Scovata discarica abusiva con auto storiche in una cava di pietra
A Modica una cava di pietra dismessa è stata trasformata in una vasta discarica abusiva con carcasse automobili, fusti di olio esausto e rifiuti pericolosi. Denunciato il proprietario, avviata la bonifica e le analisi sulla falda acquifera
Un intervento delle forze dell’ordine ha svelato una situazione allarmante nel cuore della provincia di Modica, dove una vasta area, estesa per oltre 4.000 metri quadrati, è stata trasformata in una discarica abusiva di dimensioni preoccupanti. L’operazione, condotta dal Commissariato di Polizia locale con il supporto di Vigili del Fuoco, ARPA, Polizia Provinciale e amministrazione comunale, ha portato al sequestro di una cava di pietra dismessa, ora tristemente famosa per essere diventata il punto di raccolta illegale di materiali altamente inquinanti e pericolosi per l’ambiente e la salute pubblica.
Il blitz
Il bilancio del blitz è inquietante: decine di carcasse automobili, motocicli e autocarri ridotti a semplici scheletri metallici, disseminati tra fusti di olio esausto, residui sanitari e montagne di plastiche deteriorate. Il responsabile, un uomo di 56 anni, è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti pericolosi e speciali, con l’accusa di aver trasformato la zona in una vera e propria bomba ecologica nascosta dalla vegetazione fitta che circonda l’area.
Ciò che preoccupa maggiormente gli esperti e le autorità è il rischio concreto di contaminazione della falda acquifera sottostante. I liquidi provenienti dalle carcasse e dai contenitori di sostanze tossiche – tra cui carburante, olio motore e residui di batterie – possono facilmente infiltrarsi nel terreno, raggiungendo le riserve idriche che alimentano sia l’agricoltura locale sia gli usi urbani. Il pericolo per la qualità dell’acqua e per la salute pubblica è elevato, motivo per cui l’ARPA ha immediatamente avviato una serie di analisi approfondite sui campioni di suolo e acqua prelevati sul posto, con l’obiettivo di mappare la presenza di contaminanti e stimare l’entità del danno ambientale.
Una problematica diffusa
L’episodio mette in luce una problematica diffusa nel settore automotive: la mancanza di una rete capillare di punti di raccolta per veicoli fuori uso favorisce fenomeni di abbandono e smaltimento illecito. Secondo la normativa italiana, infatti, i veicoli giunti a fine vita devono essere affidati esclusivamente a centri autorizzati, dove vengono sottoposti a trattamenti specifici per la rimozione e il corretto smaltimento delle componenti più pericolose. Tuttavia, la pratica – purtroppo ancora diffusa – di trasformare terreni privati in discariche clandestine comporta non solo gravi rischi ambientali, ma anche pesanti sanzioni penali e amministrative, oltre a generare un impatto sociale significativo.
Non va sottovalutato, inoltre, l’effetto che queste attività illegali hanno sul mercato dei ricambi usati. Le filiere parallele e non autorizzate di demolizione immettono sul mercato pezzi di ricambio privi dei necessari controlli di qualità e sicurezza, mettendo a rischio gli acquirenti e minando la credibilità del settore. Un problema che riguarda da vicino sia gli operatori professionali sia i privati cittadini, sempre più esposti a frodi e rischi legati all’acquisto di componenti non certificati.
Le conseguenze
Le conseguenze di questa situazione sono tangibili anche per la popolazione residente nelle aree limitrofe. I cittadini hanno espresso forte preoccupazione per i rischi igienico-sanitari e per i cattivi odori che si sprigionano dalla discarica abusiva, chiedendo a gran voce un intervento immediato da parte delle autorità. La risposta non si è fatta attendere: è stata ordinata la bonifica dell’intera area, da realizzare attraverso procedure specializzate e con il coinvolgimento di personale formato e impianti autorizzati al trattamento dei rifiuti pericolosi.
Sul fronte investigativo, le indagini sono tutt’altro che concluse. Gli inquirenti stanno lavorando per risalire alla provenienza dei veicoli abbandonati e per identificare eventuali altri soggetti coinvolti nella gestione della discarica. L’obiettivo è quello di ricostruire la filiera illegale e prevenire il ripetersi di episodi simili, tutelando il territorio di Modica e la salute dei suoi abitanti.
Questa vicenda rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme: la tutela dell’ambiente e della salute pubblica passa anche attraverso il rispetto delle regole nel settore automotive e la collaborazione tra istituzioni, operatori e cittadini. Solo così sarà possibile contrastare in modo efficace il fenomeno delle discariche abusive e garantire un futuro più sicuro e sostenibile per il territorio.