Le città italiane con più traffico, chi domina la poco nobile classifica

Traffic Index 2025: Palermo è al 51% di congestione; Milano 49%, Catania 47%. Il report di TomTom mette a confronto la situazione italiana con metropoli mondiali

Le città italiane con più traffico, chi domina la poco nobile classifica
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Giorgio Colari
Pubblicato il 26 gen 2026

La congestione traffico è diventata una delle principali sfide urbane che le città italiane devono affrontare nel 2025, e i dati più recenti non lasciano spazio a dubbi. Secondo il Traffic Index elaborato da TomTom, la situazione della mobilità nelle aree metropolitane italiane ha raggiunto livelli critici, con Palermo che si distingue come la città più congestionata del Paese, superando persino i tradizionali centri urbani noti per i loro ingorghi.

Chi insegue

I numeri parlano chiaro: il capoluogo siciliano registra un tasso di congestione del 51%, seguito a breve distanza da Milano con il 49%, Catania al 47%, Roma al 45%, mentre Firenze e Napoli completano la classifica delle città più afflitte da questo fenomeno. Questa graduatoria, poco lusinghiera, mette in luce una rimodulazione degli scenari urbani italiani, dove le criticità legate al traffico non sono più appannaggio esclusivo delle metropoli settentrionali o delle capitali economiche.

Tuttavia, per comprendere appieno la portata del problema, è fondamentale contestualizzare questi dati su scala internazionale. Sebbene la situazione italiana sia indubbiamente grave, non raggiunge le proporzioni drammatiche di altre grandi città mondiali: basti pensare che la Città del Messico tocca il 75,9% di congestione, mentre Bangalore arriva al 74,4%. Questo confronto evidenzia come, pur essendo significativa, la pressione esercitata dal traffico nelle città italiane sia ancora inferiore rispetto a quella di alcuni dei principali centri globali.

Le cause del traffico

Le cause che alimentano la congestione traffico sono molteplici e intrecciate tra loro. A Palermo e Catania, la conformazione urbana, caratterizzata da un reticolo di strade storiche, si rivela del tutto inadatta a sostenere i volumi di traffico contemporanei, generando colli di bottiglia soprattutto nei nodi principali. In città come Milano, invece, il problema è amplificato dall’elevato pendolarismo e dal ruolo centrale che la città ricopre nell’economia nazionale. Per Roma e Napoli, la pressione si accentua ulteriormente a causa della combinazione tra flussi turistici, commerciali e residenziali, che rendono ancora più complessa la gestione del traffico quotidiano.

Gli effetti negativi di questa situazione si estendono ben oltre il semplice disagio per i cittadini. Il tempo perso negli spostamenti, l’aumento dei costi per il trasporto delle merci e il peggioramento della qualità dell’aria sono solo alcune delle esternalità economiche e ambientali che la Italia si trova a fronteggiare. Proprio per limitare questi impatti, le amministrazioni comunali stanno intervenendo con una serie di misure, tra cui l’istituzione di zone a traffico limitato, il potenziamento del trasporto pubblico e l’introduzione di incentivi per l’utilizzo di veicoli a basse emissioni.

Tre livelli di proposte

Le soluzioni proposte si sviluppano su tre livelli principali: infrastrutturale, tecnologico e regolatorio. Da un lato, si punta a investire nel miglioramento e nell’ampliamento delle reti di trasporto pubblico, dall’altro si fa affidamento su sistemi intelligenti di gestione del traffico, in grado di monitorare e regolare i flussi in tempo reale. Inoltre, la razionalizzazione dei cantieri stradali rappresenta un’opzione fondamentale per ridurre i disagi a breve termine e migliorare la circolazione.

Nonostante l’impegno delle istituzioni, le misure adottate suscitano spesso critiche e resistenze da parte di alcune categorie di cittadini. In particolare, piccoli commercianti e pendolari lamentano di essere penalizzati da provvedimenti che, a loro avviso, non affrontano le cause strutturali del problema. A complicare ulteriormente il quadro, la diffusione di app di navigazione e servizi di consegna sta generando nuovi flussi di traffico in aree residenziali che fino a poco tempo fa erano meno interessate dal fenomeno.

La principale lezione che emerge dal Traffic Index 2025 è che la Italia, pur non essendo ancora ai livelli estremi di metropoli come la Città del Messico o Bangalore, deve considerare la questione della mobilità urbana come un elemento chiave per il benessere dei cittadini e la competitività dei territori. Solo attraverso un monitoraggio costante, politiche integrate e un dialogo costruttivo tra tutti gli stakeholder sarà possibile affrontare efficacemente questa sfida, trasformando le città italiane in modelli di sostenibilità e vivibilità per il futuro.

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