De Tomaso ritorna con un'auto da 700 CV e cambio manuale
Scopri la De Tomaso P72: design anni '60, monoscocca in carbonio, Ford Coyote V8 5.0 sovralimentato con 700 hp, 72 unità personalizzate, consegne fine 2026
Settantadue esemplari, 700 CV e una totale assenza di compromessi digitali: così si presenta la De Tomaso P72, una hypercar destinata a riscrivere le regole dell’automobilismo sportivo contemporaneo. In un’epoca dominata dalla tecnologia, questa vettura fa una scelta coraggiosa, puntando tutto su una filosofia di guida puramente analogica e su un’estetica che richiama le icone del passato. La produzione, già sold out prima ancora che la prima auto venga consegnata, partirà dalla fine del 2025 e ogni esemplare avrà un prezzo di 1,6 milioni di euro.
Un tributo alla leggenda
Il progetto nasce come tributo alla leggendaria P70 del 1965, frutto della collaborazione tra Alejandro De Tomaso e Carroll Shelby. La P72 riprende l’eredità di quella vettura, ma la interpreta in chiave moderna, adottando una visione volutamente controcorrente: niente schermi, niente sistemi di assistenza alla guida, solo pura connessione meccanica e sensoriale tra uomo e macchina. Una scelta che si riflette in ogni dettaglio costruttivo, a partire dalla monoscocca in carbonio che garantisce rigidità strutturale, peso contenuto e baricentro basso, esaltando la dinamica di guida.
La carrozzeria, con le sue linee affusolate e le portiere a farfalla, omaggia le endurance racer degli anni Sessanta, restituendo un’immagine scenografica e senza tempo. Gli interni, invece, sono il regno dell’artigianalità e del minimalismo: pelle cucita a mano, comandi realizzati in alluminio fresato e una leva del cambio manuale in bella vista, che sottolinea la scelta radicale di escludere qualsiasi display digitale o cruscotto intelligente. L’abitacolo diventa così un luogo dove la relazione tra pilota e vettura si fa immediata, tangibile e coinvolgente, un vero manifesto per i puristi della guida.
Motore V8 sotto al cofano
Sotto il cofano pulsa il cuore di questa proposta: un Ford Coyote V8 da 5.0 litri, sovralimentato e assemblato a mano in collaborazione con Roush, che sprigiona la bellezza di 700 cavalli e 605 lb-ft di coppia. La trasmissione è affidata a un cambio a sei marce, rigorosamente manuale, abbinato a una frizione meccanica, per garantire un’esperienza di guida diretta e autentica. L’assetto si affida a sospensioni a poggiolo con ammortizzatori a tre vie regolabili manualmente, una soluzione pensata per offrire il massimo controllo dinamico sia in pista che su strada.
Dal punto di vista tecnico, la De Tomaso P72 adotta materiali e soluzioni costruttive all’avanguardia, ma rinuncia in modo consapevole a tutte le tecnologie digitali e ai sistemi di assistenza alla guida che oggi caratterizzano le auto sportive di fascia alta. Una scelta che divide: da un lato, i puristi applaudono la coerenza di una vettura pensata per esaltare il piacere di guida analogico; dall’altro, i sostenitori della modernità sottolineano i possibili limiti in termini di sicurezza attiva e praticità nell’uso quotidiano, soprattutto nel traffico urbano.
Produzione limitata
La produzione sarà limitata a soli 72 esemplari, ciascuno realizzato su misura secondo le preferenze del cliente, con l’obiettivo di creare un oggetto da collezione unico e irripetibile. Nel panorama delle hypercar dal gusto rétro, la P72 si confronta con altre proposte che puntano su esclusività e sensazioni di guida autentiche. Per i conservatori, rappresenta un ritorno alle origini sensoriali dell’automobilismo; per i critici, invece, l’assenza di tecnologie contemporanee potrebbe ridurre l’attrattiva verso le nuove generazioni, sempre più abituate a connettività e assistenza digitale integrata.
Resta da vedere come il mercato delle auto d’epoca valuterà questa proposta nei prossimi anni: l’abbinamento tra un marchio iconico come De Tomaso, la tiratura estremamente limitata e una motorizzazione esclusiva potrebbe portare a una rivalutazione significativa nel tempo. Tuttavia, la reale solidità di questa previsione dipenderà dalla reputazione che il brand saprà costruire dopo il lancio e dalla qualità costruttiva delle vetture effettivamente consegnate ai clienti. In ogni caso, la De Tomaso P72 è già destinata a entrare nella leggenda come una delle ultime, vere icone dell’automobilismo analogico.