Cosa può comportare fare rifornimento con benzina low cost

Il meccanico Angel Gaitan spiega i pro e i contro della benzina low cost: additivi, possibili contaminazioni nei serbatoi e consigli pratici per scegliere dove fare rifornimento

Cosa può comportare fare rifornimento con benzina low cost
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 26 feb 2026

Nel panorama attuale del rifornimento, la scelta della benzina low cost è un tema che divide gli automobilisti: meglio puntare al risparmio immediato o investire nella qualità per tutelare la salute del motore nel lungo periodo? Un interrogativo tutt’altro che banale, alimentato da miti e verità che spesso si intrecciano e che merita di essere affrontato con attenzione, soprattutto alla luce delle considerazioni tecniche di esperti come Angel Gaitan, meccanico spagnolo che da anni studia le differenze tra i vari distributori.

Tre fattori chiave da valutare prima di scegliere la pompa

Quando si parla di carburante economico, la convenienza non si misura solo sul prezzo esposto alla pompa. Secondo Gaitan, sono tre gli elementi davvero cruciali da considerare: la qualità degli impianti, la formulazione della benzina e la presenza di eventuali sedimenti nei serbatoi. Le grandi compagnie petrolifere come Shell, Eni e IP vantano una reputazione solida, dovuta soprattutto a una filiera produttiva trasparente e a controlli rigorosi. Questa attenzione si traduce in una maggiore affidabilità percepita, anche se non sempre è sinonimo di assoluta superiorità rispetto alle stazioni indipendenti.

Nelle stazioni non legate a grandi marchi, invece, l’incertezza cresce: la presenza di additivi in quantità non sempre dichiarate può influenzare la reazione del motore nel tempo. Se da un lato queste sostanze possono essere utili per migliorare le prestazioni o proteggere alcune componenti, dall’altro rappresentano un’incognita, specialmente su motori più delicati o già usurati.

Un altro punto spesso sottovalutato riguarda la manutenzione dei serbatoi. Cisterne trascurate o deteriorate possono rilasciare sporco e particelle nel carburante, aumentando il rischio di intasamento dei filtri e, nei casi peggiori, di danni agli iniettori o alla pompa di alimentazione. È un aspetto che può fare la differenza tra un semplice risparmio e una costosa riparazione imprevista.

Esperienza diretta e rischi reali: cosa dicono i fatti?

Nonostante i rischi teorici, Gaitan invita a non generalizzare. La sua esperienza personale – sei anni di rifornimenti presso stazioni economiche senza mai riscontrare problemi significativi – dimostra che la realtà può essere meno allarmante di quanto si pensi. In altre parole, il rischio esiste ma non è una certezza, e dipende da molte variabili, tra cui la gestione e la reputazione del singolo punto vendita.

Normative italiane e differenze tra distributori

In Italia, la legge impone standard rigorosi sia a livello europeo che nazionale, assicurando una composizione minima uniforme della benzina su tutto il territorio. Le vere differenze emergono proprio grazie agli additivi supplementari: agenti detergenti, inibitori di corrosione e sostanze anti-umidità che possono offrire benefici, ma che in alcuni casi potrebbero anche interferire con il funzionamento di motori particolarmente sensibili.

Le grandi società petrolifere sostengono che i loro prodotti vengono sottoposti a controlli costanti e che l’aggiunta di additivi serve a mantenere puliti gli iniettori. I gestori indipendenti, dal canto loro, affermano che il prezzo inferiore non deriva da una minore qualità, ma da una struttura di costi più snella e da margini di guadagno ridotti.

Come scegliere senza correre rischi inutili

Chi desidera risparmiare senza mettere a repentaglio la salute del proprio veicolo dovrebbe innanzitutto informarsi sulla reputazione della stazione di servizio, magari consultando feedback online o ascoltando il passaparola locale. Per chi guida auto moderne, dotate di sistemi di iniezione sofisticati, è preferibile orientarsi verso distributori che garantiscano trasparenza sugli additivi e offrano prodotti certificati.

Un consiglio sempre valido è quello di non cambiare distributore se fino a quel momento non si sono verificati problemi. È fondamentale restare attenti a eventuali odori insoliti, presenza di sedimenti visibili nel carburante o anomalie nel funzionamento del motore dopo il rifornimento. In caso di sospetta contaminazione, è bene sottoporre il veicolo a controlli specifici per evitare danni maggiori.

Equilibrio tra risparmio e sicurezza

La scelta tra benzina low cost e prodotti di marchi blasonati dipende soprattutto dalla propria propensione al rischio. C’è chi preferisce pagare qualcosa in più per una tranquillità totale e chi, invece, trova ragionevole accettare un piccolo margine di incertezza in cambio di un risparmio concreto, purché il veicolo continui a funzionare senza problemi. L’importante è essere informati, vigili e pronti a intervenire in caso di segnali sospetti: solo così è possibile trovare il giusto equilibrio tra convenienza e sicurezza.

Ti potrebbe interessare: