Mercedes-AMG, il ritorno del V8 dopo il flop del quattro cilindri

Dopo il calo vendite del C63 con motore quattro cilindri plug in hybrid, Mercedes AMG ridefinisce la gamma: addio al quattro cilindri, arrivo di un C53 sei cilindri e sviluppo di un nuovo V8

Mercedes-AMG, il ritorno del V8 dopo il flop del quattro cilindri
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Renato Terlisi
Pubblicato il 9 feb 2026

Il mondo delle auto sportive sta vivendo una fase di profonda trasformazione, e anche i marchi più iconici devono rivedere le proprie strategie per restare competitivi. Un esempio emblematico arriva da Mercedes-AMG, che si trova costretta a ripensare radicalmente le sue scelte dopo aver puntato su soluzioni tecniche innovative che, però, non hanno incontrato il favore del pubblico tradizionale. La recente decisione di abbandonare il quattro cilindri ibrido sulla C63 rappresenta una svolta significativa, dettata da un mix di esigenze di mercato, feedback degli appassionati e nuove sfide regolamentari.

Cambio di rotta dopo un azzardo rischioso

Il passaggio dal celebre V8 a un più moderno e tecnologico plug-in hybrid a quattro cilindri era stato accolto con grande curiosità ma anche con un certo scetticismo dagli estimatori della casa di Affalterbach. I numeri, però, non hanno dato ragione a questa scelta: le vendite della C63 hanno subito un brusco calo e il malcontento tra la clientela storica si è fatto sentire in modo inequivocabile. Il carattere inconfondibile che aveva reso celebre la berlina sportiva sembrava essersi smarrito, lasciando spazio a una proposta sì innovativa, ma incapace di trasmettere quelle emozioni forti che il pubblico AMG ricerca.

La tecnologia non basta a conquistare i puristi

Il cuore della questione sta proprio nell’esperienza di guida. Nonostante le performance sulla carta fossero di assoluto rilievo, la motorizzazione quattro cilindri non riusciva a replicare il sound possente, la progressione fluida e la reattività istantanea che hanno sempre contraddistinto il V8 AMG. Gli appassionati, di fronte a una soluzione troppo distante dalla tradizione, hanno espresso chiaramente la loro delusione. Per chi sceglie una sportiva della stella, il coinvolgimento emotivo conta più di ogni altro dato tecnico, e la perdita di “anima” è stata percepita come un vero e proprio tradimento del DNA del marchio.

Pressioni normative e sfide di mercato: una doppia stretta

Ad aggravare ulteriormente la situazione è intervenuto il contesto regolamentare sempre più stringente. Le future normative Euro 7, con limiti severissimi sulle emissioni, hanno reso ancora più complicato mantenere in gamma motorizzazioni potenti senza ricorrere a compromessi radicali. Tuttavia, la soluzione del plug-in hybrid non si è rivelata vincente: troppo distante dalle aspettative della clientela, eppure non abbastanza efficace nel rispondere alle nuove esigenze ambientali. Il risultato? Una pressione crescente sia dal mercato che dalle istituzioni, che ha portato il team AMG a riconsiderare la propria strategia in tempi rapidissimi.

Verso una nuova architettura motoristica: la rinascita della tradizione

Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, il futuro della gamma sportiva Mercedes passerà attraverso una riorganizzazione profonda. La proposta più concreta vede l’arrivo di una nuova C53, equipaggiata con un motore sei cilindri tradizionale e privo di elettrificazione, in grado di restituire parte di quell’identità perduta. Nel frattempo, la storica C63 potrebbe uscire di scena, almeno nella configurazione attuale. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra performance di alto livello, sostenibilità economica e conformità alle normative, senza allontanarsi troppo dai valori che hanno reso grande il marchio.

Il difficile bilanciamento tra passato e futuro

La vicenda mette in luce tutte le difficoltà che i costruttori di sportive si trovano ad affrontare in questa fase di transizione tecnologica. Da un lato, il pubblico più fedele continua a chiedere motori di carattere, capaci di emozionare e coinvolgere. Dall’altro, Mercedes-AMG deve necessariamente fare i conti con obiettivi ambientali sempre più ambiziosi e la necessità di mantenere la redditività della propria gamma. Il sei cilindri rappresenta quindi un compromesso ideale: meno estremo del classico V8, ma infinitamente più vicino allo spirito AMG rispetto a un quattro cilindri troppo tecnologico e poco emozionale.

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