Snobbato e umiliato, ma nell'usato il diesel si impone ancora

Il diesel perde terreno nel nuovo ma resta leader nel mercato dell'usato. Fiat Punto tra le più vendute e Stellantis reintroduce diesel in Europa per rispondere alla domanda

Snobbato e umiliato, ma nell'usato il diesel si impone ancora
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 17 feb 2026

Nel corso dell’ultimo decennio, il panorama automobilistico italiano ha vissuto una vera e propria rivoluzione silenziosa: le immatricolazioni di auto diesel sono precipitate dal 55,6% al 9,4% del mercato, passando da 900mila unità nel 2015 ad appena 144mila previste per il 2025. Un calo che, a prima vista, sembrerebbe decretare la fine di un’epoca. Eppure, mentre le nuove vetture a gasolio scompaiono progressivamente dalle concessionarie, il mercato usato continua a registrare numeri da capogiro: nel solo 2025, si prevede che 1,3 milioni di auto diesel cambieranno proprietario, rappresentando il 41,5% di tutti i passaggi di proprietà. Un paradosso che racconta più di quanto sembri sulla realtà della mobilità in Italia.

Profonda spaccatura fra costruttori e consumatori

Questa apparente contraddizione svela una profonda spaccatura tra le strategie dei costruttori e le scelte degli automobilisti. Da un lato, le case automobilistiche sono costrette a confrontarsi con normative europee sempre più severe, che hanno reso la produzione di motori diesel onerosa e tecnologicamente complessa. Dall’altro, milioni di italiani continuano a cercare soluzioni economiche e affidabili per i propri spostamenti quotidiani, trovando proprio nelle vetture diesel usate la risposta più concreta alle loro esigenze. È sufficiente osservare il caso della Fiat Punto: nonostante la produzione sia cessata nel 2018, nei primi quattro mesi del 2025 sono state vendute ben 30.236 unità usate, un risultato che supera ampiamente quello di molti modelli attuali e testimonia la forza del segmento dell’usato.

Ma quali sono le ragioni che spingono ancora così tanti italiani verso il mercato usato delle auto diesel? Al di fuori delle grandi aree urbane, dove i divieti di circolazione sono meno stringenti, un’auto diesel usata rappresenta una scelta razionale: il prezzo d’acquisto è contenuto, i costi di manutenzione rimangono accessibili e le prestazioni su lunghi tragitti sono ancora convincenti. Inoltre, la rete di infrastrutture per la ricarica elettrica è tuttora carente in molte zone del Paese, mentre le auto ibride ed elettriche continuano ad avere un costo totale di possesso proibitivo per una larga fetta della popolazione.

Il ritorno in auge

Questa realtà non è sfuggita ai grandi gruppi automobilistici. Proprio per rispondere a una domanda che non accenna a calare, Stellantis ha recentemente annunciato la reintroduzione dei motori diesel in almeno sette modelli destinati al mercato europeo, tra cui la Peugeot 308 e la DS 4. Una scelta che si inserisce in un contesto di vendite di auto elettriche inferiori alle attese e di una crescente incertezza sulle future politiche ambientali dell’Unione Europea. L’azienda ha dichiarato di voler “mantenere i motori diesel nel portafoglio e, in alcuni casi, aumentare l’offerta di propulsori a gasolio”, confermando così la volontà di adattarsi rapidamente ai cambiamenti della domanda.

Tuttavia, questa strategia non è priva di rischi. Esperti del settore e amministratori locali mettono in guardia: un parco circolante ancora fortemente dominato dal diesel potrebbe ostacolare il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria nelle città e rallentare la transizione verso tecnologie più sostenibili. Le autorità, di conseguenza, si trovano nella difficile posizione di dover bilanciare l’adozione di misure restrittive con la necessità di non penalizzare eccessivamente chi, per ragioni economiche, non può permettersi il passaggio immediato a veicoli di nuova generazione.

Il caso italiano esemplifica in modo chiaro la tensione strutturale che caratterizza oggi il settore automobilistico: da una parte, le ambizioni industriali di decarbonizzazione e innovazione tecnologica; dall’altra, le esigenze quotidiane di milioni di automobilisti che, almeno per ora, non possono prescindere dalla convenienza e dalla praticità offerte dalle auto diesel usate. Finché non cambieranno in modo significativo i prezzi, le infrastrutture e le abitudini di mobilità, il diesel continuerà a esercitare un ruolo centrale nel mercato usato, rappresentando una scelta razionale e accessibile per moltissimi italiani.

Ti potrebbe interessare: