GM brevetta l'aerodinamica attiva per il drifting: svolta per Corvette

GM ha depositato un brevetto per un sistema che usa aerodinamica attiva per facilitare il drifting, riconoscendo la derapata voluta e regolando spoiler, ali e diffusori

GM brevetta l'aerodinamica attiva per il drifting: svolta per Corvette
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Giorgio Colari
Pubblicato il 9 feb 2026

Nel mondo dell’automotive, l’evoluzione tecnologica non si ferma mai e spesso sorprende anche gli appassionati più esperti. Una delle domande più affascinanti per chi vive di emozioni su quattro ruote riguarda la possibilità di rendere il drifting sicuro e accessibile, senza rinunciare al fascino adrenalinico di una derapata controllata. A rispondere a questa sfida è GM (General Motors), che ha recentemente depositato presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti un brevetto rivoluzionario, datato fine gennaio 2026. Si tratta di un sistema di aerodinamica attiva in grado di riconoscere le intenzioni del pilota e modificare in tempo reale gli assetti della vettura, favorendo così derapate gestite in totale sicurezza.

Per aumentare la stabilità

Fino ad oggi, la aerodinamica attiva è stata utilizzata principalmente per incrementare la stabilità in curva e abbattere i tempi sul giro, agendo su elementi come spoiler, ali mobili e diffusori regolabili. Il nuovo brevetto di GM, denominato “active downforce control for drifting maneuvers”, rivoluziona completamente questo approccio: la tecnologia non serve più solo a tenere l’auto incollata all’asfalto, ma diventa uno strumento chiave per la gestione delle scivolate laterali intenzionali. Grazie a una sofisticata elettronica di bordo, il sistema analizza parametri come l’angolo di sterzata e la posizione dell’acceleratore, distinguendo una perdita accidentale di aderenza da una derapata volontaria. Quando rileva l’intenzione di driftare, interviene sugli elementi aerodinamici, redistribuendo il carico tra asse anteriore e posteriore, riducendo la deportanza dove necessario per favorire lo scivolamento e aumentandola dove occorre per mantenere il controllo.

La Corvette si candida

Sul piano tecnico, la soluzione si basa su attuatori elettrici e idraulici che regolano le superfici aerodinamiche con angoli e tempistiche variabili. Gli algoritmi, alimentati da una moltitudine di dati sensoriali, lavorano in tempo reale per ottimizzare ogni intervento. L’obiettivo è duplice: rendere il drifting più prevedibile e gestibile per il pilota, ma anche prevenire che una manovra spettacolare possa degenerare in una perdita di controllo pericolosa.

Nonostante il brevetto non faccia riferimento a modelli specifici, la Corvette si candida naturalmente come prima destinataria di questa innovazione. L’iconica sportiva americana rappresenta da sempre il laboratorio di prova per le tecnologie più avanzate del gruppo GM. Non a caso, già nel 2024 un altro brevetto aveva collegato l’aerodinamica attiva della Corvette a un differenziale autobloccante elettronico, suggerendo la volontà di sviluppare un pacchetto integrato per la dinamica laterale.

Il contesto competitivo vede già alcune realtà all’avanguardia: la Ford Mustang GTD, ad esempio, utilizza strategie avanzate di aerodinamica attiva per massimizzare le prestazioni in pista. Tuttavia, la specializzazione del nuovo sistema GM esclusivamente per il drifting – con algoritmi capaci di interpretare le intenzioni del guidatore – rappresenta una novità assoluta, potenzialmente in grado di aprire nuovi scenari per gli appassionati e per l’impiego in eventi sportivi o ricreativi.

Le reazioni sono diverse

Le reazioni all’innovazione sono diverse. Gli amanti della guida sportiva vedono in questa tecnologia la possibilità di rendere le derapate più accessibili e meno rischiose, specialmente in contesti organizzati come piste o autodromi. Dall’altra parte, chi pone l’accento sulla sicurezza invita a una riflessione approfondita: qualsiasi sistema che faciliti la perdita controllata di aderenza solleva interrogativi, soprattutto per quanto riguarda l’uso su strade pubbliche, dove le normative potrebbero imporre limiti stringenti o modalità di utilizzo riservate ai circuiti.

Restano aperte alcune questioni fondamentali, sia dal punto di vista tecnico che legale. Come si comporterà il sistema in condizioni di asfalto bagnato, sporco o contaminato? Chi sarà responsabile in caso di incidente con il sistema attivo? Gli ingegneri di GM dovranno lavorare a stretto contatto con i piloti per calibrare la risposta dell’elettronica e assicurare che il controllo rimanga sempre saldo nelle mani dell’uomo, evitando interpretazioni errate dei comandi o situazioni di rischio.

Per quanto riguarda la commercializzazione, la strada appare ancora lunga e incerta. La tecnologia potrebbe debuttare su versioni ad alte prestazioni come la Corvette, ma prima sarà necessario superare test approfonditi, procedure di omologazione e definire protocolli operativi sicuri. Se sviluppata secondo standard rigorosi, questa innovazione potrebbe rappresentare un vero salto in avanti per le tecnologie di assistenza alla guida sportiva, integrando aerodinamica attiva, software e meccanica per offrire nuove esperienze in pista.

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