Alfa Romeo, 75 anni di collaborazione con l'Arma dei Carabinieri

Alfa Romeo celebra 75 anni di collaborazione con l'Arma dei Carabinieri: la Giulia Quadrifoglio istituzionale al centro dell'Arma 1814 Ski Challenge per operatività e immagine

Alfa Romeo, 75 anni di collaborazione con l'Arma dei Carabinieri
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 feb 2026

Settantacinque anni di storia, innovazione e collaborazione: questa è la cifra che definisce il legame tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri, un rapporto che incarna l’eccellenza italiana sia su strada che nelle operazioni di pubblica sicurezza. In occasione della “Arma 1814 Ski Challenge” tenutasi a Selva di Val Gardena, la partnership ha vissuto un nuovo momento di celebrazione, con la presenza di 250 atleti, tra cui 200 rappresentanti dell’Arma, e l’esordio operativo della nuova Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale.

La manifestazione non è stata soltanto una vetrina sportiva, ma anche una dimostrazione tangibile di come una berlina da 520 CV possa rappresentare un valore aggiunto per il pronto intervento e le missioni ad alta criticità. La Giulia Quadrifoglio, grazie alle sue prestazioni elevate, ha mostrato di poter andare oltre il semplice fascino estetico: la vettura si è distinta in simulazioni di trasporto rapido di organi, supporto a lanci di paracadutisti e operazioni di salvataggio, sottolineando il suo ruolo operativo concreto.

Una radice antica

Il rapporto tra Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri affonda le sue radici nel secondo dopoguerra, quando nel 1951 fu introdotta la leggendaria Matta 1900 M. Questo modello pionieristico aprì la strada a una lunga serie di veicoli iconici destinati alle forze dell’ordine. Negli anni Sessanta fu la volta della mitica Giulia, che divenne la celebre “Gazzella” del Nucleo Radiomobile, un simbolo di velocità e affidabilità che ha segnato un’epoca.

Da allora, il parco auto dell’Arma si è arricchito di modelli che hanno scritto pagine importanti nella storia dell’automobilismo italiano: Alfetta, 90, 75, 155, 156, 159, Giulietta e, più recentemente, Tonale. Molti di questi esemplari sono oggi custoditi nella sezione “Alfa Romeo in Divisa” presso il Museo Alfa Romeo, testimonianza di un’eredità tecnica e culturale che continua a evolversi.

Il valore di questa collaborazione è stato ribadito dalle parole di Santo Ficili, CEO della casa milanese, che ha definito il sodalizio «un’unione che va oltre la semplice collaborazione», fondata su valori condivisi di dedizione, coraggio ed eccellenza tricolore. Dello stesso avviso il Generale Salvatore Luongo, che ha parlato di un «sodalizio tecnico e valoriale» in grado di potenziare la capacità operativa dell’Arma su tutto il territorio nazionale.

Un’auto “spaziale”

La scelta di affidarsi alla Giulia Quadrifoglio, una vettura da 520 cavalli dotata di componenti in fibra di carbonio e impianto frenante carboceramico, non è però priva di dibattito. Alcuni osservatori sollevano dubbi sull’opportunità di impiegare auto sportive per compiti istituzionali, chiedendo maggiore trasparenza sui criteri di selezione e sui costi di gestione. I sostenitori della scelta, invece, sottolineano come mezzi performanti siano fondamentali nelle situazioni di emergenza, in particolare quando il fattore tempo può fare la differenza tra la vita e la morte.

La “Arma 1814 Ski Challenge” ha rappresentato anche un’occasione per promuovere la cultura della sicurezza in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. L’evento ha visto lo svolgimento di prove di sci di fondo, sci alpinismo tattico e slalom gigante, evidenziando l’impegno dell’Arma verso l’inclusione, grazie anche alla partecipazione di atleti paralimpici, e la multidisciplinarietà.

Settantacinque anni di collaborazione, dunque, che trovano oggi nella Giulia Quadrifoglio non solo un simbolo di performance e innovazione, ma anche il segno tangibile di un rapporto in continua evoluzione tra l’eccellenza progettuale italiana e il servizio pubblico. L’Arma dei Carabinieri e Alfa Romeo continuano a scrivere insieme una storia fatta di passione, tecnologia e dedizione, ponendo sempre al centro la sicurezza e il benessere dei cittadini.

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