Citroën Berlingo, il ritorno del Diesel fa contenti in molti: prezzo

La Citroën Berlingo 2026 ritorna con il motore diesel 1.5 BlueHDi e mantiene le versioni elettriche da 136 CV. Scopri prezzi, consumi, emissioni e le differenze tra gli allestimenti Plus e Max

Citroën Berlingo, il ritorno del Diesel fa contenti in molti: prezzo
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Giorgio Colari
Pubblicato il 17 feb 2026

La nuova generazione di Citroën Berlingo si presenta sul mercato italiano con una proposta che non passa inosservata: da una parte il ritorno del motore diesel, dall’altra la conferma delle versioni elettrico. Una strategia, quella di Stellantis, che sembra voler conciliare pragmatismo e attenzione alle nuove esigenze di sostenibilità, senza però rinunciare a una visione realista sulle reali richieste del mercato. La scelta di ampliare la gamma, affiancando alle due versioni a zero emissioni la tradizionale alimentazione a gasolio, è tutt’altro che casuale: risponde a una domanda concreta, soprattutto tra chi fa della propria auto uno strumento di lavoro e necessita di percorrenze elevate a costi contenuti.

Il listino prezzi

Sul fronte dei prezzi, la differenza è marcata e racconta molto delle dinamiche in atto nel settore automotive: la Berlingo diesel BlueHDi 100 viene proposta a 26.230 euro, mentre la versione elettrico da 136 CV parte da 35.980 euro. Un gap di oltre 12.000 euro che non può essere ignorato da chi valuta un acquisto in funzione del rapporto tra investimento iniziale e benefici nel tempo. E proprio su questa distanza si gioca una delle partite più importanti per la casa francese e per il gruppo Stellantis: da un lato la volontà di sostenere la transizione ecologica, dall’altro la necessità di garantire una soluzione economicamente sostenibile per una clientela ancora fortemente legata ai motori tradizionali.

Il cuore pulsante della nuova proposta è il motore BlueHDi da 1.5 litri e 100 CV, abbinato a un cambio manuale, che si propone come scelta ideale per chi macina chilometri ogni giorno. Questa unità, infatti, si distingue per consumi contenuti, con valori dichiarati compresi tra 5,165 e 6,102 litri per 100 km, e per emissioni di CO₂ che variano da 135 a 160 g/km. Un compromesso interessante, soprattutto per le flotte aziendali e per i professionisti che necessitano di affidabilità, autonomia estesa e bassi costi di esercizio. La gamma diesel si articola nelle versioni Plus e Max, mantenendo una struttura commerciale semplice e facilmente comprensibile, in linea con quella delle varianti elettrico.

Una decisione che convince

La decisione di reintrodurre il diesel sulla Berlingo non è però priva di contraddizioni. Da un lato, risponde alle pressioni di un mercato italiano che fatica ad abbracciare completamente l’elettrificazione, complice una rete di infrastrutture di ricarica ancora in via di sviluppo e una diffusa preoccupazione per l’autonomia reale delle vetture a batteria. Dall’altro, solleva dubbi sulla coerenza rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea, e non mancano le critiche da parte degli ambientalisti, che vedono nel ritorno del gasolio un passo indietro rispetto alle politiche green.

Gli operatori del settore, però, sono concordi nel sottolineare come l’abbandono totale del diesel sia, almeno per ora, un’ipotesi irrealistica. I costi di esercizio contenuti, la facilità di rifornimento e la maggiore autonomia rispetto alle controparti elettriche rendono questa motorizzazione ancora fondamentale per chi percorre lunghe distanze, soprattutto in ambito professionale. In questo scenario, la strategia di Stellantis appare come una transizione graduale, in cui la coesistenza tra motorizzazioni tradizionali e alternative permette di non alienare quella fetta di clientela ancora scettica verso il full electric, lasciando che siano le reali esigenze di percorrenza e la disponibilità di infrastrutture a guidare la scelta.

Ulteriori punti di forza

Un altro punto di forza che la Citroën Berlingo mantiene indipendentemente dalla motorizzazione è la sua proverbiale versatilità: lo spazio interno, la modularità e le dotazioni pratiche continuano a rappresentare un valore aggiunto riconosciuto e apprezzato da famiglie e professionisti. Che si scelga il diesel per ragioni di praticità o l’elettrico per un approccio più sostenibile, la Berlingo rimane un punto di riferimento nel segmento dei multispazio.

Nei prossimi mesi sarà interessante osservare come si distribuiranno i volumi di vendita tra le diverse versioni. Sarà il mercato, con le sue nicchie d’uso e le sue esigenze in continua evoluzione, a decretare quale tra le due anime della nuova Berlingo—quella più pragmatica del diesel o quella innovativa dell’elettrico—saprà conquistare il favore del pubblico italiano. In un contesto in cui la sostenibilità si scontra con la realtà quotidiana di chi vive la strada, la scelta di Stellantis sembra puntare su una flessibilità che, almeno per ora, appare vincente.

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