La metamorfosi del mercato europeo: crescono plug-in ed elettriche
A gennaio 2026 il mercato auto europeo cala del 3,5% con 961.382 immatricolazioni. Crescono BEV (+13,9%) e PHEV (+32,2%); Stellantis avanza, Volkswagen rimane leader
Il mercato auto europeo inizia il 2026 con un quadro a doppia velocità: da una parte, una flessione delle immatricolazioni complessive; dall’altra, una spinta decisa verso la mobilità a zero emissioni. A gennaio, sono state registrate 961.382 nuove auto, pari a un calo del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un dato che, se letto superficialmente, potrebbe suggerire una fase di stallo per il settore. Eppure, sotto la superficie, si muove una rivoluzione che sta cambiando i paradigmi dell’intera industria automobilistica continentale.
L’ascesa dell’elettrico
A sorprendere maggiormente è la performance dei veicoli elettrici. Mentre le alimentazioni tradizionali cedono terreno – la benzina segna un -25,7% e il diesel un -22% – le motorizzazioni alternative accelerano. Le auto a batteria, i cosiddetti BEV (Battery Electric Vehicle), mettono a segno una crescita del 13,9%, mentre i modelli ibridi plug-in, i PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), balzano addirittura del 32,2%. Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano di una transizione strutturale che sta coinvolgendo consumatori, costruttori e istituzioni, portando la quota di elettrico nell’Unione Europea al 19,3%. Solo un anno fa era il 14,9%: un salto quasi raddoppiato che evidenzia la rapidità del cambiamento in atto.
Tuttavia, questa tendenza verso l’elettrificazione non si distribuisce in modo uniforme tra i diversi Paesi. Se da un lato Germania e Francia registrano una contrazione identica delle vendite (-6,6%), l’Italia sorprende gli analisti con una crescita del 6,2%, seguita dalla Spagna con un modesto ma significativo +1,1%. Questi dati suggeriscono che la domanda non è solo legata a fattori macroeconomici, ma anche alle politiche nazionali, agli incentivi e all’espansione delle infrastrutture di ricarica.
Avanza anche Stellantis
La leadership industriale, in questo scenario, si sta ridefinendo. Il gruppo Volkswagen mantiene il primo posto per volumi, con 256.728 vetture immatricolate, ma accusa una lieve flessione del 3,8%. A sorprendere è la crescita di Stellantis, che guadagna il 6,7% rispetto all’anno precedente e porta la sua quota di mercato dal 15,5% al 17,1%. Un risultato che testimonia la capacità del gruppo di intercettare le nuove esigenze della clientela europea, grazie a una gamma sempre più orientata verso l’elettrico e l’ibrido.
Tra i fenomeni più eclatanti di questo inizio d’anno spicca l’avanzata di BYD, il colosso cinese che mette a segno una crescita impressionante del 165%. Un dato che conferma la crescente penetrazione dei costruttori cinesi nel mercato auto europeo, grazie a strategie aggressive sui prezzi e a un’offerta tecnologicamente avanzata. In controtendenza, invece, la performance di Tesla, che registra una contrazione del 17%, mentre il Gruppo Renault perde il 15% fermandosi a 83.201 unità. Soffrono anche altri marchi storici come Mitsubishi (-35,1%), Nissan, Volvo e Suzuki, segno di una competizione sempre più serrata e di un mercato in fase di ristrutturazione profonda.
Una realtà complessa
Dietro a questi numeri si cela una realtà complessa: da una parte, la domanda complessiva di nuove auto mostra segnali di fragilità, riflettendo incertezze economiche e un contesto geopolitico ancora instabile. Dall’altra, la crescita dei veicoli elettrici e la loro progressiva affermazione come scelta privilegiata da parte di un numero crescente di automobilisti rappresentano una trasformazione irreversibile. Gli incentivi pubblici, la capillarizzazione delle colonnine di ricarica e le strategie di prodotto delle case automobilistiche alimentano questa transizione, ma la redditività per concessionari e filiera rimane sotto pressione, richiedendo nuove soluzioni di business e una gestione più attenta dei margini.
Gli analisti leggono i dati di gennaio come un segnale d’allerta sulla volatilità della domanda nel breve termine, ma al tempo stesso riconoscono che il trend di medio-lungo periodo resta solidamente orientato verso quote crescenti di auto a trazione elettrica. La vera sfida, nei prossimi mesi, sarà quella di trovare un equilibrio tra i produttori storici europei e i nuovi protagonisti cinesi, in un contesto dove l’efficacia delle politiche pubbliche su incentivi e infrastrutture giocherà un ruolo decisivo nel determinare i futuri equilibri del mercato auto europeo.