Mitsubishi Pajero sta tornando, avvistato un prototipo da test
Il ritorno del Mitsubishi Pajero prende forma: prototipo in test in Germania, USA e Thailandia; ipotesi longheroni o piattaforma CMF‑CD e possibili motori diesel, benzina e ibridi
Dopo quattro generazioni e una pausa durata diversi anni, il leggendario Mitsubishi Pajero si prepara a fare il suo atteso ritorno sulla scena automobilistica internazionale. Il colosso giapponese, deciso a rilanciarsi nel competitivo segmento dei grandi suv 4×4, sta lavorando a un nuovo modello che promette di unire tradizione, robustezza e innovazione. Le recenti apparizioni di prototipo pesantemente camuffati sulle strade di Germania, Stati Uniti e Thailandia confermano che il progetto è in fase avanzata: secondo indiscrezioni, la presentazione ufficiale potrebbe avvenire nella seconda metà del 2025, con un debutto commerciale previsto per il 2026.
Un obiettivo molto ambizioso
Il nuovo Mitsubishi Pajero nasce con un obiettivo ambizioso: riconquistare una fetta di mercato oggi dominata da modelli che spesso sacrificano le vere capacità off road in favore di comfort e tecnologia. L’ultima generazione, ritirata nel 2021 dopo una carriera di quattro decenni, aveva lasciato un vuoto tra gli appassionati di fuoristrada autentici. Oggi, grazie alle immagini spia raccolte durante i test, emergono dettagli che fanno sognare i nostalgici: un frontale imponente e verticale, una grande griglia che domina la scena, fari LED sottili e una coda che ricorda da vicino la filosofia stilistica del Nissan Patrol. Il tutto condito da un’estetica robusta, capace di trasmettere immediatamente il senso di eredità storica senza rinunciare a dettagli moderni e funzionali.
Uno degli aspetti più interessanti del nuovo Mitsubishi Pajero riguarda la scelta della piattaforma tecnica, una decisione che avrà un impatto diretto sul posizionamento del modello. Da un lato, Mitsubishi potrebbe optare per un’architettura a longheroni, la stessa utilizzata dal noto Triton L200 di sesta generazione, prodotto in Thailandia. Questa soluzione garantirebbe una struttura solida e sospensioni pensate per affrontare i terreni più impegnativi, oltre a una gamma di motorizzazioni inizialmente tradizionali (diesel e benzina), con una successiva introduzione di varianti ibride. Dall’altro lato, la Casa giapponese sta valutando l’impiego della piattaforma CMF-CD, già condivisa con modelli di successo come Outlander, Qashqai e X-Trail. Questa base tecnica offrirebbe vantaggi in termini di leggerezza, comfort su strada e costi di sviluppo più contenuti, ma comporterebbe inevitabilmente qualche compromesso sulle prestazioni off road più estreme.
Un modello globale
La strategia di sviluppo e test del nuovo prototipo rivela l’intenzione di Mitsubishi di creare un modello globale, capace di adattarsi alle esigenze di mercati molto diversi tra loro. Le sessioni di prova si sono svolte in luoghi simbolo della guida fuoristrada, come Colorado Springs negli Stati Uniti, ma anche in Germania e in Thailandia, a dimostrazione di un programma di omologazione che punta a personalizzare sospensioni, configurazioni e motorizzazioni in base alle specificità di ciascun mercato. In questo contesto, l’Australia sembra destinata a essere il primo Paese in cui il nuovo Mitsubishi Pajero verrà commercializzato, mentre l’Europa e le grandi aree urbane restano target secondari, la cui priorità dipenderà dalla scelta della piattaforma e dalla tipologia di clientela a cui il veicolo sarà rivolto.
Per Mitsubishi, riportare in auge il Mitsubishi Pajero rappresenta una vera e propria scommessa industriale e di immagine. Il segmento dei grandi suv 4×4 è oggi caratterizzato da una netta polarizzazione: da una parte modelli che restano fedeli alla tradizione off road, dall’altra proposte più orientate al comfort e all’utilizzo quotidiano. In questo scenario, la coerenza tra il patrimonio storico del nome Pajero e le reali prestazioni del nuovo modello sarà cruciale per conquistare sia i puristi del fuoristrada sia una clientela più ampia e trasversale.
Non mancano però le incognite: il costo di sviluppo si preannuncia elevato, le normative sulle emissioni sono sempre più stringenti e la definizione del posizionamento di mercato richiederà scelte precise e coraggiose. Restano ancora da svelare il nome definitivo del modello (che potrebbe essere Mitsubishi Pajero, Pajero Sport o un’altra denominazione), l’intera gamma motori e le specifiche tecniche complete. Tutte informazioni che, secondo le previsioni, verranno comunicate ufficialmente nei prossimi mesi, quando Mitsubishi alzerà finalmente il velo su uno dei ritorni più attesi del panorama automobilistico mondiale.