Le auto sottoposte a fermo amministrativo potranno essere rottamate
Dal 20 febbraio 2026 è possibile la rottamazione e la cancellazione PRA dei veicoli con fermo amministrativo. Debiti permangono; previsti attestati, costi comunali e sanzioni fino a 10.000€
Dal 20 febbraio 2026, l’Italia si prepara ad affrontare in modo deciso il problema dei veicoli abbandonati, una questione che coinvolge ben 4 milioni di mezzi bloccati da fermo amministrativo e che oggi inquinano e deturpano le nostre città. Una nuova normativa introduce finalmente la possibilità di procedere alla rottamazione di questi veicoli, consentendo la loro eliminazione definitiva dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Un intervento atteso da tempo, considerando che almeno 1 milione di questi veicoli rappresentano vere e proprie carcasse abbandonate, con rischi ambientali e igienici evidenti.
Una svolta positiva
La riforma, accolta con favore da cittadini e amministratori, stabilisce che i proprietari potranno finalmente liberarsi di auto ormai inutilizzabili e fonte di spese continue, come il pagamento del bollo su mezzi non più recuperabili. Tuttavia, la demolizione di questi veicoli segue un iter rigoroso, volto a garantire trasparenza e legalità in ogni passaggio. Il primo step fondamentale consiste nell’ottenere una attestazione inutilizzabilità rilasciata dalla Polizia Locale o dall’ente proprietario della strada: si tratta di un documento ufficiale che certifica lo stato di abbandono e l’impossibilità di utilizzare il veicolo in sicurezza.
Sarà compito dei singoli Comuni stabilire le tariffe per il rilascio di questa attestazione, introducendo così un primo elemento di autonomia amministrativa e, al contempo, una possibile variabilità dei costi sul territorio nazionale. Una volta in possesso della certificazione, il proprietario potrà rivolgersi a un centro di raccolta autorizzato per avviare la procedura di rottamazione e ottenere la cancellazione definitiva del mezzo dai registri del PRA.
Sanzioni pesanti
Il quadro normativo è stato pensato per evitare ogni forma di improvvisazione: chi non rispetta le regole rischia pesanti sanzioni, che possono arrivare fino a 10.000 euro. Le amministrazioni locali, infatti, richiederanno una documentazione dettagliata a prova della regolarità di ogni operazione, al fine di prevenire contestazioni e garantire la piena legalità del processo. Questo approccio mira a responsabilizzare sia i cittadini sia le autorità locali, rafforzando la trasparenza e l’efficacia dell’intervento pubblico.
Dal punto di vista economico e pratico, la nuova disciplina offre vantaggi immediati a chi si trova a gestire veicoli inutilizzabili, spesso gravati da oneri fiscali come il bollo auto. Tuttavia, è importante sottolineare che la demolizione del veicolo non comporta l’estinzione automatica dei debiti pregressi: il fermo amministrativo e le relative obbligazioni fiscali o amministrative restano infatti a carico del proprietario, il quale non potrà inoltre accedere a incentivi per l’acquisto di un’auto nuova.
Riforma accolta con favore
Sul fronte ambientale e urbano, la norma è stata accolta con grande favore: la rimozione delle carcasse dalle strade rappresenta un passo avanti significativo nella lotta al degrado, riducendo i rischi di contaminazione dovuti a oli e fluidi residui e abbattendo i costi di manutenzione per i Comuni. L’opportunità di recuperare spazio pubblico e migliorare il decoro urbano è un elemento che molti amministratori locali considerano strategico, pur evidenziando la necessità di uniformare le procedure e i costi su scala nazionale per evitare disparità tra territori.
Per il settore della demolizione e del riciclo, l’entrata in vigore della norma comporterà un aumento della domanda: centri autorizzati, officine e impianti di trattamento dovranno potenziare i controlli e adeguarsi agli standard ambientali e di sicurezza previsti dalla legge. Sarà fondamentale garantire che la maggiore rapidità delle operazioni non comprometta la qualità e la conformità alle normative, salvaguardando così l’interesse collettivo e la tutela dell’ambiente.
Una novità concreta
Per i cittadini interessati, questa novità rappresenta un’occasione concreta per liberarsi di un veicolo inutilizzabile, contribuendo alla riqualificazione urbana e al miglioramento della qualità della vita nelle città. Tuttavia, è essenziale essere consapevoli dei limiti: il debito relativo al fermo amministrativo rimane, così come l’esclusione dagli incentivi per il rinnovo del parco auto. Prima di procedere, è quindi consigliabile informarsi presso gli uffici comunali o i centri di raccolta autorizzati per conoscere tempistiche, costi effettivi e documentazione necessaria.
Con la scadenza di febbraio 2026 ormai prossima, la vera sfida per l’Italia sarà trasformare questa norma in una prassi amministrativa efficiente e trasparente, capace di bilanciare la tutela dell’ambiente, i diritti dei proprietari e la sostenibilità della gestione territoriale. Un percorso che richiederà collaborazione tra istituzioni, cittadini e operatori del settore, per garantire risultati concreti e duraturi.