Stellantis, in cantiere un nuovo 1.6 diesel e propulsore per Abarth

Stellantis investe su un motore 1.6 diesel produtt o a Carmagnola e su un propulsore benzina mild hybrid per la Fiat 500 Abarth, tra Euro 7 e mercati globali

Stellantis, in cantiere un nuovo 1.6 diesel e propulsore per Abarth
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 feb 2026

Nel panorama dell’automotive europeo, una notizia scuote le fondamenta della strategia industriale: Stellantis torna a puntare con decisione sui motori a combustione interna, delineando una traiettoria che non rinnega l’elettrificazione ma rivaluta le potenzialità delle soluzioni tradizionali. Con un piano che prevede la realizzazione di 20.000-30.000 unità annue e la conformità alle normative più stringenti, il gruppo si prepara a riaffermare la propria leadership sia nei segmenti premium che in quelli sportivi, affidandosi a innovazione e know-how consolidato.

Il rilancio della combustione interna

Sotto la guida dell’amministratore delegato Antonio Filosa, Carmagnola torna a essere protagonista. Questo storico stabilimento piemontese, già fulcro dell’industria motoristica nazionale, è stato scelto per avviare la produzione di un nuovo propulsore diesel da 1.6 litri, progettato per rispondere alle esigenze dei mercati attuali e futuri. L’obiettivo? Superare le nuove soglie imposte dallo standard Euro 7, garantendo al contempo prestazioni, efficienza e una riduzione significativa delle emissioni. Questo motore, che potrebbe equipaggiare anche modelli di punta come l’Alfa Romeo Tonale, rappresenta un asset strategico per la casa automobilistica, che intende così mantenere un’offerta ampia e versatile in un momento di grande trasformazione del settore.

La sfida della sportività sostenibile

Non solo diesel: il futuro del gruppo passa anche per la sportività iconica del marchio Abarth. La divisione performance sta lavorando a una nuova generazione di propulsori a benzina, in cui la tecnologia motore mild hybrid gioca un ruolo chiave. Questa soluzione rappresenta il compromesso ideale tra il DNA sportivo del brand e la necessità di contenere consumi ed emissioni, rispondendo alle aspettative di un pubblico sempre più attento all’ambiente ma ancora legato al piacere di guida. Il primo modello a beneficiare di questa evoluzione sarà la futura Fiat 500 Abarth, per la quale sono previsti volumi produttivi compresi tra 20.000 e 30.000 esemplari annui. Un segnale chiaro che la sportività, in casa Stellantis, non è mai stata così vicina alla sostenibilità.

Scelte produttive e strategie logistiche

Il nodo cruciale resta quello della produzione motori. La domanda che tiene banco riguarda la dislocazione geografica delle attività: mantenere l’intera filiera in Italia, valorizzando le competenze di Carmagnola, oppure optare per una distribuzione tra siti nazionali e impianti esteri, in linea con una logica di ottimizzazione dei costi e della supply chain globale? Le ricadute di questa scelta sono molteplici, con effetti diretti sull’occupazione, sulle dinamiche sindacali e sul dibattito politico in merito a incentivi e partnership territoriali. Una decisione che avrà ripercussioni non solo sull’industria, ma anche sul tessuto sociale dei territori coinvolti.

Espansione oltre i confini europei

Nel frattempo, Stellantis guarda con attenzione ai mercati extraeuropei. Nord Africa e Sud America emergono come aree strategiche, dove la domanda di motori a combustione resta elevata e le normative ambientali sono meno stringenti rispetto al Vecchio Continente. In questi mercati, le soluzioni diesel e mild-hybrid continuano a rappresentare un vantaggio competitivo, soprattutto nei segmenti più accessibili e nelle flotte aziendali. Una strategia di internazionalizzazione che potrebbe garantire nuove opportunità di crescita e consolidare la presenza del gruppo a livello globale.

Un dibattito acceso tra innovazione e sostenibilità

Le reazioni a questa nuova strategia sono contrastanti. Da un lato, il mondo imprenditoriale e sindacale italiano accoglie con favore la prospettiva di tutelare posti di lavoro e know-how nazionale, vedendo nella scelta di Stellantis un’opportunità per rilanciare l’industria automobilistica tricolore. Dall’altro, le associazioni ambientaliste sottolineano l’urgenza di accelerare la transizione verso la decarbonizzazione, mettendo in guardia sui rischi di rallentare l’adozione delle tecnologie full electric. Un dibattito che si inserisce nel più ampio contesto europeo, dove la revisione della data del 2035 per il bando alle auto endotermiche ha già iniziato a influenzare le strategie dei principali costruttori.

Prospettive e attese

Rimangono ancora da chiarire i dettagli tecnici e le tempistiche ufficiali dei nuovi progetti. Saranno le prossime comunicazioni istituzionali a definire con precisione il calendario di implementazione, le specifiche ingegneristiche e le strategie di lancio sui mercati. Quello che è certo è che la combinazione tra innovazione motoristica, rispetto delle normative Euro 7 e valorizzazione dei marchi premium segna un passaggio cruciale per il futuro dell’automotive italiano ed europeo. Stellantis, ancora una volta, si posiziona al centro della scena, pronta a rispondere alle sfide di un settore in rapida evoluzione.

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