L'unica strada che ha la futura Alfa Romeo Stelvio per avere successo
Un SUV chiamato a reinventarsi: più identità, più qualità e un’anima autenticamente Alfa per guidare il rilancio del Biscione nel segmento premium sportivo
La nuova Alfa Romeo Stelvio non sarà semplicemente la seconda generazione di un SUV di successo: sarà, volente o nolente, una prova di maturità definitiva per il rilancio del Biscione. Il suo debutto, ormai rinviato al 2028, è diventato quasi un orizzonte simbolico, un punto lontano ma carico di aspettative. Il prossimo 21 maggio, quando Antonio Filosa svelerà il nuovo piano strategico di Stellantis, inizieremo forse a capire se Alfa Romeo ha davvero deciso chi vuole essere da grande.
Intorno alla nuova Stelvio si discute molto, forse troppo, ed è inevitabile. Perché il primo modello ha avuto il merito di portare Alfa Romeo nel mondo dei SUV con credibilità dinamica, ma anche il limite di non aver mai convinto fino in fondo sul piano dell’identità. Le immagini di brevetto e le prime foto spia circolate negli scorsi anni avevano lasciato perplessi molti alfisti, timorosi di trovarsi davanti a un’auto tecnicamente valida ma stilisticamente “normalizzata”, troppo simile a ciò che già esiste.
La scelta della piattaforma
Ecco perché il primo, vero salto di qualità dovrà essere concettuale prima ancora che tecnico. Se il ritorno alla piattaforma Giorgio EVO dovesse essere confermato, sarebbe un segnale forte: significherebbe rimettere al centro la guida, l’equilibrio dei pesi, quella sensazione meccanica che ha sempre distinto le Alfa migliori. A questo si dovrebbe affiancare una gamma motori più coraggiosa, con almeno un paio di versioni termiche pure. Non è la soluzione più semplice nell’era dell’elettrificazione, ma è quella che parlerebbe davvero al cuore degli alfisti.
Il design sarà però il vero campo di battaglia. La nuova Alfa Romeo Stelvio dovrà essere immediatamente riconoscibile, scolpita, elegante e aggressiva senza eccessi. Dovrà guardare alla tradizione del marchio, reinterpretandola in chiave moderna, e soprattutto dovrà distinguersi nettamente sia dai competitor premium sia dagli altri SUV del gruppo Stellantis. Nessun compromesso al ribasso: Stelvio deve tornare a essere un’Alfa prima ancora che un SUV.
Salto di qualità negli interni
Fondamentale sarà anche il salto di qualità negli interni e nella tecnologia. Materiali, infotainment, assistenza alla guida: tutto dovrà trasmettere l’idea di un prodotto premium maturo, capace di convincere non solo i clienti storici ma anche chi, finora, ha guardato al Biscione con curiosità ma senza mai fare il grande passo. La nuova Stelvio dovrà essere una porta d’ingresso credibile nel mondo Alfa Romeo.
Non va dimenticato, infine, il suo ruolo strategico. Con l’abbandono definitivo del segmento E, la Stelvio diventerà di fatto la top di gamma del marchio. Un ruolo pesante, che impone eccellenza sotto ogni punto di vista. E la futura Quadrifoglio, in particolare, dovrà continuare a essere un manifesto emotivo: prestazioni, carattere, anima. Perché senza emozione, senza quel brivido tutto milanese, anche la Stelvio più moderna rischierebbe di essere solo un SUV come tanti.