Il proprietario muore e la sua Alfa da 30 milioni scompare: l'indagine

La Procura di Milano indaga sulla sparizione di una Alfa Romeo 33 Stradale da 30 milioni. Eredi sotto pressione, ipotesi estorsione e appello pubblico

Il proprietario muore e la sua Alfa da 30 milioni scompare: l'indagine
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Renato Terlisi
Pubblicato il 10 feb 2026

La recente sparizione di una delle vetture più preziose al mondo sta scuotendo il panorama automobilistico internazionale. Un mistero avvolto da cifre da capogiro: solo 18 esemplari prodotti, un valore stimato attorno ai 30 milioni di euro e, al momento, nessuna traccia della sua attuale collocazione. Al centro della vicenda si trova la Alfa Romeo 33 Stradale, una vera e propria leggenda su quattro ruote, oggi protagonista di un caso giudiziario che rischia di ridefinire le regole della tutela dei grandi patrimoni motoristici.

Forse un tentativo di estorsione

Tutto ha avuto inizio con la scomparsa di un appassionato collezionista di auto da collezione, la cui morte ha innescato una catena di eventi tanto intricata quanto inquietante. Il decesso del proprietario ha lasciato in eredità non solo una straordinaria raccolta di vetture storiche, ma anche una situazione patrimoniale complessa e vulnerabile. La famiglia, già provata dalla perdita, si è trovata improvvisamente al centro di una vicenda dai contorni torbidi che vede protagonista la scomparsa della loro più preziosa supercar.

Secondo quanto riportato dagli avvocati della famiglia, la moglie del defunto, già fragile dal punto di vista della salute, sarebbe stata sottoposta a pressioni psicologiche e a minacce legali che l’avrebbero spinta a cedere forzatamente la vettura. Si parla apertamente di estorsione, una parola pesante che delinea il quadro di un’operazione condotta con metodi al limite della legalità. L’obiettivo? Impadronirsi di un’icona dell’automobilismo, il cui valore non è solo economico, ma anche storico e culturale.

L’auto è stata radiata

La ricostruzione degli eventi si fa via via più dettagliata: la vettura sarebbe stata trasferita attraverso la creazione di una società ad hoc, un escamotage utilizzato spesso per celare la reale proprietà di beni di lusso. Immediatamente dopo, la macchina sarebbe stata radiata dal Pubblico registro automobilistico, cancellando ogni traccia della sua esistenza formale sul territorio nazionale. A completare il quadro, la denuncia di smarrimento delle targhe e la dichiarazione di esportazione, due passaggi che hanno reso praticamente impossibile per le autorità e per gli eredi seguire le tracce della preziosa vettura.

Questa sequenza di azioni, se confermata dalle indagini, potrebbe configurare reati gravissimi, tra cui appunto l’estorsione e il falso. Ma la vicenda solleva interrogativi ben più ampi: quanto sono realmente protetti i grandi patrimoni automobilistici in Italia? La vulnerabilità degli eredi durante le fasi di successione si conferma un tema centrale, specialmente quando in gioco ci sono capolavori come la Alfa Romeo 33 Stradale. La Procura di Milano sta lavorando per ricostruire ogni dettaglio di questa intricata operazione, consapevole che il caso potrebbe rappresentare un precedente fondamentale per il futuro delle auto d’epoca.

Un’auto leggendaria

Prodotta in soli 18 esemplari tra il 1967 e il 1969, la Alfa Romeo 33 Stradale non è solo una vettura, ma un simbolo del design e dell’ingegneria italiana. La sua linea filante, il motore derivato dalle competizioni e la rarità assoluta l’hanno resa l’oggetto del desiderio di collezionisti di tutto il mondo. La sua improvvisa sparizione ha scosso profondamente la comunità degli appassionati, che ora guarda con attenzione alle indagini in corso, sperando in una soluzione che possa riportare alla luce questo autentico gioiello.

La Procura di Milano si trova così a gestire un’indagine complessa, che intreccia aspetti giuridici, patrimoniali e culturali. Non si tratta solo di recuperare una vettura, ma di tutelare un pezzo di storia italiana e di garantire che casi simili non possano più ripetersi. Il dibattito si fa acceso anche tra gli esperti di diritto e gli operatori del settore, che chiedono una revisione delle normative a tutela delle auto d’epoca e dei patrimoni di grande valore storico.

Il caso della Alfa Romeo 33 Stradale potrebbe dunque segnare una svolta: da un lato, mettendo in luce le falle del sistema di registrazione e protezione dei beni di lusso, dall’altro stimolando un rinnovato interesse verso la salvaguardia delle icone dell’automobilismo. In attesa di sviluppi, resta l’amarezza per la perdita di un capolavoro e la speranza che la giustizia e la passione degli appassionati possano riportare a casa una delle più grandi leggende della storia su quattro ruote.

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