Perché l'auto usata è diventata la prima scelta degli italiani
Nel 2025 vendute 2,1 auto usate per ogni auto nuova: il comparto veicoli genera 11,1 miliardi di euro
In Italia il mercato dell’usato non è più un’alternativa di ripiego ma una realtà industriale consolidata che, nel corso del 2025, ha raggiunto il valore monumentale di 27,2 miliardi di euro. All’interno di questa economia circolare, il comparto dei veicoli ricopre il ruolo di protagonista assoluto con 11,1 miliardi di euro generati, posizionando le auto al vertice delle categorie più scambiate. I dati dell’ultimo Osservatorio Second Hand Economy di IPSOS Doxa per Subito delineano un sorpasso storico: oggi si vendono 2,1 auto usate per ogni veicolo nuovo, un volume d’affari cresciuto del 2,9% in un solo anno. Questa tendenza coinvolge ormai un italiano su cinque, con il 21% della popolazione che ha concluso un acquisto nell’ultimo triennio, segnando un incremento di 6 punti percentuali rispetto alle rilevazioni del 2024.
Una scelta consapevole
La spinta verso l’usato nasce da un approccio estremamente pragmatico e strategico da parte dei consumatori. Il risparmio economico rimane la motivazione principale per il 68% degli acquirenti, che vedono nella second hand l’unico strumento efficace per contrastare il costante aumento dei listini del nuovo. Tuttavia, emerge con forza il concetto di convenienza qualitativa, citato dal 28% degli intervistati: l’idea di fondo è che, a parità di budget, il mercato dell’usato permetta di accedere a segmenti superiori o a vetture meglio accessoriate che risulterebbero inavvicinabili se acquistate in concessionaria come “chilometro zero”. Accanto a queste ragioni economiche, cresce la sensibilità verso la circolarità, indicata dal 12% degli utenti come un valore aggiunto per ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione di nuovi beni.
Il percorso che porta alla firma del contratto è guidato da criteri molto rigidi. Il 25% degli italiani inizia la propria ricerca partendo esclusivamente dal budget massimo a disposizione, cercando di massimizzare il valore di ogni euro speso all’interno di quella soglia. Per il 16%, invece, la priorità assoluta è l’esigenza d’uso specifica, che si tratti di una citycar per i tragitti urbani o di una spaziosa familiare. Infine, un significativo 15% degli acquirenti punta sulla freschezza del mezzo, selezionando solo vetture con immatricolazioni recenti e chilometraggi ridotti per vivere un’esperienza il più possibile vicina a quella del nuovo. Sebbene l’affidabilità resti una preoccupazione per il 55% degli utenti, la fiducia complessiva nel settore è in costante aumento grazie alla trasparenza delle piattaforme digitali.
La rivoluzione delle motorizzazioni
Il 2026 ha sancito un cambiamento epocale nelle preferenze tecniche degli italiani. Per la prima volta, la combinazione di ibrido (16%) ed elettrico (14%) ha raggiunto il 30% delle preferenze, superando la benzina, che è scivolata al 22%. L’elettrico, in particolare, ha vissuto una crescita di 10 punti percentuali in un solo anno, spinto dalla necessità del 61% dei consumatori di abbattere i costi quotidiani di gestione. Questa transizione è stata accelerata anche da fattori geopolitici: le tensioni internazionali e le crisi nello Stretto di Hormuz hanno provocato picchi di ricerche online a tripla cifra per le motorizzazioni a basso impatto, percepite come un rifugio sicuro contro l’instabilità del prezzo dei carburanti. Nonostante questa avanzata, il diesel mantiene il primato della quota di mercato con il 32% delle scelte totali.
Un capitolo a parte merita la Generazione Z, che si sta rivelando più attiva e appassionata rispetto alla media nazionale. Ben il 27% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha acquistato un’auto usata negli ultimi tre anni, superando di sei punti la media del resto della popolazione. Per questi nativi digitali l’automobile rappresenta ancora un simbolo fondamentale di libertà e identità. Il loro metodo di acquisto è unico: iniziano la ricerca sui social media, ma sentono il bisogno di finalizzare l’operazione in concessionaria. Questa preferenza nasce dal desiderio di una consulenza autorevole che possa colmare la loro mancanza di esperienza tecnica, specialmente quando si tratta di valutare lo stato d’uso o le nuove tecnologie propulsive. Sebbene per il 35% dei giovani l’elettrico sia chiaramente il futuro, le necessità legate alla prima auto o ai neopatentati (34%) li portano oggi a scegliere ancora prevalentemente motori diesel e benzina.