Benzina come limonata, bloccate sette auto dopo rifornimento

Sette automobilisti segnalano carburante dal colore e odore anomali dopo un rifornimento vicino a Malpensa. Campioni prelevati, autorità e distributore indagano; rimborsi promessi

Benzina come limonata, bloccate sette auto dopo rifornimento
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Giorgio Colari
Pubblicato il 10 feb 2026

Un grave episodio di benzina contaminata ha scosso la tranquillità di Busto Arsizio e dei suoi automobilisti durante lo scorso fine settimana. Nei pressi dell’aeroporto di Malpensa, una stazione di servizio è finita al centro di un’indagine dopo che ben sette automobilisti sono rimasti a piedi a causa di improvvisi guasti meccanici alle proprie vetture. L’anomalia è stata subito notata dai clienti, che hanno descritto il carburante come un liquido dal colore giallastro e dall’odore che ricordava una limonata, una definizione che ha rapidamente preso piede sui social network con la diffusione del termine “benzina limonata”.

Automobilisti organizzati contro la contaminazione

L’incidente è avvenuto in una zona strategica per i viaggiatori, ma ha coinvolto residenti e pendolari locali che, accomunati dalla stessa disavventura, hanno deciso di unirsi in un gruppo WhatsApp. L’obiettivo? Coordinare le segnalazioni, raccogliere prove fotografiche e documentali, e spingere le autorità competenti a intervenire tempestivamente. La gestione della stazione di servizio si è dichiarata pronta a rimborsare tutti i clienti coinvolti, segno di una volontà di collaborazione che tuttavia non placa le preoccupazioni dei consumatori.

I sintomi della contaminazione e i primi danni

Secondo le testimonianze, i problemi sono insorti subito dopo il rifornimento: difficoltà nell’avviamento, calo della potenza e spegnimenti improvvisi del motore hanno costretto molti automobilisti a rivolgersi alle officine autorizzate. Il carburante sospetto, ribattezzato ironicamente “limonata”, presentava caratteristiche insolite sia per colore che per odore, segnalando una probabile adulterazione carburante o contaminazione accidentale.

Verifiche tecniche e indagini in corso

Le autorità locali e gli enti di controllo sono stati subito informati dell’accaduto e hanno avviato una serie di accertamenti. I tecnici hanno prelevato campioni di carburante dai serbatoi e stanno conducendo analisi di laboratorio per stabilire la natura esatta della contaminazione. Solo i risultati di questi test potranno chiarire se si sia trattato di una adulterazione carburante intenzionale, di una contaminazione involontaria o di un guasto tecnico all’impianto della stazione di servizio.

Dal punto di vista della responsabilità, in caso di conferma di irregolarità, potrebbero essere chiamati a rispondere il gestore della stazione, il fornitore o altri intermediari della filiera. Per questo motivo, gli automobilisti sono stati invitati a conservare con cura tutte le ricevute, le foto del carburante e le certificazioni degli interventi meccanici subiti dalle proprie vetture.

Rischi tecnici e precedenti storici

La letteratura tecnica è chiara: la presenza di acqua, solventi o altre sostanze estranee nella benzina può causare danni gravi e costosi ai sistemi di alimentazione. I principali guasti meccanici segnalati comprendono l’ostruzione dei filtri, l’usura delle pompe, la compromissione degli iniettori e la formazione di depositi che possono alterare il funzionamento delle centraline elettroniche. I costi per la riparazione di questi danni possono essere ingenti, così come i tempi di fermo delle vetture.

Non si tratta di un episodio isolato: casi simili sono già avvenuti in passato in diverse regioni italiane, spesso causati da miscelazioni errate, come l’aggiunta di oli usati al gasolio, o da infiltrazioni d’acqua nei serbatoi. Questi episodi hanno portato a sospensioni temporanee delle attività, azioni legali e indagini giudiziarie che si sono protratte anche per mesi.

Prospettive e sviluppi futuri

Nelle prossime settimane, i risultati delle analisi chimiche sui campioni prelevati saranno fondamentali per individuare la causa della contaminazione e attribuire le eventuali responsabilità. Nel frattempo, la stazione di servizio coinvolta continua a garantire la massima disponibilità per i rimborsi e la collaborazione con le autorità. Il gruppo di automobilisti, intanto, prosegue nella raccolta di prove e nella tutela dei propri diritti.

La vicenda di Busto Arsizio rappresenta un monito importante sull’importanza dei controlli nella filiera dei carburanti e sulla necessità di reagire in modo coeso e informato di fronte a episodi di adulterazione carburante. Solo così sarà possibile tutelare la sicurezza degli automobilisti e prevenire il ripetersi di situazioni analoghe, che mettono a rischio non solo i veicoli, ma anche la fiducia dei consumatori verso il sistema di distribuzione dei carburanti.

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