Tesla valuta la chiusura della Gigafactory di Berlino

La Gigafactory di Berlino è a rischio: calo delle vendite europee, tensioni con IG Metall e opposizione di Grünheide mettono in discussione il futuro dello stabilimento

Tesla valuta la chiusura della Gigafactory di Berlino
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Giorgio Colari
Pubblicato il 11 gen 2026

La Gigafactory Berlin si trova oggi in una posizione estremamente delicata, al centro di una tempesta perfetta in cui si intrecciano la contrazione delle vendite europee, i conflitti con il potente sindacato IG Metall e una crescente pressione ambientale esercitata dalle comunità locali. Questi fattori, tutti convergenti, stanno mettendo a rischio la continuità dello stabilimento di Grünheide, alle porte di Berlino, una delle principali scommesse industriali di Tesla sul Vecchio Continente.

La presenza del marchio in Europa stenta

Inaugurata con l’ambizione di rilanciare la presenza del marchio in Europa e di rivoluzionare la produzione di veicoli elettrici su scala continentale, la fabbrica tedesca si trova ora di fronte a una realtà ben diversa da quella prospettata. L’impianto, che avrebbe dovuto garantire volumi produttivi elevati e favorire le economie di scala, si è trasformato in un hub logistico per i mercati statunitense e cinese, mentre le vendite europee dei modelli Tesla continuano a calare, scendendo persino sotto i livelli registrati prima dell’apertura dello stabilimento.

Questo calo delle immatricolazioni ha avuto un impatto diretto sui margini operativi e sulla redditività della Gigafactory Berlin. La struttura, progettata per lavorare a pieno regime, oggi opera con capacità produttiva ridotta, mettendo in discussione la sostenibilità economica del progetto stesso. Gli analisti del settore automobilistico sottolineano come questa situazione rifletta una più ampia maturazione del mercato europeo delle auto elettriche, caratterizzato da una concorrenza sempre più agguerrita, sia da parte dei costruttori tradizionali che delle nuove realtà emergenti, spesso in grado di proporre modelli a basso costo e piattaforme tecnologiche innovative.

A complicare ulteriormente il quadro, sono emerse forti tensioni sul fronte sindacale. L’influenza crescente di IG Metall, uno dei sindacati più potenti d’Europa, ha irrigidito i rapporti industriali all’interno della fabbrica di Grünheide. Le richieste avanzate dal sindacato riguardano non solo migliori condizioni contrattuali, ma anche una maggiore partecipazione alle decisioni aziendali e un’attenzione particolare ai temi della sicurezza e della gestione del lavoro. Dal canto suo, Tesla evidenzia differenze significative in termini di produttività rispetto ad altri suoi impianti globali, sottolineando come questi squilibri diventino particolarmente critici in un contesto di domanda debole e costi crescenti.

La questione ambientale

Non meno rilevante è la questione ambientale, che ha visto le comunità locali schierarsi apertamente contro i piani di espansione della Gigafactory Berlin. Nel febbraio 2024, i residenti di Grünheide hanno espresso la loro opposizione bloccando i progetti di ampliamento dello stabilimento, motivando la loro scelta con serie preoccupazioni relative alla deforestazione e all’eccessivo consumo idrico associati alle attività produttive. Questo braccio di ferro ha generato ulteriore incertezza sui programmi di sviluppo futuri e ha complicato i rapporti tra Tesla e le autorità locali, ponendo nuovi interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine dell’intero progetto industriale.

Dal punto di vista finanziario, Tesla si trova ora di fronte a un difficile dilemma: da un lato, deve gestire costi fissi già sostenuti per la realizzazione della fabbrica e, dall’altro, valutare se esista ancora la possibilità di un recupero della domanda in Europa. Le scelte strategiche che verranno prese nei prossimi mesi saranno cruciali per il futuro dello stabilimento e per la presenza del marchio in Germania. Gli esperti del settore evidenziano come la situazione della Gigafactory Berlin rappresenti un caso emblematico delle sfide che l’intero comparto automobilistico europeo dovrà affrontare: saturazione del mercato, evoluzione delle preferenze dei consumatori, e la necessità di adattarsi rapidamente a un contesto normativo e sociale in continua evoluzione.

Al momento, Tesla non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito a una possibile chiusura della Gigafactory Berlin, continuando a parlare pubblicamente di ottimizzazione e adattamento. Tuttavia, restano irrisolte questioni concrete che riguardano l’occupazione, la produttività e la sostenibilità ambientale, fattori che continueranno a influenzare le decisioni aziendali e a suscitare reazioni sia da parte del sindacato che delle comunità locali di Grünheide. In questo scenario, il futuro della presenza industriale di Tesla a Berlino appare più incerto che mai, con la necessità di trovare nuovi equilibri tra esigenze economiche, sociali e ambientali.

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