Centrale di smontaggio vicino Roma: rubavano auto e batterie

Operazione dei Carabinieri a Palestrina: scoperta una centrale di smontaggio con otto auto rubate e batterie ibride. Denunce per ricettazione e reati ambientali

Centrale di smontaggio vicino Roma: rubavano auto e batterie
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Giulia Darante
Pubblicato il 9 feb 2026

Una maxi operazione delle forze dell’ordine ha scoperchiato una centrale di smontaggio di veicoli nella zona di Palestrina, portando alla luce un inquietante traffico di auto rubate, ricambi di valore e componenti pericolosi. L’attività criminale, individuata grazie a un’indagine partita da un furto denunciato da un giovane romano, ha messo in evidenza come la diffusione delle motorizzazioni alternative abbia radicalmente cambiato le dinamiche del mercato illecito dei ricambi.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri di San Cesareo e Palestrina, tra novembre 2025 e gennaio 2026 sarebbero stati sottratti almeno otto veicoli, poi smontati in modo sistematico nella campagna laziale. Gli investigatori, con il supporto dei reparti forestali, hanno scoperto una vera e propria catena di montaggio illegale: le carcasse delle automobili, già ridotte in pezzi, erano pronte per essere smistate nel mercato nero, mentre i componenti più pregiati venivano selezionati per garantire il massimo profitto ai criminali.

L’allarme

A destare particolare allarme è stato il ritrovamento di numerose batterie ibride. Questi dispositivi, oggi fondamentali per la mobilità sostenibile, sono diventati il nuovo obiettivo delle organizzazioni criminali per via del loro elevato valore economico e della presenza di materiali rari al loro interno. Tuttavia, la loro estrazione e la gestione improvvisata comportano rischi ambientali elevatissimi: le sostanze tossiche contenute nelle batterie possono facilmente contaminare il suolo e le falde acquifere, oltre a rappresentare una fonte di incendi difficili da controllare.

Un esperto del settore, rimasto anonimo, ha sottolineato come il riciclo legale delle batterie ibride sia un processo complesso e costoso. Proprio questa complessità spinge le organizzazioni criminali a bypassare i canali ufficiali, scegliendo invece di smontare e rivendere direttamente le batterie intatte. Così facendo, ottengono margini di guadagno nettamente superiori rispetto ai percorsi autorizzati, contribuendo però a un incremento esponenziale dei rischi ambientali e sociali.

Denunce per ricettazione

Sul fronte legale, l’operazione ha portato alla denuncia di due persone con l’accusa di ricettazione e gestione illecita di rifiuti pericolosi. I rischi penali sono notevoli, ma gli inquirenti sospettano che i responsabili individuati rappresentino solo una piccola parte di una rete molto più ampia. Le indagini proseguono per identificare altri complici e mappare i canali di distribuzione dei ricambi sottratti. Nel frattempo, i Carabinieri forestali stanno effettuando verifiche tecniche per quantificare il danno ambientale e pianificare eventuali interventi di bonifica.

Il fenomeno del commercio illecito di componenti auto non è nuovo in Italia, ma l’arrivo massiccio di veicoli ibridi ed elettrici ha cambiato le regole del gioco. Se in passato i furti si concentravano su airbag e navigatori, oggi la criminalità organizzata punta ai componenti di maggior valore e facilità di rivendita, come appunto le batterie ibride. Questo spostamento degli interessi criminali è una diretta conseguenza dell’evoluzione tecnologica del settore automobilistico e dell’aumento della domanda di ricambi specifici.

Le indagini

Per contrastare questa filiera illegale, le autorità consigliano ai proprietari di auto vittime di furto di controllare attentamente il numero di telaio dei veicoli recuperati e di segnalare tempestivamente eventuali anomalie alle forze dell’ordine. Sul piano della prevenzione, gli esperti suggeriscono un rafforzamento dei controlli presso depositerie e autodemolitori autorizzati, una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine e i centri di riciclo regolari, e il coinvolgimento diretto delle case automobilistiche per migliorare la tracciabilità dei componenti più sensibili.

Le indagini dei Carabinieri proseguiranno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di smantellare l’intera rete criminale e valutare a fondo l’impatto ambientale causato dalle attività illegali. Nel frattempo, l’operazione rappresenta un segnale forte sulla necessità di una risposta coordinata e multidisciplinare per fronteggiare le nuove sfide poste dalla mobilità elettrica e dalla criminalità organizzata.

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