoluti sulle principali arterie stradali, strumenti che ormai non si limitano più al solo rilevamento della velocità ma sono in grado di svolgere funzioni supplementari, tra cui il monitoraggio delle infrazioni legate all’uso del telefono.

Sistemi autorizzati

Dal punto di vista tecnico-operativo, l’adozione di sistemi automatizzati rappresenta un’opportunità ma anche una sfida. I vantaggi sono evidenti: la possibilità di monitorare in modo costante e discreto le corsie più trafficate, incrementando il numero di infrazioni accertate rispetto al passato. Restano però alcune criticità, come la necessità di strutture trasparenti per il riesame delle contravvenzioni da parte di operatori umani e la garanzia di procedure eque per i conducenti che intendano contestare le rilevazioni.

Gli esperti del settore automobilistico sottolineano che la tecnologia, da sola, non basta: è fondamentale affiancare agli strumenti automatici campagne di sensibilizzazione, interventi mirati sulla viabilità e strategie di prevenzione per cambiare davvero le abitudini dei guidatori. Le amministrazioni che hanno adottato queste soluzioni ribadiscono che l’obiettivo non è l’aumento delle entrate, ma la tutela della sicurezza stradale e la riduzione degli incidenti dovuti alla distrazione.

Il richiamo della comunità scientifica

Non manca però il richiamo della comunità scientifica a una valutazione preventiva dei costi e dei benefici di questi apparati, oltre alla necessità di armonizzare i quadri normativi relativi alla gestione delle informazioni personali. Per molti comuni italiani, il dilemma è se replicare integralmente il modello olandese oppure optare per soluzioni ibride che combinino tecnologia e presenza capillare delle forze dell’ordine.

Per chi si mette al volante, il consiglio resta semplice e universale: evitare di maneggiare il telefono durante la guida è il modo più efficace per ridurre il rischio di incidenti e di sanzioni. Intanto, il dibattito sui sistemi di sorveglianza intelligenti e sulle nuove modalità di controllo automatico è destinato a intensificarsi, soprattutto con il coinvolgimento di altri Paesi europei come l’Italia, che dovranno valutare con attenzione vantaggi e criticità di questa trasformazione nel campo della sicurezza stradale.

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