BYD, risultati da record: ora punta a 1,3 milioni di veicoli venduti all'estero
BYD punta a vendere 1,3 milioni di veicoli all'estero nel 2026 puntando su stabilimenti locali in Europa, Sudamerica e Asia: opportunità, concorrenza e rischi regolatori
L’ascesa della BYD nel panorama automobilistico mondiale non mostra segni di rallentamento. L’azienda cinese, già leader assoluta nel settore dei veicoli elettrici, sta consolidando una posizione di predominio globale, spinta da una strategia espansionistica che punta a conquistare nuovi mercati e a ridefinire gli equilibri dell’industria automobilistica. Le previsioni per il 2026 sono eloquenti: si stimano vendite all’estero pari a 1.3 milioni di unità, un incremento del 24% rispetto all’anno precedente. Gli analisti, tra cui Citigroup, non escludono che il dato possa addirittura toccare quota 1,6 milioni, segno di una fiducia crescente nelle potenzialità del marchio.
Le previsioni per l’anno
Nel 2026 il gruppo prevede di consegnare ben 4,6 milioni di veicoli a nuova energia (NEV), di cui 2,26 milioni saranno completamente elettrici (BEV). Un traguardo che sottolinea l’accelerazione del processo di elettrificazione, con la BYD capace di superare Tesla nei volumi di consegna e di estendere la propria influenza in oltre 110 paesi. Il baricentro della crescita si sposta così su scala internazionale, con la produzione localizzata che si afferma come pilastro strategico: stabilimenti già operativi in Thailandia, Uzbekistan e Brasile, e una gigafactory europea in Ungheria ormai prossima all’avvio.
La scelta di produrre in loco non rappresenta una semplice risposta tattica alle sfide globali, ma una mossa strutturale. Attraverso la produzione localizzata, BYD riduce drasticamente i tempi logistici, abbattendo i costi di trasporto e i dazi doganali. Questa strategia permette inoltre di adattare i prodotti alle specificità dei mercati locali, migliorando l’offerta e proteggendo i margini operativi in un contesto di crescente volatilità geopolitica e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Espansione totale
Il cuore della visione espansionistica di BYD è rappresentato dall’attenzione verso mercati ad alto potenziale. Europa, America Latina e Sud-est asiatico diventano gli epicentri di una penetrazione commerciale che procede senza soste. In particolare, il Vecchio Continente rappresenta una sfida cruciale: qui la concorrenza è agguerrita, con Tesla e i costruttori europei, giapponesi, coreani e cinesi che affinano le proprie strategie elettriche. Il successo di BYD in Europa dovrà però confrontarsi con barriere normative rigorose, una certa reticenza verso i marchi asiatici, esigenze sofisticate di assistenza post-vendita e una rete di infrastrutture di ricarica ancora frammentata.
L’impatto dell’offensiva BYD si riflette su molteplici livelli. Per i consumatori, la presenza di un nuovo protagonista globale si traduce in una maggiore scelta e in una pressione al ribasso sui prezzi, con la conseguente democratizzazione dell’accesso ai veicoli elettrici. Per i governi locali, l’insediamento di nuovi stabilimenti significa investimenti diretti, opportunità occupazionali e, al contempo, la necessità di monitorare il rispetto degli standard ambientali e di sicurezza.
Un piano industriale ben delineato
Il raggiungimento delle 1.3 milioni di unità estere vendute nel 2026 rappresenta la sintesi di un piano industriale che intreccia capacità produttiva, copertura geografica e adattabilità alle dinamiche dei singoli mercati. Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli: la concorrenza internazionale si fa ogni trimestre più serrata e le incognite normative e reputazionali richiedono una gestione attenta e flessibile.
La forza di BYD risiede nella capacità di coniugare vantaggi competitivi chiave: efficienza nei costi, leadership nella tecnologia delle batterie, rapidità nell’espansione internazionale. La sfida sarà quella di mantenere questi punti di forza, bilanciandoli con una gestione intelligente dei rischi, in contesti profondamente diversi tra loro. Il verdetto finale spetterà al mercato, che deciderà se la strategia di BYD saprà realmente ridefinire il futuro della mobilità elettrica su scala globale.