Stellantis rilancia il motore FireFly, prenderà il posto del PureTech?
Stellantis rinnova il motore FireFly per la normativa Euro 7, integra 48V mild hybrid e avvia a Termoli la produzione di e DCT: occupazione e strategia industriale
Il futuro della mobilità italiana ed europea si gioca oggi su scelte strategiche che coinvolgono innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e salvaguardia dell’occupazione. In questo scenario, Stellantis compie una mossa significativa, annunciando un investimento deciso nel potenziamento dei motori termici ibridati, che si traduce in un nuovo corso produttivo per lo stabilimento di Termoli. La dichiarazione di Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, segna una svolta: «Abbiamo deciso di investire sul futuro dei motori GSE per garantirne l’impiego dopo il 2030». Una frase che non solo proietta la casa automobilistica verso il futuro, ma ridisegna il destino industriale di un’intera area produttiva. Che nel piano ci sia anche la sostituzione, nelle varie gamme, del motore PureTech? Presto per dirlo, intanto sono molte le novità.
Una scelta importante
La scelta di Stellantis si articola su tre direttrici fondamentali, pensate per rispondere alle esigenze di mercato e alle normative ambientali sempre più stringenti. Il primo pilastro riguarda l’aggiornamento tecnologico del motore FireFly, che verrà adattato alle severe prescrizioni della normativa Euro 7. L’integrazione di sistemi di downsizing, una gestione avanzata della combustione e l’adozione di soluzioni elettriche 48V mild hybrid sono i cardini di questa evoluzione. L’obiettivo è chiaro: ridurre consumi ed emissioni, in particolare nei contesti urbani, garantendo al tempo stesso prestazioni e affidabilità.
Il secondo asse della strategia prevede la trasformazione dello stabilimento di Termoli in un vero e proprio hub produttivo per i nuovi cambi e-DCT (Dual Clutch Transmission), destinati alla gamma elettrificata del gruppo. Dal 2026, infatti, partirà la produzione di questi componenti chiave, con una prospettiva di oltre 300.000 unità annue. Una cifra che assicura continuità occupazionale e rilancia il ruolo del sito molisano all’interno della filiera automobilistica nazionale ed europea.
Una soluzione che garantisce più flessibilità
Il terzo pilastro è rappresentato dalla flessibilità commerciale che deriva dall’abbinamento tra motore termico aggiornato e propulsione ibrida. Questa soluzione permette ai brand di Stellantis di mantenere un’offerta competitiva nei mercati dove la domanda di veicoli ibridi resta solida, senza dover abbandonare completamente le tecnologie tradizionali in favore dell’elettrico puro. Un equilibrio che si rivela cruciale in un momento in cui la transizione energetica genera incertezze e tensioni in tutto il settore.
Dal punto di vista normativo, il piano risponde in modo puntuale ai requisiti della Euro 7, che impone limiti stringenti sulle emissioni in condizioni reali di guida e l’obbligo di adottare tecnologie avanzate di abbattimento dei gas di scarico. L’adozione della soluzione 48V mild hybrid si rivela una scelta pragmatica e intelligente: consente di ottenere benefici concreti in termini di recupero energetico e riduzione dei consumi, senza richiedere gli investimenti massicci che sarebbero necessari per passare direttamente a piattaforme full hybrid o completamente elettriche.
Un impatto di rilievo
L’impatto di questa strategia sul tessuto industriale locale è di grande rilievo. La continuità produttiva dello stabilimento di Termoli, unita all’avvio della produzione dei cambi e DCT, offre garanzie di stabilità occupazionale e sostiene l’intera rete dei fornitori locali. Un fattore particolarmente importante in una fase storica in cui la transizione verso l’elettrico ha sollevato timori e preoccupazioni nei territori tradizionalmente legati all’automotive.
Le reazioni al piano sono state, come prevedibile, fortemente polarizzate. Da un lato, le organizzazioni ambientaliste e una parte della classe politica hanno espresso preoccupazione per il prolungamento della vita della tecnologia termica, anche se ibridizzata, evidenziando il rischio di rallentare il processo di decarbonizzazione del parco circolante. Dall’altro, sindacati e amministrazioni locali hanno accolto positivamente la decisione, considerandola uno strumento concreto per tutelare i posti di lavoro e preservare competenze industriali altamente specializzate.