Il curioso caso di un autovelox da 102.000 multe in un anno

Il Safety Camera Program di Richmond ha emesso 102.350 multe nel 2025 per eccesso di velocità in school zones; 6,4M$ incassati, più di 3M$ ancora non riscossi

Il curioso caso di un autovelox da 102.000 multe in un anno
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Renato Terlisi
Pubblicato il 10 feb 2026

Il primo anno del Safety Camera Program di Richmond ha prodotto numeri che fanno riflettere: ben 102.350 infrazioni registrate, per un totale di 6,4 milioni di dollari in sanzioni. Tuttavia, a fronte di questa cifra impressionante, emerge un dato che solleva dubbi sulla reale efficacia e sull’equità del sistema: quasi la metà degli importi, circa 3 milioni di dollari, rientra nella categoria delle multe non pagate. Un bilancio che pone l’accento su una domanda fondamentale: i sistemi automatizzati di controllo della velocità nelle school zones sono davvero strumenti di tutela per i cittadini più vulnerabili, oppure rischiano di trasformarsi in meri meccanismi di generazione di entrate, con conseguenze sociali tutt’altro che trascurabili?

La situazione vicino alle città

Il programma, lanciato a marzo 2024, ha visto l’installazione di speed cameras in 13 scuole della città, attive negli orari di ingresso e uscita degli studenti. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre gli eccessi di velocità nei punti più sensibili, dove la sicurezza di bambini e ragazzi è messa maggiormente a rischio. Eppure, i dati raccolti nel primo anno di attività raccontano una realtà più sfaccettata e complessa.

Analizzando la distribuzione delle infrazioni, emerge infatti che una singola arteria, la Hull Street Road nei pressi della River City Middle School, è responsabile di oltre un terzo di tutte le sanzioni emesse. Questo elemento suggerisce che, oltre alla tecnologia, entrano in gioco fattori legati alla pianificazione urbana e alle caratteristiche infrastrutturali del territorio. In altre parole, non tutte le aree scolastiche sono uguali in termini di rischio e di comportamenti degli automobilisti, e la presenza di particolari criticità viarie può amplificare l’effetto delle telecamere.

Le modalità sanzionatorie

Le modalità sanzionatorie sono semplici ma rigide: la prima violazione comporta una multa di 50 dollari, mentre le successive salgono a 100 dollari ciascuna. Tuttavia, la gestione delle multe non pagate si sta rivelando problematica. Per chi non provvede al pagamento, le conseguenze possono estendersi e aggravarsi, con il rischio di penalizzare in modo sproporzionato le fasce di popolazione a reddito più basso. Non a caso, tra amministratori, genitori e associazioni civiche cresce la preoccupazione per il mancato recupero di una quota così rilevante dei proventi, mentre si moltiplicano le segnalazioni di citazioni mai ricevute, difficoltà nei ricorsi e contestazioni sull’equità del sistema.

Di fronte a queste criticità, il Comune di Richmond ha annunciato una revisione strategica: le telecamere saranno riposizionate privilegiando le aree dove il rischio per pedoni e ciclisti è più elevato, nella speranza di aumentare la reale efficacia del programma e di ridurre le contestazioni. In parallelo, è stato avviato un progetto pilota per l’installazione di dispositivi di controllo anche ai semafori rossi, con l’obiettivo di ampliare il raggio d’azione della prevenzione stradale.

Tuttavia, gli esperti di sicurezza stradale avvertono che la tecnologia, da sola, non basta. Perché il Safety Camera Program possa essere percepito come legittimo e realmente utile, è necessario intervenire su più fronti: dalla progettazione urbana alla trasparenza amministrativa, passando per una comunicazione chiara e accessibile sui diritti dei cittadini e sulle modalità di impiego dei fondi raccolti. Senza queste garanzie, il rischio è quello di perpetuare una percezione di iniquità che potrebbe minare la fiducia stessa nel sistema.

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