Accordo UE-India, nuove opportunità per le case auto europee

L'intesa UE‑India abbassa i dazi fino al 10% con quote limitate. Le case europee devono investire in produzione locale, modelli accessibili e partnership per crescere in India

Accordo UE-India, nuove opportunità per le case auto europee
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Giorgio Colari
Pubblicato il 9 feb 2026

Il mercato automobilistico indiano si prepara a vivere una trasformazione epocale, diventando sempre più centrale nello scacchiere globale e aprendo nuove prospettive per i costruttori europei. Con 4,55 milioni di vetture vendute nel 2025 e una crescita annua superiore al 6%, l’India si conferma come il terzo mercato auto più grande al mondo. In questo contesto, il recente accordo UE – India si configura come una svolta che promette di ridefinire le dinamiche competitive tra i giganti dell’automotive nei prossimi decenni.

Al centro di questa intesa vi è la progressiva riduzione dei dazi auto per l’India, oggi attestati su livelli proibitivi superiori al 100%. L’accordo prevede un abbattimento graduale fino al 10% nell’arco di 5-10 anni, aprendo così una finestra di opportunità senza precedenti per le case automobilistiche europee. Tuttavia, il taglio tariffario non sarà indiscriminato: i benefici iniziali interesseranno quote annuali contingentate, con 100.000 vetture a combustione e mild hybrid che potranno accedere alle nuove condizioni, salendo a 160.000 dopo cinque anni. Restano invece escluse, almeno per il primo quinquennio, le auto elettriche e le plug-in hybrid, una scelta che rischia di frenare la transizione verde delle industrie europee.

Una marea di occasioni

Per i grandi player come Renault, Skoda, Stellantis, Volkswagen e i marchi premium già attivi in India, il nuovo scenario si presenta come un catalizzatore di occasioni, ma solo chi saprà convertire il vantaggio doganale in una reale competitività di prezzo potrà coglierne i frutti. La vera sfida, infatti, sarà trasformare lo sconto sui dazi in prezzi più accessibili per il mercato locale, una scelta che richiederà investimenti consistenti in produzione locale e assemblaggio sul territorio.

Attualmente, la presenza delle auto europee sul mercato indiano è ancora marginale: rappresentano meno del 3% delle vendite totali, con il gruppo Skoda-Volkswagen che si attesta appena al 2,4% nel 2025. Questo dato, se da un lato evidenzia la difficoltà di penetrazione, dall’altro sottolinea il potenziale di crescita. L’India non è solo una piattaforma per le esportazioni India, ma offre anche la possibilità di sviluppare sinergie industriali, rafforzare la supply chain e diventare un hub strategico per la redistribuzione verso altri mercati asiatici ed europei.

Ci sono anche delle insidie

Nonostante le prospettive, le insidie non mancano. Anche con dazi ridotti, il prezzo finale delle vetture europee potrebbe rimanere elevato per ampie fasce della popolazione indiana, complice la tassazione locale, i costi di produzione e la forte preferenza per modelli low-cost, tipici dei costruttori indiani e giapponesi. Inoltre, l’esclusione iniziale delle auto elettriche dai vantaggi tariffari rappresenta un ostacolo per chi punta sulla mobilità sostenibile.

Gli esperti suggeriscono strategie concrete per superare queste barriere: rafforzare le partnership con realtà locali, avviare stabilimenti in modalità CKD/SKD, puntare sull’approvvigionamento di componenti indiani per ridurre i costi e sviluppare piattaforme modulari adatte alle esigenze del mercato. Alcuni brand premium, come BMW e Volkswagen, dispongono già di impianti produttivi e accordi in loco; altri dovranno intensificare gli investimenti per aumentare la quota di produzione locale.

Diversificare le fonti di approvvigionamento

A livello strategico, l’accordo UE India permette all’Europa di diversificare le fonti di approvvigionamento, ridurre la dipendenza dalle catene di fornitura tradizionali e radicare la propria industria in una delle regioni più dinamiche dell’Asia. Tuttavia, i costruttori dovranno valutare attentamente i benefici tariffari rispetto ai costi di insediamento, alle complessità normative e alla necessità di adattare i prodotti ai gusti dei consumatori indiani.

Le analisi del settore sono unanimi: il semplice abbassamento dei dazi auto India non garantisce il successo commerciale. Serviranno modelli attrattivi per rapporto qualità-prezzo, una logistica efficiente e solide alleanze con partner locali. La strategia vincente per le case automobilistiche europee dovrà integrare apertura doganale, investimenti diretti, trasferimento tecnologico e proposte pensate su misura per il mercato indiano.

Per i consumatori indiani, l’accordo si tradurrà in una maggiore varietà di scelta e, nel medio-lungo termine, in prezzi più competitivi su alcune linee europee. Per i produttori del Vecchio Continente, invece, rappresenta l’occasione di reinventare la propria presenza internazionale, sfruttando l’India come nuovo fulcro produttivo e commerciale in una fase cruciale di evoluzione del settore automotive.

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