Tesla Robotaxi rallenta, la flotta autonoma si sta riducendo

I dati mostrano un calo della flotta Tesla per i robotaxi: 20 veicoli non supervisionati e totale attivo 34. Waymo accelera mentre questioni di sicurezza limitano l'espansione

Tesla Robotaxi rallenta, la flotta autonoma si sta riducendo
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Giorgio Colari
Pubblicato il 27 mag 2026

Per mesi Elon Musk ha presentato i Robotaxi Tesla come uno dei progetti più rivoluzionari dell’intera industria automobilistica. Ma gli ultimi dati emersi negli Stati Uniti raccontano una situazione molto diversa rispetto alle aspettative iniziali.

Secondo le informazioni pubblicate da Robotaxi Tracker, la flotta di Tesla impegnata nei servizi di guida autonoma senza supervisione starebbe addirittura diminuendo invece di crescere. Attualmente i veicoli attivi sarebbero soltanto 20, in calo rispetto ai 25 registrati poche settimane fa.

Un dato che alimenta dubbi concreti sulla capacità di Tesla di espandere rapidamente il proprio servizio di taxi autonomi.

Sempre meno Robotaxi Tesla attivi

I numeri mostrano un rallentamento evidente del progetto.

La flotta “unsupervised”, cioè composta da veicoli senza conducente di sicurezza, conta attualmente:

  • 14 auto ad Austin;
  • 3 a Dallas;
  • 3 a Houston.

Proprio Austin, città simbolo del programma Robotaxi Tesla, avrebbe registrato il calo più evidente, passando da 19 a 14 veicoli attivi nelle ultime settimane. Dallas e Houston, invece, sarebbero rimaste praticamente ferme ai numeri iniziali del lancio.

Il quadro generale appare ancora più critico osservando l’intera flotta Tesla dedicata ai servizi ride-hailing.

Il totale della flotta è crollato

Secondo i dati riportati, considerando anche le vetture con supervisione attive nell’area della Baia di San Francisco, Tesla sarebbe passata da circa 165 veicoli attivi ad appena 34.

Uno dei cali più drastici riguarderebbe proprio la California. La flotta supervisionata della Bay Area sarebbe crollata da oltre 100 auto attive a sole 9 unità.

Anche se quei veicoli non erano veri Robotaxi completamente autonomi – perché utilizzavano ancora safety driver a bordo – rappresentavano comunque la parte principale del servizio sperimentale Tesla.

Secondo diversi osservatori, i grafici mostrerebbero una tendenza chiara: dopo un picco registrato tra fine 2025 e inizio 2026, il progetto starebbe progressivamente rallentando.

Il vero problema sarebbe la sicurezza

Tesla non ha spiegato ufficialmente il motivo della riduzione della flotta, ma molti analisti indicano un fattore preciso: la sicurezza.

Da mesi emergono infatti segnalazioni relative a:

  • geofence molto limitate;
  • percorsi consentiti solo su alcune strade;
  • tempi di attesa elevati;
  • difficoltà operative del sistema.

Lo stesso Elon Musk avrebbe ammesso che il principale limite all’espansione dei Robotaxi resta proprio la validazione della sicurezza del software di guida autonoma.

Secondo alcuni report citati negli Stati Uniti, il tasso di incidenti dei veicoli autonomi Tesla senza supervisione sarebbe attualmente superiore rispetto a quello dei guidatori umani. Ed è qui che nasce il vero problema: aumentare il numero di auto significherebbe inevitabilmente aumentare anche i chilometri percorsi e quindi il rischio di incidenti. Per questo Tesla starebbe preferendo rallentare la crescita della flotta piuttosto che espandersi troppo rapidamente.

Musk punta tutto sul nuovo FSD v15

La speranza di Tesla resta ora legata all’arrivo della nuova versione del software Full Self Driving v15. Secondo Musk, il nuovo aggiornamento dovrebbe migliorare radicalmente le capacità della guida autonoma e consentire finalmente una vera espansione commerciale del servizio Robotaxi.

Tuttavia i tempi si starebbero allungando. L’espansione su larga scala sarebbe ora prevista non prima della fine del 2026 o dell’inizio del 2027. Nel frattempo Tesla continua a mantenere una presenza molto limitata rispetto ai concorrenti.

Waymo continua ad allungare il vantaggio

Mentre Tesla rallenta, Waymo continua invece a crescere rapidamente. La società controllata da Alphabet opererebbe oggi con circa 3.000 Robotaxi in diverse città statunitensi, effettuando centinaia di migliaia di corse a pagamento ogni settimana.

Waymo sta inoltre costruendo un nuovo impianto produttivo in Arizona insieme a Magna per aumentare ulteriormente la flotta e preparare il debutto in nuove città come Atlanta, Miami e Washington. Anche Waymo non è immune da problemi tecnici – recentemente ha sospeso alcuni servizi per difficoltà nel rilevamento di strade allagate – ma il divario rispetto a Tesla appare oggi enorme.

La sfida Robotaxi è più difficile del previsto

Il caso Tesla dimostra quanto la guida autonoma totale sia ancora una sfida estremamente complessa. Per anni molti investitori hanno considerato il progetto Robotaxi come uno degli elementi chiave del valore futuro dell’azienda. Tuttavia mantenere flotte autonome operative in sicurezza si sta rivelando molto più difficile rispetto alle previsioni iniziali.

La riduzione del numero di veicoli attivi suggerisce infatti che Tesla stia adottando un approccio più prudente, almeno finché il software non raggiungerà livelli di affidabilità superiori. La vera domanda ora è se il futuro aggiornamento FSD v15 riuscirà davvero a cambiare lo scenario oppure se Waymo continuerà ad aumentare ulteriormente il proprio vantaggio nel settore dei taxi autonomi.

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