Il costo delle riparazioni auto sale nelle ibride e scende nelle BEV
Nel 2025 riparare le BEV costa meno ma gli incidenti aumentano. Ibride in controtendenza. Analisi su ricambi, Tesla e conseguenze per assicurazioni e officine
Il 2025 si profila come un anno di svolta per il mercato delle riparazioni automobilistiche, con una serie di dinamiche che promettono di ridefinire il settore. I dati più recenti indicano una diminuzione dei costi di riparazione per i BEV negli Stati Uniti (-5%) e in Canada (-2%), mentre resta elevata la dipendenza dai pezzi di ricambio originali, che coprono ancora l’86% del mercato. Tuttavia, questo scenario apparentemente favorevole è minacciato da una crescita allarmante degli incidenti che coinvolgono le auto elettriche, aumentati del 14% negli USA e del 24% in Canada, fattore che alimenta un circolo vizioso di rincari assicurativi e nuove sfide operative per tutti gli attori della filiera.
Un campanello d’allarme per le assicurazioni
Sebbene la complessità tecnica dei BEV non si rifletta più direttamente sui prezzi delle riparazioni, la realtà si presenta molto più sfaccettata. Le attività di diagnostica e calibrazione, necessarie per gestire la sofisticata rete di sensori, algoritmi e sistemi ADAS che caratterizzano questi veicoli, sono ormai all’ordine del giorno. Il vero nodo resta la reperibilità dei pezzi di ricambio: nella stragrande maggioranza dei casi, gli automobilisti sono costretti a rivolgersi esclusivamente ai canali ufficiali dei costruttori, una situazione che allunga i tempi di attesa e può incidere pesantemente sui costi finali.
L’aumento degli incidenti rappresenta un campanello d’allarme per il settore delle assicurazioni. Le compagnie si trovano a dover affrontare problematiche nuove e complesse: dal ricondizionamento delle batterie alla riparazione di sistemi autonomi avanzati, fino alla sostituzione di componenti elettroniche di alto valore. Di conseguenza, i premi assicurativi tendono a salire e iniziano a comparire polizze che escludono alcune delle tecnologie più critiche, segno di una crescente incertezza sulla sostenibilità del sistema.
Un ulteriore elemento di rilievo è la concentrazione delle richieste di assistenza sui modelli Tesla, che rappresentano il 50% degli interventi su auto elettriche in Nord America, in particolare sulle versioni 3 e Y. Questa polarizzazione ha un impatto diretto sulla disponibilità dei pezzi di ricambio e sui tempi di lavorazione nelle officine specializzate, creando una situazione di forte dipendenza dal marchio e dai suoi canali di distribuzione.
Aumentano le spese per le ibride
Nel frattempo, il segmento delle auto ibride leggere mostra una tendenza opposta: i costi di riparazione crescono di circa il 4%, trainati dall’aumento delle immatricolazioni e dalla conseguente crescita della domanda di servizi di manutenzione e carrozzeria. Questo fenomeno mette in evidenza come la transizione verso nuove tecnologie non comporti necessariamente una riduzione uniforme dei costi di gestione, ma piuttosto una riorganizzazione delle priorità e delle problematiche da affrontare.
Per chi si appresta ad acquistare un nuovo veicolo, il panorama decisionale si complica ulteriormente. Non basta più valutare il prezzo d’acquisto o i consumi: oggi è indispensabile considerare anche le spese di post-vendita, la disponibilità di pezzi di ricambio e le condizioni delle assicurazioni. In questo contesto, il dibattito sul diritto alla riparazione e sull’accesso ai dati tecnici da parte delle officine indipendenti si fa sempre più acceso, specialmente alla luce del divario ancora marcato tra la distribuzione OEM e i canali alternativi.
Aumentano le domande nelle officine
Le officine autonome si trovano così di fronte a una scelta cruciale. Da una parte, la crescente domanda di competenze software e di attrezzature per la calibrazione apre nuove opportunità di business; dall’altra, la dipendenza dai pezzi di ricambio ufficiali limita la loro competitività e capacità di risposta. Solo attraverso accordi strategici con i costruttori o la creazione di reti di distribuzione alternative sarà possibile superare questo ostacolo e garantire un servizio più efficiente e accessibile.
La transizione energetica del parco auto procede spedita, ma le sue ripercussioni sulla filiera delle riparazioni e delle assicurazioni restano complesse e in continua evoluzione. Mentre i costi medi di intervento si riducono, persistono fattori strutturali come la scarsità di pezzi di ricambio aftermarket, la crescita degli incidenti e la concentrazione commerciale su pochi marchi – in primis Tesla – che impongono interventi decisi da parte di istituzioni, produttori e operatori del settore. Solo così sarà possibile garantire un mercato più equilibrato e davvero accessibile ai consumatori, in un contesto in cui l’innovazione tecnologica avanza più rapidamente delle soluzioni organizzative e regolatorie.