Xiaomi SU7 Pro conserva il 94,5% di batteria dopo 265.000 km

Il proprietario del Xiaomi SU7 Pro dichiara 94,5% di capacità dopo 265.000 km. Un caso che solleva domande su durata, costi, chimica LFP e affidabilità a lungo termine

Xiaomi SU7 Pro conserva il 94,5% di batteria dopo 265.000 km
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Giorgio Colari
Pubblicato il 3 feb 2026

Un caso che sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori nel settore automotive arriva dalla Cina, dove un proprietario ha portato la sua Xiaomi SU7 Pro a percorrere ben 265.000 chilometri in soli 18 mesi, documentando ogni dettaglio della sua esperienza. Un risultato che non solo mette in luce le prestazioni della berlina elettrica del colosso tecnologico cinese, ma riapre il dibattito internazionale sulla reale batteria LFP e sulla sua longevità nelle auto elettriche moderne. La storia di Mr Feng, condivisa sulle piattaforme social cinesi Weibo e Bilibili, si è rapidamente trasformata in un caso-studio virale, capace di generare milioni di visualizzazioni e di stimolare riflessioni profonde sulla convenienza economica e sulla resistenza delle tecnologie attuali rispetto ai tradizionali motori a combustione interna.

La salute della batteria

La Xiaomi SU7 Pro protagonista di questa maratona automobilistica è equipaggiata con un pacco batterie LFP da 94,3 kWh, prodotto da CATL, uno dei leader mondiali nella produzione di accumulatori per veicoli elettrici. L’autonomia dichiarata secondo il ciclo CLTC raggiunge gli 830 km, un valore che la pone ai vertici della categoria. Gli analisti stimano che in questo periodo la batteria abbia affrontato circa 506 cicli completi di carica-scarica, anche se nella realtà d’uso le ricariche avvengono per lo più tra il 20% e l’80%, riducendo ulteriormente il tasso di degrado atteso.

Ciò che colpisce maggiormente è il dato sulla salute della batteria: dopo 265.000 km percorsi, la capacità residua della batteria LFP è ancora al 94,5%. Un risultato straordinario, considerando che il degrado previsto per le batterie di questa tipologia, anche in condizioni ottimali, dovrebbe essere più marcato dopo un utilizzo così intenso. Non meno sorprendenti sono le condizioni generali del veicolo: i pneumatici conservano un battistrada di circa 8 millimetri, le pastiglie dei freni non hanno richiesto alcuna sostituzione e il liquido refrigerante mantiene inalterate le sue proprietà, con un punto di congelamento fissato a -38°C.

Dal punto di vista economico, Mr Feng ha quantificato il risparmio ottenuto grazie ai minori costi energetici rispetto a un’auto tradizionale: oltre 100.000 yuan, equivalenti a circa 14.300 dollari americani. Forte di questi risultati, il proprietario ha fissato l’obiettivo di raggiungere i 600.000 chilometri entro tre anni, una sfida che mette ulteriormente alla prova la robustezza del progetto Xiaomi SU7 Pro.

Il successo si deve alla scelta della chimica

Il successo di questa esperienza si deve anche alla scelta della chimica LFP, scientificamente riconosciuta per la sua superiore durabilità e stabilità termica rispetto alle celle NMC ad alta densità energetica. La batteria LFP garantisce cicli di vita più lunghi, anche se con una densità energetica inferiore. Tuttavia, sono i sistemi di gestione della batteria (BMS) e le strategie di ricarica adottate a giocare un ruolo cruciale nel contenimento della degradazione. Proprio per questo motivo, sebbene la vicenda di Mr Feng sia ampiamente documentata e affascinante, non può essere automaticamente generalizzata all’intera produzione di veicoli elettrici.

A livello industriale, le garanzie offerte dai costruttori si attestano solitamente su 8 anni o circa 150.000-160.000 chilometri, con una soglia di degrado accettabile tra il 20% e il 30%. Tesla, ad esempio, offre coperture analoghe, garantendo una capacità minima residua del 70%. Il dato raggiunto dalla Xiaomi SU7 Pro — 94,5% dopo un utilizzo particolarmente gravoso — supera di gran lunga gli standard consolidati del settore.

Gli esperti invitano però alla cautela: fattori come la temperatura ambiente, la frequenza e la potenza delle ricariche rapide, lo stile di guida e la taratura del BMS possono incidere sensibilmente sul tasso effettivo di degrado. Anche la stima teorica dei cicli di ricarica, basata sul consumo medio, presenta inevitabili margini di variabilità nel mondo reale. Inoltre, una singola testimonianza, per quanto significativa, non può sostituire ricerche statistiche su flotte estese o verifiche indipendenti in laboratorio.

Una versione aggiornata

Intanto, CATL e Xiaomi si preparano a lanciare una versione aggiornata della SU7 nel 2026, con batterie ancora più efficienti e sistemi di ricarica accelerata, secondo le anticipazioni della stampa specializzata. Entrambe le aziende sfruttano casi reali come quello di Mr Feng per rafforzare la fiducia dei consumatori nelle tecnologie LFP, puntando a consolidare la loro posizione in un mercato in rapida evoluzione.

La diffusione virale di esperienze come questa, amplificata dai social, contribuisce in modo decisivo alla formazione della percezione pubblica sulla mobilità elettrica. Se da un lato storie di successo come quella della Xiaomi SU7 Pro possono accelerare l’adozione dei veicoli elettrici, dall’altro generano aspettative che necessitano di essere confermate su scala più ampia e con dati oggettivi. È quindi fondamentale continuare a raccogliere dati statistici su flotte estese e confrontare le testimonianze individuali con studi tecnici indipendenti.

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