Quanto incidono le multe in Italia? Il gettito sfiora 1,89 miliardi

Nel 2025 i Comuni italiani hanno incassato 1,89 miliardi di multe. Il calo del 4,4% è legato agli autovelox non omologati; il dibattito su sicurezza e gettito continua

Quanto incidono le multe in Italia? Il gettito sfiora 1,89 miliardi
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Giorgio Colari
Pubblicato il 26 gen 2026

Nel 2025 il panorama delle multe stradali in Italia si conferma come uno dei temi più discussi e controversi nel rapporto tra cittadini, amministrazioni locali e istituzioni centrali. Con un gettito complessivo che sfiora 1,89 miliardi di euro, il dibattito si accende attorno alla legittimità delle sanzioni, alla trasparenza nella gestione degli incassi e all’effettiva finalità dei controlli su strada. A emergere è una realtà fatta di numeri impressionanti, criticità normative e richieste di riforma, in un contesto che vede quattro grandi città sotto la lente di ingrandimento e una crisi di fiducia crescente tra automobilisti e istituzioni.

Milano e la Lombardia in testa alla classifica

A guidare la classifica nazionale delle multe stradali è Milano, con un incasso che raggiunge i 169,7 milioni di euro. Subito dopo si posizionano Roma e Firenze, mentre la regione Lombardia si distingue per aver raccolto oltre 455 milioni di euro, consolidando il suo primato a livello territoriale. Tuttavia, nonostante questi numeri elevati, il dato complessivo registra un calo del 4,4% rispetto all’anno precedente. Un segnale, questo, che rivela una crescente diffidenza degli automobilisti, in parte dovuta alle recenti polemiche sugli autovelox non omologati e sulla loro legittimità.

Il nodo della legittimità e la crisi di fiducia

Al centro della questione si trova la sentenza della Cassazione, che ha annullato le sanzioni emesse da dispositivi non conformi alle normative. Questa decisione ha dato il via a un censimento nazionale degli autovelox, portando alla disattivazione di numerosi apparecchi irregolari e a una significativa riduzione del gettito derivante dalle sanzioni. Secondo le elaborazioni del Codacons, la media per cittadino italiano si attesta a 142 euro, un dato che evidenzia quanto il tema sia sentito nella quotidianità degli automobilisti.

Le posizioni dei Comuni: tra sicurezza e polemiche

Le amministrazioni dei Comuni interessati difendono a spada tratta l’utilizzo delle risorse provenienti dalle sanzioni, sottolineando che queste vengono reinvestite in progetti di sicurezza stradale, manutenzione delle infrastrutture e servizi pubblici essenziali. Tuttavia, le associazioni dei consumatori non risparmiano critiche, accusando alcuni enti locali di utilizzare i limiti di velocità e l’installazione degli strumenti di rilevazione con finalità prevalentemente economiche, piuttosto che di reale tutela degli utenti della strada.

Le garanzie procedurali: omologazione e trasparenza

Gli esperti di diritto amministrativo pongono l’accento sulla necessità di rispettare rigorosi criteri di regolarità procedurale. In particolare, viene richiesta l’omologazione dei dispositivi, una corretta installazione, la presenza di una segnaletica chiara e la registrazione nel censimento nazionale. Solo in presenza di questi requisiti le sanzioni possono essere considerate legittime e difendibili anche in sede giudiziaria.

Le reazioni e le proposte di riforma

Le risposte dei Comuni sono tutt’altro che uniformi: alcuni rivendicano il diritto di utilizzare le sanzioni come strumento di politica urbana, mentre altri annunciano audit sulle apparecchiature e si impegnano a destinare i fondi esclusivamente a interventi di sicurezza stradale e mobilità sostenibile. Nel dibattito pubblico emergono proposte concrete, come l’introduzione di un controllo centralizzato più rigoroso sugli strumenti di rilevazione, una trasparenza totale sul valore degli incassi e sulla loro destinazione, la revisione dei limiti di velocità sulla base di studi scientifici e l’adozione di meccanismi di rendicontazione obbligatoria per gli enti che superano determinate soglie di gettito.

Una sfida aperta tra prevenzione e correttezza amministrativa

Il 2025 si presenta dunque come un anno di svolta per il sistema delle multe stradali in Italia. Se da un lato le sanzioni rappresentano uno strumento potenzialmente legittimo per incentivare comportamenti responsabili e finanziare interventi pubblici, dall’altro il loro utilizzo richiede trasparenza, controlli rigorosi e normative chiare. Solo così si potrà evitare che le multe si trasformino in una forma occulta di tassazione, mantenendo il giusto equilibrio tra efficacia preventiva e correttezza amministrativa. Il confronto tra istituzioni, magistratura, associazioni e cittadini continuerà, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che tutelino sia la sicurezza stradale sia i diritti degli automobilisti.

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